Gli investitori istituzionali acquistano dal Grayscale Bitcoin Trust
Gli investitori istituzionali acquistano dal Grayscale Bitcoin Trust
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Gli investitori istituzionali acquistano dal Grayscale Bitcoin Trust

By Vincenzo Cacioppoli - 7 Mar 2022

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A novembre scorso la grande banca d’affari americana Morgan Stanley ha aumentato la sua quota nel più grande fondo al mondo che investe in Bitcoin, il Grayscale Bitcoin Trust, acquistando circa 1 milione di azioni del fondo, portando così ad oltre 300 milioni di dollari la loro partecipazione nel fondo.

Gli investitori istituzionali accumulano azioni del Grayscale Bitcoin Trust

Secondo  i dati della società Glassnode negli ultimi mesi gli investitori istituzionali avrebbero ripreso ad accumulare azioni del fondo, grazie anche allo sconto di circa il 30% delle azioni dopo i cali del mercato delle criptovalute.

Secondo i dati di Glassnote nei primi due mesi dell’anno gli investimenti degli istituzionali nel fondo sarebbero aumentati di circa 100 milioni di dollari.

Il fondo Grayscale Bitcoin Trust che grazie ai circa 32 miliardi di asset di valore, detiene circa il 3,5% dei Bitcoin attualmente presenti sul mercato, sta pagando uno sconto di circa il 30% rispetto ai massimi di novembre, a causa del crollo delle quotazioni di Bitcoin. Ma il fondo deve anche scontare, da quando sono scambiati i primi ETF in Bitcoin, circa il 13% rispetto al valore del bitcoin stesso.

“Penso che siano un problema per GBTC, i prodotti concorrenti, alcuni con strutture tariffarie migliori, altri con metodi migliori per tracciare bitcoin, sono arrivati ​​sul mercato e ciò rappresenterà una sfida per loro per restringere lo sconto” 

ha detto Bobby Blue, analista di Morningstar a febbraio.

Non è un caso che la società sta spingendo per ottenere dalla SEC il via libera al suo primo Etf spot sui Bitcoin che attende da mesi l’approvazione da parte della autorità di Borsa americana.

Grayscale Bitcoin Trust
Grayscale è “minacciata” dalla concorrenza degli ETF

Grayscale in attesa degli ETF su Bitcoin spot

Secondo gli analisti, la domanda per i titoli del GBTC è stata sostenuta dal premio al NAV, il che ha facilitato l’arbitraggio degli hedge fund che acquistavano nuove azioni per poi, dopo la scadenza di un periodo di lock-up, venderle al prezzo di mercato, ottenendo lauti guadagni.

Ma questo meccanismo è venuto meno da quando nel febbraio 2021 in Canada è stato lanciato il Purpose Bitcoin Etf, il primo etf spot in Bitcoin, che ha attratto da subito molti investitori istituzionali, desiderosi di investire in un prodotto correlato direttamente al Bitcoin. Molti investitori hanno così spostato i loro investimenti su Bitcoin da GBTC a questo nuovo strumento.

Il fondo di Grayscale ha cercato di ovviare a questo acquistando nuove azioni proprie, ma il lancio di altri etf hanno reso vano questo tentativo.

Grayscale ha più volte sostenuto in questi mesi che “il modo più efficiente per risolvere qualsiasi discrepanza tra il prezzo delle azioni di GBTC e il NAV” sarebbe quello di essere in grado di convertirsi in un ETF spot, qualcosa di cui “la comunità degli investitori statunitensi è desiderosa. . . è pronta e merita”.

 

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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