Le misure necessarie per operare con le crypto in Africa si complicano
Le misure necessarie per operare con le crypto in Africa si complicano
Regolamentazione

Le misure necessarie per operare con le crypto in Africa si complicano

By George Michael Belardinelli - 29 Ago 2022

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Ad oggi, per gli operatori di servizi di criptovalute, sarà necessario registrarsi all’agenzia di sicurezza informatica etiope INSA (Information Network Security Administration) per poter fare business, trading o holdare crypto in Africa.

La diffusione delle crypto in Africa

L’Africa è crypto friendly dove l’avvento di questo nuovo asset ha portato una ventata di freschezza in un continente ancora in cerca di una propria identità e che sta formando a grandi e piccoli passi il proprio tessuto finanziario. Tuttavia, in alcuni casi lo sviluppo di questo asset può risultare più farraginoso del previsto, come nel caso dell’Etiopia.

L’Ethiopian Monitor, in un rapporto, ha di recente portato alla luce come un inasprimento burocratico si sia reso necessario. Infatti, a seguito di una legge preesistente e attualmente modificata dal governo del Paese è ora necessario registrarsi all’INSA per poter operare nel Paese.

Questa legge permetterà alle autorità fiscali etiopi di controllare tutti i prodotti crittografici attivi nel Paese e le relative transazioni: in sostanza una massiccia operazione di controllo della regolarità delle transazioni e dei flussi in transito.

Oltre a tutto questo, nella modifica del testo di legge, l’istituto dovrà sviluppare le procedure operative e l’infrastruttura crittografica.

Bitcoin.com a giugno riportava come la stretta sul mondo delle criptovalute da parte del governo fosse arrivata a seguito di una politica avversa da parte della Banca Centrale d’Etiopia, che ammoniva sull’utilizzo di queste valute digitali invitando, inoltre, la popolazione a segnalare eventuali investitori in questo asset e quanti lo sponsorizzassero.

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I fornitori di servizi crypto dovranno registrarsi all’agenzia di cybersecurity del Paese

Le disposizioni attuate dalla Banca Centrale d’Etiopia

Il mercato delle crypto, tuttavia, nonostante le complicazioni burocratiche introdotte dal governo africano non è inibito, ma la NBE (Banca Centrale d’Etiopia) invita a prestare molta attenzione al fatto di registrarsi presso l’Information Network Security Administration per non incappare in spiacevoli sorprese che potrebbero portare a perdita di capitali ed eventuali earnings oltre a conseguenze più gravi dal punto di vista legale:

“C’è interesse tra le persone e le entità nel fornire servizi di crittografia tra cui mining e trasferimento. [Pertanto] per regolamentare adeguatamente questo campo, l’INSA ha iniziato a registrare persone ed entità coinvolte in operazioni (servizi) di criptovalute, incluso il trasferimento e/o il mining”. 

Secondo quanto riportato nel testo di legge approvato, gli operatori di servizi hanno dieci giorni di tempo per uniformarsi alle nuove direttive, dopodiché le autorità dovranno intervenire con azioni legali e sequestri non tanto per atti illeciti ma, soprattutto, per una questione di sicurezza del Paese.

Nel frattempo, uno dei Paesi dove più si cerca di criptovalute su Google si trova proprio in Africa, ovvero la Nigeria, dove il 35% della popolazione ha già investito in criptovalute.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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