Consob: subito una regolamentazione per le criptovalute
Consob: subito una regolamentazione per le criptovalute
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Consob: subito una regolamentazione per le criptovalute

By Eleonora Spagnolo - 1 Ott 2021

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Il presidente della Consob Paolo Savona ha dichiarato oggi che serve una regolamentazione urgente per le criptovalute. 

Lo ha detto durante una lectio magistralis che ha tenuto all’Università di Cagliari dal titolo “’Lineamenti teorici e pratici di un’economia con le cryptocurrency”

Savona (Consob): la regolamentazione delle criptovalute eviterà squilibri

La regolamentazione delle criptovalute si rende necessaria per evitare che il mercato agisca in autonomia, causando squilibri. Questo il pensiero del presidente della Consob Paolo Savona, secondo cui a rimetterci sarà “l’uomo della strada”. 

Al momento la Consob stima che siano in circolazione circa 6.000 crypto per un volume di transazione da 2,2 trilioni di miliardi di dollari. Si tratta di una crescita che a detta del presidente Savona è stata trascinata dai record del Bitcoin. 

A questa crescita sono seguiti studi e analisi ma nessuna presa di posizione sul settore crypto. 

Secondo Paolo Savona servono decisioni,

“A livello globale, pur essendo questi ultimi il problema più urgente da risolvere per il buon funzionamento del sistema dei pagamenti e delle relazioni finanziarie internazionali”

È necessario che le autorità di governo e di controllo del mercato si dotino con urgenza di strumenti nuovi e condivisi per convivere con le criptovalute, questo il monito che arriva dalla Consob. 

Le criptovalute nel quadro istituzionale

Paolo Savona non vuole mettere le crypto al bando, al contrario, vuole che siano inserite nel contesto economico. 

“In assenza di nuove norme il mercato prenderebbe sempre più la guida del sistema economico e della distribuzione del reddito, ignorando la storia dei suoi fallimenti; ma anche la politica economica ignorerebbe i suoi, che potrebbero aumentare se non provvedesse a risolvere l’inquadramento delle cryptocurrency nell’assetto istituzionale”.

La situazione attuale vede già dei portatori di interessi che vogliono difendere i diritti maturati. Per questo è necessario accelerare e regolamentare il settore. Secondo il presidente Consob, quel che manca sono economisti lungimiranti e questo fa in modo che i politici continuino ad ignorare il funzionamento delle crypto. 

Paolo Savona
Paolo Savona

Rischi e opportunità per le banche

L’analisi del presidente della Consob italiana rivela anche che nella mancata regolamentazione c’è anche un’incertezza per il futuro delle banche. Sono gli istituti di credito quelli che stanno soffrendo maggiormente l’avvento delle criptovalute. Le crypto si rivelano più efficienti ed efficaci, ma su di esse pesa il quadro normativo incerto. 

Queste le sue parole:

“Le preoccupazioni sul futuro delle banche che ritardano le scelte delle pubbliche autorità hanno fondamento solo nella loro impreparazione ad affrontare gli sviluppi del Fintech e del DeFi, ma trovano una qualche giustificazione nel ritardo con cui viene definito lo scenario legislativo in cui dovranno muoversi”. 

Le banche non devono stare a guardare, ma devono adeguarsi:

“Le banche si devono preparare a svolgere i servizi in forme almeno pari all’efficienza ed efficacia di quelli offerti dalle piattaforme tecnologiche”.

Il ruolo della Consob

Queste parole lasciano intendere che l’autorità italiana che regolamenta i mercati non sia ostile alle criptovalute, ma le voglia inserire in un quadro normativo idoneo. 

Per fare questo bisognerà superare i timori delle banche e la poco conoscenza dei politici sul settore. 

La Consob dal canto suo è molto attenta al fenomeno. Il presidente Paolo Savona è autore del libro Criptomonete, al di là della sovranità monetaria, in cui analizza il fenomeno e avverte sui rischi che si corrono nel lasciare diffondere liberamente il Bitcoin senza controllo. A suo avviso ne risentirebbe l’autorità monetaria e si rischierebbe l’instabilità del sistema finanziario. 

Con le norme attuali, la Consob fa quel che può. Nei mesi scorsi si è fatta notare per essere tra le autorità nazionali entrata in rotta di collisione con Binance. L’autorità aveva fatto sapere che l’exchange non aveva le dovute autorizzazioni per il commercio di derivati e stock token. Entrambi i servizi sono stati poi sospesi. 

L’autorità resta in attesa di maggiori regole da parte dei politici per poter vedere crescere i suoi poteri di intervento. 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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