Boom delle truffe romantiche con le criptovalute: persi $ 139 milioni
Boom delle truffe romantiche con le criptovalute: persi $ 139 milioni
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Boom delle truffe romantiche con le criptovalute: persi $ 139 milioni

By Eleonora Spagnolo - 14 Feb 2022

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Nel 2021 sono nettamente aumentate le “truffe romantiche” a tema criptovalute. A denunciarlo è un’analisi della FTC

Le truffe romantiche con le criptovalute

Nelle truffe romantiche con le criptovalute, il truffatore si presenta come un investitore di successo convincendo la vittima ad affidargli i suoi risparmi. L’investimento è diretto di solito verso qualche forex, ma la conseguenza è sempre la stessa: i soldi sono persi. 

Nelle truffe romantiche, le criptovalute sono il metodo più redditizio. Questa la classifica dei soldi persi: 

  • ben 139 milioni di dollari sono andati persi con le criptovalute;
  • 121 milioni di dollari sono stati versati tramite pagamenti;
  • 93 milioni di dollari sono stati dati ai truffatori con bonifico;
  • 36 milioni di dollari sono stati ricevuti dai truffatori tramite ricarica di carte o carte regalo.  

Per quel che riguarda le criptovalute, si tratta di una cifra cinque volte maggiore di quella del 2020, e 25 volte superiore a quella del 2019. Questo indica come il settore sia cresciuto. 

È alta anche la media dei soldi persi: circa 9.770 dollari per ogni truffato. Non è però il sistema più comune per truffare: i malintenzionati preferiscono le carte regalo. 

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Le truffe romantiche sono proliferate grazie all’utilizzo delle app di dating

Cosa sono le truffe romantiche

La FTC nella sua analisi li chiama “romance scams”: sono quelle truffe proliferate grazie all’utilizzo delle app di dating in cui i malintenzionati avviano dei rapporti via chat, riescono in qualche modo a creare un legame empatico con una persona che non incontreranno mai grazie a delle scuse, ma nello stesso tempo hanno la meglio nel convincerle di aver bisogno urgente di soldi. La vittima ci casca. 

Non avvengono solo via dating app: molti truffati riferiscono di essere stati contattati su Facebook e Instagram. 

In ogni caso il truffatore fa credere alla malcapitata vittima di avere problemi finanziari o di salute. Oppure ha bisogno urgente di soldi per chiudere un affare. Chi invia loro dei soldi, spesso lo fa ripetutamente. Dal truffatore c’è sempre la promessa di restituire quello che all’apparenza è un prestito, cosa che in qualche caso “avviene” con assegni che poi risultano falsi. 

Nel 2021 queste truffe hanno portato a perdite complessive di 547 milioni di dollari, +80% rispetto al 2020, e sei volte tanto rispetto alle cifre del 2017. 

Secondo l’analisi, la perdita media di ogni individuo si aggira sui 2.400 dollari. 

In attesa di regolamentazione

Per prevenire le truffe con le criptovalute da tempo gli Stati Uniti parlano di regolamentazione

Sebbene ci siano diverse proposte all’esame del Congresso, di cui una avanzata dall’exchange Coinbase, al momento manca una legge in materia.

Sta facendo un passo avanti il New Hampshire. Il governatore ha recentemente firmato un ordine esecutivo che crea una commissione su criptovalute e asset digitali. 

La commissione avrà il compito di investigare circa lo stato delle criptovalute e dell’industria degli asset digitali, capire gli sviluppi legislativi in materia, e come questi si applicano e incidono sul settore, e preparare un rapporto entro sei mesi che sarà sottoposto al Governatore, alla speaker della Camera e al Presidente del Senato.

Il governatore Chris Sununu. ha dichiarato:

“Il New Hampshire è un centro di innovazione finanziaria e questo ordine esecutivo promuoverà il nostro impegno ad attrarre attività bancarie e finanziarie di alta qualità in modo sicuro e responsabile. Sono entusiasta del lavoro che questa Commissione intraprenderà e delle raccomandazioni che fornirà in modo che il New Hampshire possa continuare ad avanzare le riforme necessarie che promuovono la crescita economica, favoriscono l’innovazione e soddisfano le mutevoli esigenze dei clienti, assicurando al contempo sicurezza, solidità e protezione dei consumatori”.

 

 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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