Wasabi insieme a Trezor per maggiore privacy su Bitcoin
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Wasabi insieme a Trezor per maggiore privacy su Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 6 Set 2022

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Qualche giorno fa Wasabi ha annunciato che i cosiddetti coinjoin sono in arrivo su Trezor. 

Trezor e Wasabi collaborazione per un bitcoin più sicuro

Trezor è in assoluto uno dei maggiori produttori al mondo di hardware wallet per Bitcoin e criptovalute, mentre Wasabi è in assoluto uno dei wallet crypto ad alto livello di privacy più utilizzati. 

Anzi, Trezor è la società che nel 2011 inventò gli hardware wallet per le criptovalute, in un’epoca in cui si iniziava appena a scambiarli su primi exchange – il primo exchange è dell’anno precedente, il 2010. 

Non è pertanto un caso che cerchi di essere sempre all’avanguardia, anche per quanto concerne la privacy. 

Wasabi d’altro canto è uno dei wallet crypto più utilizzati per chi vuole mantenere un elevato livello di privacy, proprio perchè ha i coinjoin automatizzati utilizzabili liberamente e facilmente. 

Wasabi trezor bitcoin
Wasabi Wallet Logo

Cos’è CoinJoin

CoinJoin è un metodo di invio delle transazioni in Bitcoin che consente di combinare insieme più transazioni di diversi utenti in un’unica transazione da registrare sulla blockchain, in modo da rendere più difficile per chi vede quella singola transazione sulla blockchain risalire a tutte le transazioni originali dei vari utenti che sono state combinate a monte. 

Il fatto è che, a differenza di molte altre soluzioni per elevare il livello di privacy, le transazioni coinjoin sono perfettamente compatibili con il protocollo Bitcoin, tanto da essere utilizzabili facilmente da qualsiasi wallet che le utilizzi.

Gli hardware wallet tendono a non consentire l’utilizzo di coinjoin, quindi grazie a questa collaborazione tra Wasabi e Trezor sarà finalmente possibile anche ai possessori di hardware wallet utilizzare questa tecnologia ad alto livello di privacy. 

Trezor aveva già annunciato la futura aggiunta di coinjoin ad aprile dell’anno scorso, e ieri ha confermato che ci stanno già lavorando. 

In questo momento non è ancora chiaro quando verranno rilasciate queste nuove funzionalità, né su quali dispositivi di Trezor. Inoltre non è nemmeno chiaro come saranno utilizzabili, ma è possibile immaginare che la procedura possa essere simile a quella adottata da Wasabi. 

Tuttavia, il collaboratore di Wasabi Rafe ha rivelato che gli utenti di Trezor Suite potranno inviare Bitcoin con elevato livello di privacy direttamente dai loro hardware wallet. Questo fa presumere che l’integrazione fornita da Wasabi sarà implementata su Trezor Suite, ovvero l’app desktop che consente l’utilizzo dei token conservati nell’hardware wallet di Trezor. 

Già ora sulla home page del sito di Trezor Suite si parla genericamente di “sicurezza e privacy migliorate”, probabilmente perché le nuove funzionalità potrebbero essere già in arrivo. D’altronde è possibile che Trezor ci lavori anche da più di un anno. Anzi, secondo Karo Zagorus della community di zkSNACKs i primi colloqui tra Trezor e Wasabi sarebbero iniziati addirittura nel 2019

Stando a quanto dichiarato da Rafe, sarà possibile partecipare ai round zkSNACKs dei coinjoin di WabiSabi con l’hardware wallet di Trezor, attraverso l’applicazione Trezor Suite. 

Quindi sembra che, semplicemente, gli utenti di Trezor Suite avranno la possibilità di essere tra i mittenti delle transazioni che vengono incluse nei coinjoin creati da Wasabi, ovvero che raccolgono e mixano insieme le transazioni effettuate anche dagli stessi utenti di Wasabi. 

Inoltre, sempre Rafe ha dichiarato che il motivo per cui Trezor ha scelto i coinjoin di Wasabi è perché lo ritiene di gran lunga il protocollo CoinJoin più avanzato in circolazione. 

Va in effetti ricordato che il wallet di Wasabi è in assoluto uno di quelli più utilizzati al mondo da chi vuole effettuare transazioni in Bitcoin ad elevato livello di privacy.

Coinjoin e il caso di Tornado Cash 

Resta da capire come reagiranno le autorità di vigilanza, dopo ciò che è accaduto con Tornado Cash. Infatti anche Tornado Cash di fatto è un mixer, ovvero combina più transazioni di diversi utenti in una sola in modo da rendere difficilmente rintracciabili le transazioni originali. 

A dire il vero fino ad ora Wasabi non sembra aver avuto problemi simili con le forze dell’ordine, nonostante sia sotto osservazione da parte dell’Europol fin dal 2020. Questo fa credere che la sua situazione differisca per qualche motivo da quella di Tornado Cash, forse perché ciò di cui è accusato lo sviluppatore di Tornado Cash non è attribuibile anche agli sviluppatori di Wasabi. 

L’accusa, che ha portato all’arresto di Alexey Pertsev, era quella di aver realizzato Tornado Cash proprio con il chiaro scopo di aiutare chi volesse riciclare denaro, mentre per ciò che se ne sa questa accusa non è mai stata formulata anche per gli sviluppatori di Wasabi. 

Bitcoin curiosamente è sempre stato accusato sia di essere eccessivamente anonimo, sia di non esserlo affatto. La verità, come spesso accade in questi casi, sta nel mezzo, e questo significa che di per sé le semplici transazioni in Bitcoin non hanno un livello di privacy particolarmente elevato. 

Come funziona Lightning Network

È vero che con Lightning Network, che non registra le transazioni sulla blockchain pubblica, il problema in gran parte si risolve, ma LN viene utilizzato soprattutto per transazioni di poca importanza o di basso valore. La registrazione di una transazione sulla blockchain pubblica di Bitcoin non solo la rende molto più sicura, ma la rende anche verificabile ogni oltre ragionevole dubbio. 

Per questo motivo le soluzioni on-chain che mirano ad elevare il livello di privacy di Bitcoin continuano ad avere successo anche dopo la diffusione di LN, soprattutto da parte di coloro che vogliono muovere cifre significative senza che sia facile intercettare le loro transazioni. 

In questi casi infatti non si utilizza LN, ma si preferisce scrivere la transazione sulla blockchain pubblica, e questo espone ad un drastico abbassamento del livello di privacy se la transazione è semplice. 

Visto che molti utenti che possiedono cifre significative in Bitcoin li conservano su hardware wallet, l’integrazione dei coinjoin su questi ultimi potrebbe essere una vera e propria richiesta proveniente da alcuni dei loro utenti. 

Infine conviene ricordare che la versione 2.0 di Wasabi wallet è stata rilasciata proprio quest’anno, negli ultimi mesi, ed è forse per questo che Trezor ha deciso solo ora di integrare i coinjoin nonostante a quanto pare abbia iniziato ad interloquire con Wasabi tre anni fa. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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