Coinbase aggiorna le fee
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Criptovalute

Coinbase aggiorna le fee

By Marco Cavicchioli - 20 Set 2022

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Ieri Coinbase ha annunciato modifiche alla propria struttura di fee. 

Con un post sul blog ufficiale ha avvertito che oggi, martedì 20 settembre 2022, entreranno in vigore le nuove tariffe. 

piano fee coinbase
Nuovo piano fee di Coinbase

La nuova struttura tariffaria dell’exchange è stata introdotta per tenere conto delle variazioni dei volumi di scambio delle criptovalute a livello globale, e dei prezzi degli asset. In particolare è stato ridotto il volume di scambi mensili richiesto per qualificarsi per i livelli medio e superiore della loro commissione oraria. 

Il nuovo tariffario sarà valido sia su Coinbase Exchange che sulle versioni Pro e Advanced Trade.

Coinbase cambia la politica sulle fee

Non è la prima volta che Coinbase aggiorna la sua struttura tariffaria, e non sarà probabilmente nemmeno l’ultima. Vista la volatilità dei mercati crypto, sia sul breve che sul medio e lungo periodo, la società adegua il costo dei suoi servizi alle variazioni del mercato. 

In particolare questa volta i livelli di transazione inferiori a 100.000$ non subiscono variazioni, mentre variano i livelli superiori. L’obiettivo è quello di incentivare i trader con volumi più elevati.

Coinbase nacque come exchange semplice, alla portata di tutti. Nel corso dei suoi primi anni acquisì in questo modo molte decine di milioni di utenti, che tuttavia si limitavano a poche operazioni di entità molto contenuta. 

Nel corso del tempo però divenne un exchange sempre più istituzionale, e con lo sbarco in borsa ad aprile 2021 è diventato il vero e proprio punto di riferimento per il mercato USA in questo settore. 

Per questo motivo nel corso del tempo è evoluta anche la sua strategia commerciale, e soprattutto il suo posizionamento sul mercato, passando da exchange semplice per piccoli investitori comuni a grande piattaforma rivolta anche e soprattutto ai grandi clienti istituzionali. 

Infatti, ha anche aggiunto sempre più funzioni, tra cui in particolare quella di custodia di livello istituzionale che gli ha consentito di attrarre anche clienti di grande importanza. 

Per questo motivo non stupisce che stia rivolgendo ormai le maggiori attenzioni proprio ai grandi investitori istituzionali, cercando di raccoglierne quanti più con tariffe minori. 

Questo vale soprattutto durante il bear market, ovvero quando investitori e speculatori generano profitti di gran lunga inferiori, dovendo quindi per forza di cosa fare molta attenzione a contenere i costi. In un tale contesto la decisione di Coinbase di ridurre le fee ai grandi trader assume un significato facilmente comprensibile. 

Gli obiettivi a lungo termine dell’exchange

Sebbene alcune cose nel corso del tempo siano cambiate, altre sono, invece, rimaste le stesse. 

Il co-fondatore e CEO di Coinbase, Brian Armstrong, oggi ha ricondiviso sul suo profilo Twitter ufficiale una sorta di guida del 2016 che contiene alcune indicazioni chiare su quale sia ancora oggi la filosofia dell’exchange. 

Coinbase è una società nata addirittura nel 2012, ovvero l’anno del primo halving di Bitcoin, ma fino al 2017 era conosciuta da poche persone. Il boom è avvenuto proprio a partire dal 2017, quindi questo documento risale all’era pre-boom dell’exchange. 

Si tratta di una sorta di guida ai product manager (PM), ma ciò che interessa è la filosofia che emerge da questa guida. 

Il primo punto che emerge è l’attenzione alle esigenze ed ai desideri dei clienti. I clienti sembrano essere al centro dell’attenzione di Coinbase, e questo spiega anche perché con l’ingresso di grandi clienti istituzionali l’exchange abbia deciso di apportare modifiche per soddisfare meglio le loro esigenze. 

Armstrong nel 2016 forse esagerava un po’ quando chiedeva ai PM letteralmente di “entrare nella testa dei clienti”, ma l’immagine rende molto bene l’idea di ciò che vuole che facciano coloro che lavorano in Coinbase. Capire realmente le esigenze ed i desideri dei clienti è il primo necessario passo da fare per soddisfarli. 

Il secondo punto è comune a moltissime aziende di successo, ovvero farsi guidare dai dati, e non dalle sensazioni personali. 

Il terzo, invece, non è così comune, perchè suggerisce ai PM di non essere persone che prendono decisioni e le impongono dall’alto, ma invece chiede di essere dei mediatori che “creino consenso tra tutti gli stakeholder”, imponendo le proprie decisioni solo quando è necessario, ad esempio in condizioni di stallo. 

D’altronde è proprio la “creazione di consenso” uno dei principi fondanti alla base di Bitcoin e delle criptovalute. 

Infatti, a questo Armstrong la necessità di comunicare molto, sia per consentire la creazione del consenso, sia per comunicarla ad altri in modo che tutti ne siano al corrente. 

L’ultimo punto viene in conseguenza dei primi quattro, e prevede di sviluppare la visione del prodotto, sforzandosi di creare qualcosa di veramente eccezionale. L’obiettivo di questa fase è quello di arrivare letteralmente a “creare gioia per il cliente”. 

La visione orientata al cliente 

La ricerca dell’eccellenza è anche proprio ciò che mosse Satoshi Nakamoto a creare quel capolavoro assoluto che è il whitepaper di Bitcoin, ed in quest’ottica si capisce bene a cosa vuol puntare Coinbase. 

Probabilmente è proprio questa ricerca dell’eccellenza, unita ad una grande conoscenza dei loro clienti, che ha portato l’exchange a diventare dominante in USA per quanto riguarda la fascia di utenti entry-level, in un primo momento. Se, come sembra, stanno continuando ad applicare la stessa strategia anche ora che si rivolgono ai grandi clienti istituzionali, è possibile che il loro obiettivo sia imporsi in USA anche in questo settore. 

Non sarà però affatto semplice, perché ci sono già altre grandi realtà importanti nel settore crypto statunitense che hanno saputo posizionarsi piuttosto bene in questo segmento del mercato crypto. Tuttavia, l’essere quotata in borsa dà a Coinbase un’arma in più, dato che la quotazione prevede l’obbligo per la società di fornire pubblicamente alla SEC tutte le informazioni importanti che la riguardano, e questo eleva di molto il livello di trasparenza del suo operato. 

Inoltre, non si sa se anche i grandi concorrenti di Coinbase adottino la stessa strategia, a dire il vero non comune soprattutto nel settore finanziario. Il tentativo di “creare qualcosa di eccezionale” è più in linea con la filosofia crypto, quella da cui è emerso Satoshi Nakamoto, piuttosto che con quella della finanza tradizionale in cui, invece, conta soprattutto, se non esclusivamente, guadagnare molto. Quindi, è possibile che Coinbase possa avere una marcia in più, soprattutto rispetto alle società tradizionali, grazie ad una sorta di “retaggio crypto” che si porta dietro fin dal principio. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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