Exchange russo inserito nella blacklist USA insieme a terroristi e narcotrafficanti
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Criptovalute

Exchange russo inserito nella blacklist USA insieme a terroristi e narcotrafficanti

By Riccardo Mangiapane - 23 Set 2021

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Gli Stati Uniti stanno intensificando la loro lotta contro gli attacchi ransomware, in più occasioni equiparati a quelli di matrice terrorista, e nell’ultima mossa, le autorità federali stanno prendendo di mira il settore delle valute digitali con nuove sanzioni.

Biden a favore di nuove misure anti-riciclaggio. Toccato il mondo crypto.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense sanziona lo scambio di criptovalute che ha servito i criminali del ransomware e che ha favorito attività di riciclaggio di denaro illecito.

È dato quasi per certo che Joe Biden firmerà l’introduzione di nuove misure pensate per colpire target specifici anziché l’intero mondo crypto ponendo in questa maniera freno all’innovazione del settore. È prevista inoltre l’implementazione di norme anti-riciclaggio più rigide, con una finalità del tutto simile a quella perseguita in Europa da AMLA.

Proprio in questi giorni, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto Suex, un broker di criptovalute con sede in Russia, all’elenco SDN (Specially Designated Nationals and Blocked Persons), poiché sospettato di avere spostato centinaia di milioni di dollari in criptovaluta, principalmente in Bitcoin, Ether e Tether, molti dei quali provenivano da fonti illecite e ad alto rischio.

I punti poco chiari di Suex secondo OFAC

Questa è la prima volta che l’autorità di controllo statunitense sanziona una piattaforma di trading di crypto e che proibisce ai cittadini qualsiasi interazione o coinvolgimento con essa, con pene che vanno da una multa a una condanna in prigione.

Suex è un broker di criptovaluta over-the-counter (OTC) legalmente registrato nella Repubblica Ceca. Ha una presenza fisica e opera nelle filiali di Mosca e San Pietroburgo, nonché in altre sedi in Medio Oriente.

Suex offre agli utenti la conversione della loro criptovaluta in contanti e persino facilitare lo scambio di criptovaluta con beni fisici come immobili, automobili e yacht.

Sono questi servizi che hanno attratto truffatori e operatori del mercato darknet che avrebbero inviato oltre 160 milioni di dollari in bitcoin, dal 2018 ad oggi.

Usa Russia exchange
Nuovi attacchi informatici

Nuovi attacchi informatici in America

Secondo un rapporto della società di blockchain intelligence specializzata nell’analisi forense, Chainalysis, la compagnia Suex ha ricevuto:

– Decine di milioni da indirizzi associati a diverse forme di criminalità informatica;

– Quasi 13 milioni di dollari da operatori di ransomware tra cui Ryuk e Conti;

– Circa 24 milioni di dollari da operazioni messe in atto da truffatori, inclusi quelli dietro il caso “Finiko”;

– Oltre 20 milioni di dollari dai mercati del dark web.

Dall’analisi risulta che Suex ha ricevuto 50 milioni di dollari di criptovaluta da indirizzi associati a BTC-e, un crypto exchange chiuso dalle autorità nel 2017 perché facilitava il riciclaggio di denaro su larga scala per conto di criminali informatici.

Considerando che i trasferimenti sono avvenuti molto dopo la chiusura di BTC-e, l’OFAC ha ritenuto che Suex possa aver elaborato questi trasferimenti per conto di ex amministratori, associati o ex utenti di BTC-e che tentano di liquidare la criptovaluta bloccata nell’exchange ormai chiuso.

Il motivo per cui sono stati presi questi provvedimenti è stato ben sintetizzato dalle parole della segretaria al Tesoro Janet L. Yellen:

I ransomware e gli attacchi informatici stanno mietendo vittime tra i business di ogni dimensione in tutta l’America, costituendo una minaccia diretta alla nostra economia. Continueremo a colpire i responsabili delle azioni malevole. Mentre i cybercriminali impiegano tecnologie e metodi sempre più sofisticati, siamo impegnati a contrapporre una vasta gamma di contromisure, incluse sanzioni e strumenti normativi, per interrompere, scoraggiare e prevenire gli attacchi ransomware.”

Solo l’anno scorso, l’OFAC ha notato che oltre 400 milioni di dollari sono stati pagati agli aggressori di ransomware a fronte di ricatti informatici.

Riccardo Mangiapane

Laureando magistrale in Management and Finance presso l'università LUMSA di Roma. Appassionato in fintech e crypto, segue con interesse gli avvenimenti sui mercati finanziari cooperando in team all’analisi di diversi casi studio durante il suo percorso accademico.

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