Come e perché c’è stato il crash delle crypto?
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Come e perché c’è stato il crash delle crypto?

By Marco Cavicchioli - 16 Mag 2022

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Durante l’ultima settimana si è verificato un vero e proprio crash del mercato crypto, alimentato da un contesto generale di panic selling. 

Le cause del crash del mercato crypto

Basti pensare che sette giorni fa l’intero settore capitalizzava 1.650 miliardi di dollari, mentre ora è sceso a 1.400 miliardi e venerdì scorso è sceso anche sotto i 1.300 miliardi. 

Le cause alla base di questo crollo sono state due. 

La prima è quella più evidente, ovvero l’implosione totale del progetto Terra. Prima del crash la criptovaluta nativa di Terra, LUNA, capitalizzava circa 21 miliardi di dollari, mentre ora è scesa a circa 1,5 miliardi. 

Tuttavia questo ultimo dato è completamente falsato dai 6.500 miliardi di token LUNA emessi dopo l’inizio del crollo che gonfiano a dismisura il calcolo del market cap. Senza questi token creati dal nulla negli ultimi giorni, la capitalizzazione sarebbe inferiore ai 100.000 dollari. 

A sua volta, la causa dell’implosione dell’ecosistema Terra è dovuta alla perdita dell’ancoraggio al dollaro del valore della sua stablecoin, UST, alla base dell’intero progetto. 

Già lunedì 9 maggio il prezzo di mercato di UST era sceso sotto quota 0,95$, mentre il giorno successivo era crollato anche sotto quota 0,75$. 

Dopo un breve recupero a quota 0,9$, durato meno di 24 ore, mercoledì 11 c’è stato il crollo definitivo, prima sotto gli 0,70$ e poi a 0,30$. Venerdì 13 è sceso anche sotto 0,1$. 

Un tale crollo di quella che avrebbe dovuto essere una stablecoin ancorata al valore del dollaro USA ha fatto implodere l’intero ecosistema Terra basato su questa stablecoin algoritmica. 

Il crollo ha generato panico, che si è esteso anche ad altre criptovalute. 

In particolare giovedì 12 il panico si è diffuso anche sulla principale stablecoin esistente al mondo, Tether (USDT). Ma dopo un breve momento di difficoltà, in cui il prezzo di USDT è sceso sotto gli 0,99$, si è ripreso abbastanza velocemente recuperando il peg con il dollaro. 

bitcoin crash
Il mercato crypto subisce un primo crash dal 2021, entrando in una forte fase bear

La diffusione del crollo all’intero mercato crypto e al settore delle big tech

Per quanto concerne il mercato crypto in generale, la giornata peggiore è stata venerdì 13, ovvero dopo che USDT aveva già recuperato il peg con il dollaro, e dopo che LUNA era già implosa. 

Infatti, insieme al crollo di Terra si è verificato in contemporanea anche un forte calo dei mercati finanziari in generale, iniziato sempre il 9 maggio. 

In particolare il Nasdaq, il cui trend ormai da diverso tempo è simile a quello del prezzo di Bitcoin, il 9 maggio ha perso il 3,8% in un solo giorno, l’11 maggio ha perso il 3%, ed il 12 maggio ha perso più del 2% per poi però recuperare e chiudere la giornata alla pari. Va tuttavia detto che venerdì 13 ha chiuso con +3,7%, ma ormai i mercati crypto erano in difficoltà. 

A dire il vero proprio venerdì 13 il prezzo di Bitcoin, seguendo il trend del Nasdaq, è risalito dal minimo annuale toccato giovedì 12 a circa 25.000$, fino a riportarsi sopra i 30.000$ Si tratta comunque di un valore del 12% inferiore a quello di lunedì 9 maggio, e del 17% inferiore a quello del 7 maggio, quando si aggirava intorno ai 36.000$. 

Il Nasdaq invece dal 7 maggio ha perso il 3,6%, sebbene la perdita accumulata da inizio aprile sia del 18%. Da inizio aprile Bitcoin ha perso il 36%. 

Nel momento in cui, a partire da lunedì 9 maggio, al trend già decrescente dei mercati crypto simile a quello del Nasdaq si è sommato il crollo di Terra, le perdite sui mercati crypto si sono intensificate. Tuttavia l’implosione di Terra non è stata la causa del calo dei mercati crypto, che erano già in calo per loro conto con un trend per certi versi simile a quello del Nasdaq. 

Infatti non appena l’implosione di Terra è terminata, sui mercati crypto c’è stato un piccolo rimbalzo simile sempre a quello del Nasdaq di venerdì 13. 

Sui mercati finanziari globali, e quindi anche sul Nasdaq e sui mercati crypto, pesano le incertezze riguardanti la situazione geopolitica ed economica mondiale, in particolare la guerra in Ucraina, l’inflazione, e soprattutto l’incertezza sulle prossime misure di politica monetaria della Fed che si teme saranno ancora più restrittive di quanto previsto fino ad ora. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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