I ricavi del mining di Bitcoin sono tra i più bassi di sempre
I ricavi del mining di Bitcoin sono tra i più bassi di sempre
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I ricavi del mining di Bitcoin sono tra i più bassi di sempre

By Andrea Porcelli - 1 Dic 2022

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I dati mostrano che non ci sono più profitti per i minatori di Bitcoin, al momento risulta difficile ottenere elettricità a basso costo per eseguire piattaforme di mining efficienti. 

Durante le ultime settimane il costo di produzione di Bitcoin ha raggiunto i suoi massimi storici, superando il valore di mercato spot ed esercitando una forte pressione sui minatori. 

Il mining dei Bitcoin non è più conveniente come prima

Anche a causa dello scarso andamento del mercato e della maggiore richiesta di calcolo, i ricavi dei minatori di Bitcoin sono scesi ai minimi storici di due anni. Tuttavia, grazie al continuo calo dell’hashrate del Bitcoin, l’ultimo mese ha dato la possibilità ai minatori di recuperare le perdite. 

L’hashrate è una metrica di security che aiuta a proteggere la rete di Bitcoin dagli attacchi di double-spending. Tuttavia, considerando lo schema generale delle cose, le misure temporanee adottate dalla comunità includono l’acquisto di hardware per il mining più economici e il trasferimento in giurisdizioni con costi energetici bassi.

Entrando più nello specifico, nell’ambito numerico il ricavo totale del mining di Bitcoin (quindi block rewards e commissioni di transazione) è sceso a 11,67 milioni di dollari, un numero visto l’ultima volta a novembre del 2020, quando il Bitcoin si aggirava intorno a 13.500 dollari, prezzo minore dell’attuale. Nonostante perciò, il prezzo del Bitcoin sia più alto rispetto a novembre del 2020, la maggiore difficoltà nel minare, l’aumento dei prezzi energetici rendono le entrate decisamente minori. 

Il sindaco di New York, si è espresso al fronte di contrastare tutto questo dispendio energetico dovuto dal mining. Infatti, Eric Adams è uno dei promotori della riduzione dei costi ambientali legati al mining di criptovalute. 

L’obiettivo del primo cittadino di New York è proprio quello di rendere la sua città un hub per le discussioni e per trovare soluzioni sulla questione della sostenibilità del mining:  

Lavorerò con i legislatori che sono a favore e con quelli che sono preoccupati, e credo che arriveremo a un ottimo punto d’incontro”.

I minatori a raccogliere profitti sono pochissimi

Se i minatori sono costretti a pagare elettricità per un valore di $0,12 per kilowattora (kWh), le piattaforme di mining a potersi definire ‘redditizie’ sono pochissime. 

I dati indicano che il costo di produzione di Bitcoin ($ 19.356 per unità) è molto più alto del valore di mercato spot ($ 16.877 per unità). Ciò significa che i minatori di bitcoin devono ottenere l’elettricità più economica che possono trovare sul pianeta terra e operare con i dispositivi di mining bitcoin più efficienti oggi sul mercato.

I prezzi dell’elettricità in tutto il mondo nel 2022, sono aumentati a dismisura in quasi tutti i paesi del mondo, compresi quelli in cui il mining è altamente presente. Gli unici paesi che godono di tariffe elettriche a basso costo inferiori a un nichel statunitense per kWh includono Qatar, Russia, Iran, Arabia Saudita, Venezuela, Kirghizistan, Cuba, Libia, Uzbekistan e Kazakistan. 

Mentre l’elettricità a basso costo è buona per i minatori di Bitcoin, hanno anche bisogno delle unità di mining ASIC più efficaci sul mercato, se il costo elettrico viene ridotto a $ 0,07 per kWh, 16 diverse macchine ASIC compatibili, vedranno un profitto.

Il Canada non accetterà il mining di Bitcoin per ben 18 mesi

Secondo quanto è stato diffuso da diverse testate USA infatti, il Canada ha approvato una moratoria che durerà 18 mesi e che impedirà il mining sul suo territorio. Tutto questo all’interno di una situazione seriamente problematica per la rete elettrica locale e pubblica, che sarebbe già sommersa dai debiti.

Manitoba starebbe vivendo una fase molto preoccupante e complicata per la sua rete elettrica e a fronte di una richiesta da parte dei miner di 4,6 GW avrebbe risposto per le rime, ovvero rendendo l’attività vietata per i prossimi 18 mesi. In realtà chi si trova nel territorio potrà continuare ad operare, e il ban sarà valido soltanto per le nuove richieste

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