Coinbase nelle prime 500 aziende Fortune
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Coinbase nelle prime 500 aziende Fortune

By Vincenzo Cacioppoli - 25 Mag 2022

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Coinbase, il celebre exchange americano quotato al Nasdaq, è la prima azienda crypto ad entrare nella top 500 delle società della rivista Fortune.

Coinbase entra nella classifica Fortune

Malgrado i titoli di Coinbase abbiano perso in un anno oltre il 75% del loro valore, l’azienda è entrata nella classifica delle principali 500 società americane stilata ogni anno dalla rivista Fortune.

Si tratta della prima volta che un’azienda del settore crypto entra nella prestigiosa graduatoria di Fortune, che da 68 anni ormai misura le principali aziende americane sulla base del loro fatturato.

Coinbase Global è riuscita ad arrivare al 437° posto, grazie ai suoi ricavi nel 2021, ad oltre 7,8 miliardi di dollari, un guadagno annuo del 513,7% e all’assorbimento di 3.730 dipendenti a livello globale

Queste sono tra le metriche considerate dalla prestigiosa rivista americana per stilare la classifica.

Per quanto riguarda la crescita dei ricavi, Coinbase ha registrato la seconda miglior performance tra le top 500 dopo Moderna che, con uno strabiliante +2200 % grazie ai vaccini anti covid-19, ha letteralmente sbaragliato la concorrenza.

Il caporedattore di Fortune, Alyson Shontell, ha commentato:

“Sia Coinbase che Moderna sono state tra le società che hanno prosperato nelle circostanze bizzarre del COVID”.

L’exchange, quotato nell’aprile del 2021 al Nasdaq, aveva raggiunto in un giorno oltre 60 miliardi di dollari di capitalizzazione, collezionando così una delle migliore performance al debutto nella storia della Borsa americana. 

Nella classifica Fortune 500, Coinbase è riuscito a precedere società storiche del calibro di Hasbro, Xerox, Hertz e Victoria’s Street.

Il colosso americano della vendita al dettaglio Walmart ha conquistato il primo posto per il decimo anno consecutivo, con 572.754 milioni di dollari di entrate.

Perché Coinbase ha meritato la classifica delle migliori 500 compagnie 

L’attività di Coinbase paga molto in termini di fatturato e ricavi, che dipendono  dalle commissioni sul trading per circa l’85% del totale.  

È chiaro che nei primi mesi dell’anno il calo sia stato considerevole, basti pensare che Bitcoin, che rappresenta circa il 44% dell’intero mercato delle criptovalute, viene scambiato da settimane al di sotto di $30.000, il livello più basso da dicembre 2020, dopo aver toccato a novembre 2021 il suo massimo storico a 69.000 dollari.

I conti della società hanno fortemente risentito di questo valore generalizzato dei mercati, registrando un fatturato netto di 1,16 miliardi di dollari per il primo trimestre e una perdita netta di 430 milioni di dollari. Le sue entrate sono diminuite del 53% rispetto ai $2,5 miliardi registrati nel quarto trimestre del 2021.

Difficile pensare che, se questo trend dovesse continuare anche per i prossimi mesi, Coinbase possa mantenere la sua posizione nella classifica delle 500 più grandi aziende americane. 

Ma l’exchange non sembra essere troppo preoccupato di questa situazione, come ha ribadito sul blog aziendale, Kate Rouche, Chief Marketing Officer di Coinbase, che ha scritto:

“La volatilità è dolorosa e può essere spaventosa, detto questo, la volatilità è naturale anche per le innovazioni tecnologiche emergenti come le criptovalute”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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