Tether e la possibilità diversa da zero che Binance elimini USDT
Tether e la possibilità diversa da zero che Binance elimini USDT
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Tether e la possibilità diversa da zero che Binance elimini USDT

By Marco Cavicchioli - 20 Gen 2023

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Ieri Kaiko ha pubblicato un report sulle stablecoin in cui afferma testualmente che esiste una possibilità diversa da zero che Binance elimini gradualmente Tether (USDT). 

Il report, curato da Riyad Carey, analizza in particolare il 2022 delle tre principali stablecoin, ovvero Tether Dollar (USDT), USD Coin (USDC) e Binance USD (BUSD). 

L’analisi si conclude con l’affermazione che le tre stablecoin hanno nicchie d’uso leggermente diverse, e che la decisione di Binance per eliminare gradualmente USDC ha creato un enorme cambiamento nella struttura di questo mercato. 

Carey aggiunge che coloro che partecipano a questo mercato dovrebbero essere consapevoli dell’immensa quota di mercato di Binance, e dovrebbero prendere in considerazione la possibilità diversa da zero che l’exchange elimini gradualmente USDT, creando il maggiore shock che si sia mai verificato sul mercato delle stablecoin. 

Tether e le altre principali stablecoin

Il report pubblicato da Kaiko inizia con l’analisi dei volumi di scambio delle stablecoin negli ultimi anni. 

Dal 2012 al 2022 la dominance delle stablecoin sulle valute fiat nei mercati crypto è schizzata dall’1% all’87%, facendo capire molto bene che i partecipanti a questo mercato preferiscono ormai di gran lunga le stablecoin alle valute fiat. Fino al 2017 non era il contrario. 

A dire il vero però dal grafico della dominance si evince che nel 2017 le stablecoin ebbero un primo boom, seguito però da una fortissima flessione proprio nel momento in cui si gonfiò la grande bolla speculativa. 

Forse questa flessione era legata ai numerosi cash-out che vennero fatti in quel momento, o all’entrata di enormi quantità di nuovi capitali nel mercato crypto

Tuttavia l’anno successivo, in pieno bear market, non solo la dominance delle stablecoin tornò a salire, ma continuò a farlo fino a raggiungere livelli altissimi già ad inizio 2020. 

Con il crollo dei mercati finanziari di marzo 2020 a causa dell’inizio della pandemia ci fu di nuovo una forte flessione, terminata solo ad inizio del 2021, ovvero quando iniziò a gonfiarsi la nuova bolla. Curioso invece il fatto che durante la bolla del 2021 non ci sia stata una flessione della dominance delle stablecoin, come avvenuto invece durante la bolla del 2017. 

Inoltre a partire sempre dal 2020 si è verificata una vera e propria esplosione della capitalizzazione di mercato combinata di Tether, USD Coin e Binance, passata dai 10 miliardi di dollari di maggio ai 30 miliardi di dollari di gennaio 2021, e poi salito fino addirittura a 150 miliardi nella primavera del 2022, prima dell’implosione di Terra. 

Da allora invece è stata in costante calo. 

Secondo Carey le tre stablecoin interagiscono tra di loro, ma con un’interazione caotica e che non segue schemi prevedibili. 

Le differenze tra Tether, USD Coin e BUSD

Una delle differenze più significative tra le tre stablecoin è quella che riguarda le procedure di riscatto. 

Infatti se da un lato USDC e BUSD possono essere riscattati pressochè da chiunque, direttamente alla fonte e senza costi aggiuntivi, Tether invece ha una policy differente. 

I riscatti veri e propri, ovvero quelli fatti restituendo USDT all’emittente, si possono fare solo a partire da 100.000 USDT, e con una fee dello 0,1% a partire da 1.000$ in su. 

Tuttavia va detto che Tether utilizza l’exchange Bitfinex per mettere sul mercato gli USDT, quindi su quell’exchange si possono vendere USDT senza grossi limiti di volumi, e con fee contenute. 

Nonostante questo USDT è ancora di gran lunga la stablecoin più utilizzata per il trading crypto, mentre USDC è utilizzato principalmente sui protocolli DeFi su Ethereum, mentre BUSD è utilizzato soprattutto su Binance e BSC. 

Carey fa notare che la relativa difficoltà di riscattare USDT fa sì che gli utenti retail durante i periodi di stress in effetti preferiscono scambiarla con altre stablecoin al posto che riscattarla. 

Ad esempio durante i giorni in cui è imploso l’ecosistema Terra, o quando sono falliti Celsius, a giugno, e FTX, a novembre, quasi tutto il volume di scambio delle stablecoin è stato in USDT, con solo il 0,27% di quota di mercato per BUSD-USDC. 

Binance

Il problema è che la maggior parte dei volumi di scambio sia tra USDT e BUSD  che tra USDT e USDC avviene su Binance, e Binance tempo fa ha deciso di rimuovere USDC. 

In altre parole è su Binance che si concentrano i maggiori scambi di Tether nelle altre principali stablecoin. 

In questo modo il principale exchange del mondo domina questa nicchia del mercato crypto, e dato che ovviamente vuol favorire la sua BUSD lascia il sospetto che in futuro possa osteggiare USDT così come ha già fatto con USDC. 

Oltretutto da quando USDC è osteggiata su Binance, i maggiori volumi di scambio tra USDC e BUSD sono passati su Uniswap, ovvero un DEX che non è molto utilizzato dalla massa di utenti retail. 

Non sembra pertanto che possa esistere una grossa alternativa a Binance per quanto riguarda i grossi volumi di scambio tra le stablecoin, mettendo così di fatto l’exchange in una posizione di forza. 

Tutto sta nel capire quanto Binance voglia favorire BUSD sfavorendo le altre stablecoin, e quanto sia disposta a perdere sfavorendo in particolare Tether. È possibile che il motivo per cui non abbia ancora deciso di farlo sia proprio questo, ovvero non perdere l’opportunità di offrire ai propri clienti anche gli scambi in USDT. 

Va detto infatti che mentre ormai i volumi di scambio complessivi in BUSD sono al livello di quelli di USDC, se non superiori, USDT invece è ancora su un altro pianeta. 

Infatti i volumi degli scambi complessivi in Tether su tutti i mercati crypto e per qualsiasi coppia sono ancora ben maggiori del doppio della somma di quelli di BUSD e USDC. 

Quindi eliminare USDT in questo momento per Binance significherebbe molto probabilmente provocarsi gravi danni, mentre eliminare USDC per promuovere BUSD potrebbe aver portato più vantaggi che problemi. 

Ma se invece in futuro i volumi di scambio di BUSD, soprattutto su Binance, dovessero aumentare in modo significativo, non è possibile escludere a priori che l’exchange possa decidere di delistare Tether. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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