Gemini USD sta tenendo, nonostante le paure
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Gemini USD sta tenendo, nonostante le paure

By Marco Cavicchioli - 9 Gen 2023

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Di recente anche Gemini è stato preso di mira dalle conseguenze del bear market crypto, ma la sua stablecoin GUSD (Gemini USD) nonostante tutto sta tenendo. 

Ormai è scivolata all’ottavo posto per capitalizzazione di mercato tra le principali stablecoin ancorate al dollaro statunitense, con poco più di 600 milioni di dollari. Basti pensare che quella più capitalizzata, USDT, vale più di cento volte tanto, e che persino DAI vale quasi dieci volte GUSD. 

Gemini USD

Gemini Dollar, il cui simbolo è per l’appunto GUSD, ha esordito sui mercati crypto a fine 2018, ovvero durante la fase più acuta del precedente bear market post-bolla. 

Non ha mai perso il peg con il dollaro, a parte un’escursione a 0,90$ a marzo 2020 durante il crollo dei mercati finanziari causato dall’inizio della pandemia, ed un’altra a 0,93$ a maggio 2021. 

Inizialmente capitalizzava meno di 100 milioni di dollari, ma con l’inizio dell’ultima grande bullrun nel 2021 riuscì prima a portarsi sui 130 milioni, e poi fin sopra i 300. In altre parole la sua capitalizzazione di mercato è triplicata nel 2021. 

A marzo del 2022 era salita anche a 400 milioni, ma a novembre di colpo è schizzata a quasi 900 milioni, per poi riassestarsi sui 600. 

Il motivo è che durante il crollo di FTX si era diffuso sui mercati crypto vero e proprio panico per la tenuta delle principali stablecoin, da cui hanno tratto vantaggio quelle comunemente ritenute più sicure, come USDC e per l’appunto GUSD. 

L’exchange Gemini

Gemini infatti è un exchange crypto con sede a New York, ovvero probabilmente lo Stato USA con le norme più stringenti in materia finanziaria, tanto che diversi exchange crypto hanno scelto di non operarsi. 

Questo fa sì che Gemini sia praticamente l’exchange crypto statunitense più regolamentato, perchè costretto dalla legge dello Stato di New York a rispettare norme più rigide di qualsiasi altro exchange statunitense, e non solo. 

Per questo motivo chi ha paura della tenuta delle stablecoin emesse da entità meno regolamentate si rifugia in GUSD, o USDC di Coinbase, nei momenti più critici. 

Nonostante ciò l’exchange Gemini qualche problema pare lo abbia lo stesso, non di carattere legale o fiscale, ma economico. 

A dire il vero già ad ottobre 2022 circolavano voci di una possibile crisi economica di Gemini, ma il successivo crollo di FTX sembrava in un primo momento che lo avesse agevolato, eliminando un grosso concorrente dal mercato USA. 

Invece in seguito si è scoperto che l’exchange ha avuto problemi di liquidità dovuti a sua volta ai problemi di Genesis Global causati proprio dal fallimento di FTX. 

A questo punto il repentino calo della capitalizzazione di mercato di GUSD da quasi 900 milioni di dollari a poco più di 600 avvenuto in una settimana a metà novembre 2022 potrebbe spiegarsi. Tuttavia in seguito, quando sono stati scoperti i problemi di liquidità, non è più scesa, quindi è possibile che si sia trattato solo di una specie di ritracciamento seguito ad una risalita molto ampia e troppo veloce. 

GUSD terrà il peg?

Il futuro però sembra incerto. 

Una recente analisi dell’analista di Kaiko Riyad Carey fa notare che c’è poca liquidità di GUSD sugli exchange, e GUSD è rimborsabile solo su Gemini. 

Data la scarsa liquidità, se le cose si mettessero male per Gemini non sarebbe sorprendente vedere GUSD deviare temporaneamente dal peg per poi riprendersi una volta terminata la crisi di liquidità. Tuttavia data l’importanza minore di GUSD sui mercati crypto, è improbabile che un suo depegging possa creare danni alle altre stablecoin. 

In altre parole si tratta di una questione legata esclusivamente a Gemini, ed ai suoi utenti, che molto difficilmente potrebbe creare problemi simili a quelli creati da FTX. 

Inoltre Gemini è un exchange che esiste ormai da diversi anni, dato che fu fondato addirittura nel 2015, e che ha già resistito con successo a due grandi bear market. FTX invece fu fondato solamente nel 2019, e l’anno scorso ha affrontato il suo primo grande bear market. 

Da notare che a luglio 2017 Gemini gestiva il 26% del volume di scambio dei mercati crypto negli USA questo gruppo, rispetto al 44% di Kraken ed al 30% di Coinbase, ma da allora è iniziata una costante tendenza dovuta anche a nuovi concorrenti come FTX e Binance US. A dicembre 2022 la quota di mercato di Gemini era precipitata all’1,2%, con ad esempio Binance US salita oltre il 10%.

Quindi il problema maggiore per Gemini è la concorrenza, nonostante uno dei principali concorrenti sia sparito a novembre. Resta da vedere se sarà in grado di resistere in un mercato così competitivo e compresso a causa del bear market, oppure se le sue difficoltà si aggraveranno. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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