Staking di Ethereum: in arrivo il test dello sblocco
Staking di Ethereum: in arrivo il test dello sblocco
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Staking di Ethereum: in arrivo il test dello sblocco

By Marco Cavicchioli - 24 Nov 2022

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Quando fu lanciata la nuova Beacon Chain di Ethereum, ovvero la blockchain basata su Proof-of-Stake (PoS), fu anche lanciato lo staking di ETH. 

Tuttavia, quella funzionalità non prevedeva la possibilità di ritirare gli ETH una volta messi in staking. 

Attualmente risultano esserci più di 15 milioni di ETH in staking, su quasi 473.000 nodi validatori. 

Quei 15 milioni di ETH in staking sono ancora oggi bloccati. 

Da notare che la circulating supply totale di Ethereum è di circa 120 milioni di ETH, di cui, quindi, il 12% è bloccato in staking. 

Lo sblocco degli Ethereum in staking

Ovviamente prima o poi verrà sbloccata la possibilità di togliere dallo staking quei 15 milioni di ETH, anche se non è ancora stata decisa una data definitiva. 

A tal proposito però stanno per essere avviati dei test. 

Lo ha riferito lo sviluppatore Ethereum Marius Van Der Wijden, annunciando una devnet multiclient per testare i prelievi dallo staking. 

Si tratta di una devnet per i client Geth, Lodestar, Teku, Lighthouse e Nethermind, già lanciata. 

Una devnet è un ambiente completo dedicato agli sviluppatori in cui testare nuove funzionalità senza dover interagire con la rete Ethereum in produzione. In questo modo qualsiasi cosa accada sulla devnet non ha alcuna conseguenza sulla rete principale. 

Questa devnet servirà proprio per testare lo sblocco degli ETH in staking con i client in uso dai nodi validatori.

Qualora questi test dovessero dare esiti positivi, l’ipotesi in circolazione è che lo sblocco potrebbe essere applicato sulla mainnet nel corso del 2023. 

Sebbene ad esempio il passaggio da PoW a PoS abbia richiesto molto più tempo del previsto, quando però iniziarono i test operativi del Merge le tempistiche furono abbastanza rispettate. Quindi è lecito ritenere che in caso di esito positivo dei test sulla devnet l’ipotesi dello sblocco degli ETH in staking nel 2023 sembra credibile. 

Secondo Van Der Wijden, la devnet aiuterà a preparare Ethereum ad aprire i prelievi degli ETH in staking il prossimo anno, in particolare con l’aggiornamento denominato Shanghai.

Inoltre, sarebbe un grande passo avanti in tal senso anche perché aiuterà anche altri client a testare questa implementazione. 

Quindi, una volta completati con successo i test sulla devnet, gli sviluppatori dovranno elaborare il codice dell’aggiornamento Shanghai e decidere una data in cui applicarlo. Per ora su ciò non vi sono certezze o previsioni precise. 

L’aggiornamento Shanghai 

In realtà l’aggiornamento Shanghai non conterrà solo la nuova funzionalità di prelievo degli ETH in staking, ma conterrà anche altre nuove funzionalità separate che devono ancora essere testate. Pertanto non è affatto detto che la data della sua applicazione verrà decisa non appena i test dei prelievi sulla devnet avranno dato esiti positivi. 

Ad esempio, una delle altre funzionalità che introdurrà servirà per ridurre le fee sulle transazioni. 

Una delle nuove funzionalità più interessanti dovrebbe essere la separazione del codice dai dati negli smart contract. Si tratta della proposta EIP-3540, o EVM object format, che modificherà l’Ethereum Virtual Machine (EVM), ovvero la tecnologia che fa girare gli smart contract. 

Si tratterebbe di un ulteriore passo avanti verso l’interoperabilità, in particolare tra la rete di base di Ethereum (il livello 1) ed i second layer, che attualmente utilizzano un processo di convalida del codice macchinoso. 

Per ora è già stata lanciata una testnet per l’aggiornamento Shanghai, chiamata Shandong, su cui gli sviluppatori stanno già lavorando. Si ipotizza che i test potrebbero concludersi a settembre 2023, ma si tratta solamente di una stima. 

Il problema dello staking di Ethereum 

Il sistema di staking attuale di ETH, senza possibilità di prelievo, ha un difetto. 

Infatti, in teoria sui nodi validatori bisogna mettere in staking almeno 32 ETH. Questo fa sì che solo i grandi detentori di ETH possano far girare un nodo validatore della Beacon Chain. 

Tuttavia, diversi exchange hanno messo a disposizione dei loro clienti la possibilità di mettere in staking ETH sui loro nodi. 

Il fatto è che in questo modo a controllare gli ETH in staking non sono i clienti degli exchange che li hanno messi, ma l’exchange stesso che controlla il nodo. Per questo motivo attualmente i più grandi detentori di ETH in staking sono gli exchange. 

Senza la possibilità di prelievo per gli utenti semplici non è possibile spostare i loro ETH da un nodo validatore all’altro, e questo crea un potenziale pericolo dovuto alla concentrazione di ETH nei nodi degli exchange senza possibilità di soluzione. Quando saranno attivati i prelievi questo problema verrà risolto. 

Bisogna, inoltre, aggiungere che la quantità di ETH in staking è di fatto proporzionale agli introiti derivanti dalla validazione dei blocchi con Proof-of-Stake, e questo attualmente significa che i maggiori validatori della rete decentralizzata Ethereum sono entità centralizzate come gli exchange.

La possibilità di prelevare gli ETH in staking per poterli spostare su altri nodi renderà meno solido questo controllo da parte dei singoli exchange. 

Stando ai dati di settembre, la principale pool per lo staking di ETH era Lido con addirittura il 30% di tutti gli ETH in staking. Seguono Coinbase (14,5%), Kraken (8,3%) e Binance (6,5%). 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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