Kobe Bryant: tre domande di trademark per proteggersi nel metaverso
Kobe Bryant: tre domande di trademark per proteggersi nel metaverso
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Kobe Bryant: tre domande di trademark per proteggersi nel metaverso

By Stefania Stimolo - 9 Feb 2022

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La proprietà di Kobe Bryant, ex giocatore di basketball dell’NBA morto il 26 gennaio 2020 a seguito di un incidente con il suo elicottero, ha depositato tre domande di trademark per i beni virtuali, così da proteggere il suo nome nel metaverso.

I depositi includono “Kobe Bryant” e “Mamba Forever” e “Mambacita”.

Kobe Bryant e i trademark per proteggere il suo nome nel metaverso

Secondo quanto riportato, la proprietà di Kobe Bryant, l’ex professionista americano con 20 anni di carriera nei Los Angeles Lakers della National Basketball Association (NBA), ha depositato ben tre domande di trademark per proteggere il suo nome nel metaverso

Si tratta di “Kobe Bryant” e “Mamba Forever”, per tutti gli oggetti digitali, come abbigliamento e calzature, e anche gioielli, avatar, giocattoli e anche le trading cards, mentre il brand “Mambacita,” è dedicato a sua figlia Gianna.

Josh Gerben, un avvocato di trademark con sede a Washington che segue i depositi da atleti e altri ha detto:

“C’è stata questa valanga di depositi di marchi da diverse aziende e celebrità per proteggere i loro diritti per quanto riguarda le cose nel metaverso”.

Gerben sottolinea che la presente richiesta è stata la prima che lui stesso ha visto da una star del basket.  

metaverso copyright
Il metaverso ha posto anche questioni di copyright

I trademark per evitare il plagio nel metaverso

La questione sul copyright nel metaverso è in forte discussione. Così mentre in molti, come Kobe Bryant provvedono a registrare i propri trademark per proteggersi, altri, invece, sembrano essere già entrati in “guerra”. 

È il caso della famosa casa di moda francese Hermès che avrebbe citato in giudizio l’artista Mason Rothschild per aver creato collezioni NFT che raffigurano il rendering pelosi della tradizionale borsa Birkin. 

Mentre Hermès accusa l’artista di essere uno “speculatore digitale”, Rothschild difende la sua posizione affermando di non creare o vendere borse false, ma che semplicemente ha creato opere d’arte che raffigurano immaginarie borse Birkin.

In questo caso, sarà un giudice a stabilire se davvero c’è stata violazione del brand o meno. 

Meta e le norme comportamentali degli avatar in Horizon World e Horizon Venues

L’ex Facebook, Meta, di recente ha introdotto una nuova norma comportamentale per gli avatar di Horizon World e Horizon Venues, che impone una sorta di distanziamento nel metaverso. 

Si tratta del Confine Personale che impedisce agli avatar di avvicinarsi ad una certa distanza l’uno dall’altro, creando spazio personale per gli utenti dietro i loro personaggi nel metaverso. 

Secondo la loro filosofia, il Confine Personale rappresenterebbe una misura contro le molestie, diventando parte di una serie di norme che tutelano gli utenti nel vivere le loro esperienze immersive sentendosi a proprio agio. 

Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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