L’Ucraina sequestra fondi russi da un portafoglio crypto
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L’Ucraina sequestra fondi russi da un portafoglio crypto

By George Michael Belardinelli - 24 Ago 2022

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Con un’operazione segreta l’Ucraina riesce a bloccare e sequestrare fondi da un portafoglio crypto, che erano destinati a finanziare la macchina bellica russa.

Ucraina: sequestrate crypto appartenenti a fondi russi

La guerra nell’est europeo sembra essere combattuta su più fronti e lasciando stare, per il momento, le recenti tensioni nell’ex jugoslavia tra Paesi filo russi e quelli protetti dal patto atlantico, il nuovo terreno di combattimento è quello cibernetico.

Con un’operazione di controspionaggio, infatti, l’Ucraina è riuscita a bloccare un canale che da tempo riusciva a finanziare in segreto il governo di Mosca e il suo esercito. Si tratta di un portafoglio crypto che accumulava da non meglio specificati finanziatori risorse ingenti.

I funzionari incaricati dell’operazione hanno spiegato che i fondi sono stati spesi per fornire equipaggiamenti tattici per le forze separatiste riconducibili alla Russia nell’est del Paese.

La somma sequestrata dalla SBU (i servizi segreti Ucraini) ammonta a 800.000 grivnia, che corrispondono a circa 22.000 dollari.

I servizi segreti ucraini hanno detto che per l’operazione sono stati aiutati da società di criptovalute e questo crea un precedente geopolitico scomodo che potrebbe impattare eventuali operazioni commerciali future se queste dovessero venire alla luce.

Chainalysis ha riportato in un comunicato che lo scorso mese 54 gruppi filo-russi hanno accumulato più di 2,2 milioni di dollari in criptovalute.

Queste organizzazioni, tutte operative tra Donetsk e Luhansk, hanno ottenuto gli importi donati soprattutto in Bitcoin (BTC) ed Ether (ETH), ma anche altre criptovalute come Dogecoin e Shiba.

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Le crypto sequestrate erano destinate a finanziare le spese russe

Le donazioni a favore del Paese di Zelenski

Con un tweet, il ministro ucraino per la trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, ha detto che $54 milioni di fondi crypto sono stati raccolti grazie all’iniziativa Aid For Ukraine e che sono stati finalizzati all’acquisto di giubbotti antiproiettile, medicinali, mirini notturni e veicoli per l’esercito di Zelenski.

Le donazioni in crypto non sono, tuttavia, una prerogativa dei governi russo ed ucraino e delle organizzazioni più o meno paramilitari che vi girano attorno. La filantropia è stata una costante in questa guerra e molti fondi volti all’acquisto di medicinali, vestiti e derrate alimentari sono giunti copiosi da organizzazioni internazionali umanitarie, ma anche da esponenti di spicco del mondo crypto come, ad esempio, quelli giunti da Vitalik Buterin, che ha tentato invano di rimanere anonimo.

WhiteBIT, un exchange con radici ucraine, si è offerto di supportare i rifugiati ucraini nelle proprie sedi all’estero. Inoltre, l’exchange crypto più grande del mondo, Binance, ha emesso una carta speciale per gli ucraini costretti a lasciare le loro case che basata sulle crypto permette a queste persone una sopravvivenza dignitosa ovunque esse siano.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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