Raphaël Lacoste, il “Creatore di mondi” in NFT
Raphaël Lacoste, il “Creatore di mondi” in NFT
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Raphaël Lacoste, il “Creatore di mondi” in NFT

By Ivan Quaroni - 27 Ott 2021

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L’esplosione della crypto art ha portato alla luce una grande quantità di talentuosi artisti digitali che si sono fatti le ossa nell’industria del cinema e dei videogame prima di approdare al mondo degli NFT. Tra questi, uno dei più apprezzati è Raphaël Lacoste, classe 1971, francese, ma residente a Montreal dal 2002. 

La carriera

Dopo qualche anno di lavoro come fotografo e compositore in una compagnia teatrale francese, Lacoste ha studiato grafica 3D al Centre Nationale de la Bande Dessinée et de l’Image (CNBDI) di Angoulême, dove ha prodotto il suo primo cortometraggio, dal titolo Nîumb, proiettato in diversi festival cinematografici. 

Dopo il trasferimento in Canada, ha iniziato a lavorare per la Ubisoft come Art Director delle saghe videoludiche Prince of Persia e Assassin’s Creed, ottenendo i più importanti riconoscimenti del settore, come i premi VES, AIAS e GDC. Per qualche anno ha addirittura lasciato l’industria dei videogame per dedicarsi al Cinema in qualità di Senior Concept Artist, Production Designer e soprattutto Matt Painter, specializzato nella creazione digitale di ambienti, scenari e atmosfere fantastiche e fantascientifiche. Si può, infatti, riconoscere il suo tocco speciale in pellicole come Terminator Salvation (McG, 2009), Journey to the Center of the Earth (Eric Brevig, 2008), Death Race (Paul W. S. Anderson, 2008), Repo Men (Miguel Sapochnik, 2010), Immortals (Tarsem Singh Dhandwar, 2011) e il bellissimo Jupiter Ascending (Lana e Andy Wachowski, 2015).

Dal 2009 Lacoste è tornato attivo nel settore dei videogame come Senior Art Director di Electronic Arts Montreal e Ubisoft, per poi fondare, insieme ad alcuni dei creatori originali del franchise Assassin’s Creed, gli Haven Studios inc., di cui è direttore artistico.

Raphaël Lacoste NFT
Raphael Lacoste, The Wall Part II

I mondi di Raphaël Lacoste nell’arte NFT

Nel suo universo visivo, documentato anche nel libro WORLDS: The Art of Raphaël Lacoste (Caurette edition, 2020), il paesaggio, descritto fin nei minimi dettagli come se si trattasse del protagonista principale di una storia, ha un ruolo centrale. 

Influenzati dall’immaginario della fantascienza e del cyberpunk, ma anche dalle opere di pittori romantici come Caspar David Friedrich e Albert Bierstadt e di fotografi contemporanei come Greg Girard e Gregory Crewdson, gli universi creati da Raphaël Lacoste hanno contribuito a plasmare la nostra idea di un futuro ipertecnologico, dove immensi edifici verticali, simili a nuove cattedrali gotiche, sorgono accanto a scenari naturalistici apparentemente incontaminati. 

Non a caso, Lacoste si definisce un “creatore di mondi”. L’artista francese è, infatti, capace di dare vita a immagini in cui le potenzialità creative della Game Art e degli effetti speciali si fondono con l’amore per la storia dell’arte, considerata come una fonte primaria d’ispirazione. 

Il risultato di questa duplice formazione, radicata nel passato, ma proiettata verso l’avvenire, è visibile anche nei suoi lavori di crypto art, raccolti principalmente sulle piattaforme di Foundation e SuperRare. In particolare, le opere su SuperRare, che sono anche le più recenti, sono accompagnate da brevi racconti che inseriscono le immagini in una serie di trame narrative aperte, che l’osservatore può completare con la propria fantasia. 

Alcuni dei pezzi, ad esempio quelli della serie AI Metropolis, raccontano le tappe del viaggio di un gruppo di esploratori al confine tra i territori selvaggi della natura e le monolitiche mura che cingono gli immensi conglomerati urbani. In questa sorta di punto d’intersezione tra il mondo naturale e la civiltà più avanzata, si colloca l’esperienza del Sublime nell’era dell’Antropocene. 

Non è più il sentimento kantiano di sgomento generato dalla visione delle forze distruttive della natura, quello descritto nelle tempeste di William Turner o nel Wanderer above the Sea of Fog di Friedrich, ma un nuovo tipo di Sublime, quello che proviamo, già oggi, davanti all’enormità della tecnologia umana e dei suoi artefatti. La testimonianza ultima di questa nostra inarrestabile epoca di Accelerazione.

Ivan Quaroni

Laureato con lode in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano. Critico, curatore e giornalista, ha scritto per le riviste Flash Art, Arte e Arte in. Ha curato numerose mostre in spazi pubblici e gallerie private e ha pubblicato i libri Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura (2008, Johan & Levi), Italian Newbrow (2010, Giancarlo Politi) e Beautiful Dreamers. Il nuovo sogno americano tra Lowbrow Art e Pop Surrealism (2017, Falsopiano). Insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como e Fenomenologia delle arti contemporanee allo IED - Istituto Europeo di Design di Milano.

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