La CFTC chiede maggiori poteri sulle criptovalute
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Regolamentazione

La CFTC chiede maggiori poteri sulle criptovalute

By Eleonora Spagnolo - 10 Feb 2022

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Il presidente della CFTC ha testimoniato di fronte la commissione Agricoltura del Senato USA per chiedere maggiori poteri in materia di criptovalute. All’audizione era presente anche il CEO dell’exchange FTX, Sam Bankman-Fried.

CFTC: più poteri sulle criptovalute

La testimonianza si è tenuta lo scorso 9 febbraio presso la Commissione Agricoltura perché si tratta della Commissione che storicamente tratta le commodities. Infatti queste erano originariamente prodotti agricoli. 

Nella sua testimonianza il presidente Rostin Behnam ha parlato dei poteri della CFTC per prevenire le frodi e proteggere i consumatori, sottolineando come per quel che riguarda il mercato delle criptovalute, non può fare molto: 

“Il mercato dei beni digitali, che al momento è più direttamente supervisionato attraverso le licenze statali di trasmettitore di denaro, è unico e presenta molte questioni nuove per la CFTC, data la nostra limitata autorità per sorvegliare questi mercati volatili. Infatti, non c’è un regolatore, né statale né federale, con sufficiente visibilità nell’attività di trading di materie prime digitali per controllare completamente i conflitti di conflitti d’interesse e pratiche di trading ingannevoli che hanno un impatto sui clienti al dettaglio”. 

Nonostante i poteri limitati, la CFTC sta facendo il possibile per contrastare le truffe nel settore: 

“La CFTC ha portato quasi 50 azioni esecutive, ha supervisionato un un numero crescente di dichiaranti che offrono prodotti derivati basati su asset digitali e ha stabilito funzioni interne dedicate per stare al passo con le innovazioni tecniche che alimentano questo mercato”

Rispetto al futuro, Rostin Behnam ha spiegato che le sfide imposte dal settore tecnologico richiedono anche dei cambiamento e soprattutto richiederanno uno sforzo congiunto di CFTC e SEC.

Infine, ha concluso: 

Credo che molti dei principi normativi della CFTC che hanno reso i mercati dei derivati statunitensi i più forti del mondo possono anche servire per affrontare aggressivamente molti dei rischi dei beni digitali.

Fin dalla sua nascita, la CFTC e i suoi mercati sono stati all’avanguardia dell’innovazione e sviluppo tecnologico. Siamo stati anche un vigile e disciplinato poliziotto di quartiere. Il continuo emergere della tecnologia degli asset digitali presenta rischi e opportunità, e la CFTC è pronta a sfruttare la sua competenza ed esperienza per affrontare entrambi.

Sam Bankman-Fried
Sam Bankman-Fried

Sam Bankman-Fried, FTX: manca una supervisione chiara del mercato

Che la CFTC abbia bisogno di più poteri o comunque di poter agire in un quadro normativo più chiaro lo ha rilevato anche Sam Bankman-Fried, il CEO di FTX, uno degli exchange di derivati crypto più noto negli USA.

Nella testimonianza lasciata agli atti, si legge:

“Questo mosaico di regolamenti aumenta la complessità operativa degli operatori di piattaforme di asset digitali, diminuisce l’efficienza del capitale per i clienti e ostacola la capacità degli operatori delle piattaforme di ottimizzare i loro programmi di gestione del rischio. Rivela anche le lacune nella supervisione del mercato federale a causa dell’interazione tra la CFTC e i regimi della SEC”.

Il punto è che alcuni aspetti degli asset digitali sono regolati dalla CFTC ma altri no, e soprattutto, secondo Sam Bankman-Fried non è neppure chiaro cosa siano security e cosa no, come del resto dimostra la causa tra Ripple e la SEC: 

“Non tutti i beni digitali soddisfano indiscutibilmente la definizione di un titolo secondo la legge degli Stati Uniti, e di conseguenza non ci sono standard di divulgazione chiari, coerenti e applicabili per informare gli investitori sulle informazioni chiave per valutare il rischio relativo a questi beni digitali. Come tale, non c’è una chiara supervisione del mercato per il commercio a pronti di beni digitali (non titoli)”.

È anche per questo che secondo il CEO di FTX la giurisdizione della CFTC va ampliata includendo, almeno, 

“Tutte le transazioni spot in attività digitali (non security) che coinvolgono investitori al dettaglio, indipendentemente dal fatto che le transazioni attualmente rientrino nella giurisdizione della CFTC sotto la CEA sezione 2(c)(2)(D)”. 

In definitiva, Sam Bankman-Fried si dice certo che la CFTC potrebbe svolgere un ruolo molto importante nell’ecosistema degli asset digitali garantendo protezioni ai consumatori a patto che siano prima colmate alcune lacune normative. 

Se  ciò avverrà le evoluzioni saranno solo positive: 

“FTX ritiene che tali sforzi combinerebbero i migliori aspetti della finanza tradizionale e delle innovazioni degli asset digitali, uno dei nostri obiettivi principali, e renderebbero ancora più potenti gli investitori e i consumatori consolidando l’accesso agli strumenti che cercano per la sicurezza economica, tutti in un unico posto e da un’unica piattaforma di riduzione del rischio”

 

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Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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