La Fed, le borse e i tassi di interesse
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La Fed, le borse e i tassi di interesse

By George Michael Belardinelli - 17 Mar 2022

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Nel giorno in cui la Fed si apprestava ad annunciare un rialzo dei tassi di interesse dello 0,25% in ottica compensativa dell’inflazione, le borse davano ottimi segnali.

Fed Day e le borse

Nella giornata di martedì ,ma anche in quella di ieri, il mercato azionario seppur molto volatile ha mostrato segnali incoraggianti.

Si sono affacciati in zona verde il Dow Jones che raggiunge i 33.544,34 punti, il Nasdaq che ottiene un +2,92% e lo S&P 500 che consegue il +2,14% spinti anche dai rumors provenienti dall’Europa dell’Est.

Anche la giornata di ieri non è stata da meno: Dow Jones a 34.062 punti, il Nasdaq ha chiuso con un +2,76% e lo S&P 500 ha fatto registrare un +1,88%.

David Zervos, chief strategist della Jefferies, aveva dichiarato alla CNBC di aver previsto un comportamento aggressivo della Federal Reserve a fronte della complessa situazione americana e globale e che questo avrebbe avuto delle comprensibili ripercussioni sul mercato del reddito fisso.

A tal proposito un ruolo importante viene giocato anche dall’indice dei prezzi al consumo che su base annua hanno avuto un balzo del 7,9%.

Questo risultato stabilisce un record per gli ultimi 40 anni, mai l’indice dei prezzi al consumo aveva raggiunto tali vette.

La variabile Ucraina

Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha parlato alla nazione.

In un discorso il leader ucraino ha spiegato che lo stato che rappresenta non entrerà a far parte della Nato e che un cessate il fuoco sembra sempre più vicino. 

La conferma è arrivata anche dalla sponda russa per conto del ministro degli esteri Sergey Lavrov che alla Bbc ha fatto sapere che:

“C’è qualche speranza di raggiungere un compromesso”. 

La notizia ha scosso positivamente i mercati di tutto il mondo, sia azionari che non, ed è uno dei motivi della buona salute di cui ha goduto in questi giorni Wall Street.

stock market
Volano i titoli tech

Le borse asiatiche e i titoli tech

Dall’altra parte del mondo, nel frattempo, il vice premier cinese Liu He ha fatto sapere che intende adottare misure a tutela dell’economia cinese qualora fosse necessario e che il mercato dei capitali non verrà lasciato indietro.

Il combinato disposto tra queste dichiarazioni e quelle provenienti dall’Europa dell’Est hanno portato a Hong Kong e Shanghai nuovo vigore.

L’Hang Seng di Hong Kong solo per citarne uno ha chiuso con un +9% ottenendo la migliore performance dall’ottobre del 2008.

I titoli cinesi in particolare quelli del Tech fanno faville anche nella borsa di New York dove spiccano Alibaba con il suo +21%, JD.com +28% e Didi +44%. 

Infine anche il rialzo del 2,167% dei buoni a 10 anni dello stato americano sono un buon segnale, solo il dato delle vendite al dettaglio è in leggero calo dello 0,1% nonostante resti comunque positivo.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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