Nuovo record assoluto per l’hashrate di Bitcoin
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Nuovo record assoluto per l’hashrate di Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 11 Ott 2022

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Ultimamente l’hashrate di Bitcoin sta facendo registrare un record dopo l’altro. 

Solo sei giorni fa per la prima volta nella storia sono stati superati i 300 Eh/s, mentre oggi per la prima volta sono stati superati anche i 320 Eh/s. 

Stando ai dati di CoinWarz, il picco si è verificato questa notte a 321 Eh/s, dopo che ieri si era scesi fino a 213 Eh/s. 

Il giorno prima erano stati superati i 310 Eh/s. 

Continuano i record per l’hashrate del mining di Bitcoin

Se al posto di prendere i singoli picchi orari si prendono le medie giornaliere, la media di oggi ovviamente non è ancora stata calcolata, perchè la giornata deve ancora finire, mentre per ora resiste il picco del 5 ottobre a 278 Eh/s. 

Tuttavia ieri è avvenuto uno dei maggiori aumenti di sempre della difficulty, aumentata del 13% in un solo colpo. L’attuale difficulty di 35,611 T è la più elevata di sempre. 

Dopo il picco di hashrate di questa notte, e soprattutto dopo il poderoso aumento della difficulty, in realtà ci sarebbe da aspettarsi un calo dell’hashrate. 

Infatti, a causa di questo aumento la profittabilità del mining è calata in modo significativo, rendendo meno conveniente minare BTC. Ci si potrebbe attendere che a causa di questo calo di profittabilità alcuni miner potrebbero decidere di spegnere momentaneamente alcune macchine. 

Il fatto è che a partire dal 30 settembre il block-time di Bitcoin è sceso sotto i 10 minuti e non è ancora tornato. Addirittura si calcola che il primo di ottobre sia sceso anche sotto gli 8 minuti. 

Il block-time dipende in larga misura dall’hashrate, oltre che dalla difficulty, ma se quest’ultima viene aggiornata solamente circa una volta ogni due settimane, l’hashrate può variare anche di molto in lassi di tempo di gran lunga inferiori. 

Quindi dopo la riduzione della difficulty del 28 settembre la profittabilità del mining di BTC era leggermente risalita, tanto da indurre presumibilmente i miner a riaccendere alcune macchine prima temporaneamente spente. 

Questo ha prodotto un incremento dell’hashrate, passato dai 212 Eh/s del 27 settembre ai 271 del 2 ottobre. Ciò inevitabilmente ha fatto scendere il block-time, dato che la difficulty rimaneva ferma, fino a ieri. 

Il significativo aumento dell’hashrate delle due settimane scorse ha causato il significativo aumento della difficulty di ieri, ed ora forse la situazione può tornare alla normalità. 

Aspettative sulle performance future del Bitcoin mining

Quindi, nei prossimi giorni, a causa del calo della profittabilità del mining, ci si potrebbe attendere una riduzione dell’hashrate ed un ritorno del block-time attorno ai 10 minuti. 

Una cosa interessante è che la profittabilità attuale del mining di BTC è ai minimi degli ultimi due anni. Anzi, con il forte aumento della difficulty di ieri è persino possibile che possa scendere anche sotto i livelli già bassi di ottobre 2020. 

Quando i miner continuano a minare in massa anche con profittabilità molto bassa è perchè probabilmente si aspettano che i BTC che incassano aumentino di valore sul breve o medio periodo. Non è detto che anche stavolta questa strategia si riveli profittevole, tuttavia ad esempio ad ottobre 2020 funzionò. Da lì a poco infatti sarebbe iniziata la grande bullrun del 2021. 

La cosa curiosa è che ormai si parla molto, e molto diffusamente, dei problemi legati al mining di Bitcoin, ma a quanto pare i miner si disinteressano completamente di queste discussioni, cercando invece di impegnarsi davvero al massimo per incassare BTC. 

Dato che nella primavera del 2024 verrà dimezzata la loro ricompensa in BTC per ogni blocco minato, e visto che con un eventuale aumento del valore di mercato di Bitcoin potrebbe aumentare anche la competizione nel campo del mining, forse stanno cercando di approfittare del momento buono per accumulare BTC. 

Va detto che il forte incremento dell’hashrate del mining di Bitcoin del 2022, a fronte di una profittabilità ridotta ai minimi, si deve a due fattori di cui uno è l’incremento significativo dell’efficienza degli ASIC per il mining. Ciò fa sì che a parità di consumi aumenti di molto l’hashrate. L’altro motivo è la coda lunga dell’aumento di valore del 2021, dato che l’hashrate cresce molto più lentamente rispetto al prezzo di mercato di BTC. 

Ad esempio ad ottobre 2020 l’hashrate toccò un picco a quota 157 Eh/s, con un prezzo di BTC a circa 11.500$, quindi un prezzo di BTC salito a circa 20.000$ aggiunto all’incremento dell’efficienza degli ASIC giustifica perfettamente un hashrate schizzato a 300 Eh/s. 

Quindi da un lato gli attuali livelli di hashrate sembrano perfettamente in linea, fatte le dovute proporzioni, con quelli di due anni fa, ovvero prima che iniziasse l’ultima grande bullrun. Dall’altro lato minare al massimo della potenza con una profittabilità così bassa indica però anche che i miner forse si aspettano un aumento di valore di BTC, altrimenti avrebbe poco senso investire così tanto in macchine nuove ad alta efficienza. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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