“Dogecoin è una security”, l’avvertimento di Jim Cramer
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“Dogecoin è una security”, l’avvertimento di Jim Cramer

By Eleonora Spagnolo - 21 Gen 2022

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Jim Cramer ha messo in guardia i suoi follower su Dogecoin, sostenendo che sia una security. 

Il celebre conduttore televisivo della rete CNBC con il suo Mad Money ha scatenato la rete.

Dogecoin è una security? Il dibattito

Tutto è partito da un tweet di Jim Cramer: 

“Per favore fate attenzione a Dogecoin… è una security. Sarà regolamentato. Scopriremo quanti ce ne sono e quanti ne vengono creati ogni giorno per fare soldi per gli exchange”.

Queste parole hanno scatenato un putiferio. Tra le repliche al tweet, anche quella di Billy Markus, creatore di Dogecoin, che in un paio di tweet ha detto:

“Fratello, per favore impara come funziona la blockchain. È già noto quanti ce ne sono e quanti ne vengono creati ogni giorno. È nel codice pubblico sulla blockchain pubblica, facilmente visualizzabile da chiunque.

in termini di “sicurezza”, è una criptovaluta Proof-of-Work, quindi devi metterci del lavoro per recuperare le monete dal blocco, non si qualifica sotto il test Howey. Funziona allo stesso modo del Bitcoin. Infatti, il suo codice è per il 99,5% lo stesso del Bitcoin. Per favore istruisciti”.

In breve, dal punto di vista tecnico Dogecoin funziona come Bitcoin, anche perché è nata come emulazione di BTC in chiave satirica. In più, quanti Dogecoin sono minati non è un mistero perché è scritto nel codice della blockchain.

Per quel che riguarda l’essere o meno una security, Billy Marcus richiama il test di Howey. 

Dogecoin security
Secondo il suo fondatore Billy Markus, Dogecoin non è una security

Il test di Howey

Il suo fondatore sostiene che Dogecoin non sia una security perché non risponde al test di Howey. Si tratta di un test che la legge degli Stati Uniti applica sin dal 1946 per definire se un titolo è una security. 

Si basa su 4 criteri:

  • l’esistenza di un contratto di investimento;
  • la formazione di un impresa;
  • la promessa di un profitto;
  • il lavoro di terze persone per promuovere un’offerta.

Dunque, siamo in presenza di un security se c’è un investimento di denaro in una impresa con l’aspettativa di fare un profitto grazie allo sforzo di altri.

Applicati alla lettera questi criteri non sono soddisfatti da Dogecoin, che non è un contratto di investimento, non è neppure un impresa, non promette profitti e la sua riuscita dipende dallo sforzo dei developer di crearne casi di uso e di interesse che possano far crescere il prezzo. 

Le criptovalute sono security?

Il tweet di Jim Cramer ha riaperto un dibattito spinoso nel settore delle criptovalute, ovvero: sono titoli? Perché se così fosse la loro vendita sarebbe illegale in quanto dovrebbero essere registrati presso la SEC. È il motivo che ha portato la Securities and Exchange Commission a fare causa a Ripple per la vendita dei token XRP. 

Ma la SEC stessa sembra avere le idee confuse in tema. L’ex presidente Jay Clayton ad esempio aveva dichiarato nel 2018 che Bitcoin era una moneta che ambiva a sostituire altre monete, per cui non era una security. Alla domanda se Ethereum fosse una security, invece, l’attuale presidente Gary Gensler non ha risposto, ma le sue parole hanno lasciato intendere che qualunque ICO dovesse essere considerata come vendita di security (e quindi anche Ethereum sarebbe una security, visto, che si è finanziata con una Initial Coin Offering).

Insomma, il dibattito resta aperto e a stabilire una volta per tutte se le criptovalute siano da considerarsi o meno dei titoli, sarà la giurisprudenza. Nello specifico, la sentenza sulla causa SEC-Ripple è destinata a fare scuola, ma secondo alcuni, una pronuncia è ancora lontana: bisognerà aspettare settembre 2022.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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