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Coinbase delisterà la stablecoin BUSD

L’annuncio ufficiale è stato dato ieri su Twitter: il 13 marzo 2023 Coinbase sospenderà gli scambi per la stablecoin Binance USD (BUSD). 

Quindi, a partire da quella data saranno sospesi tutti gli scambi su tutte le coppie in cui è coinvolta la stablecoin BUSD su Coinbase. 

Gli utenti potranno comunque sempre prelevare i loro token BUSD, dato che i prelievi non verranno sospesi.

La lotta delle stablecoin: Coinbase sospende BUSD 

Ormai da un po’ di tempo è in atto una vera e propria lotta tra le principali stablecoin. 

Tutto è iniziato a maggio 2022 con l’implosione della stablecoin algoritmica UST, ovvero quella di riferimento all’interno dell’ecosistema Terra/Luna. 

UST era una delle cinque principali stablecoin esistenti al mondo, quindi il suo crollo ha avuto un impatto notevole sul mercato delle stablecoin. 

Inoltre il suo crollo improvviso generò molti timori che qualcosa di simile potesse accadere anche  qualcuna delle altre principali stablecoin. 

Se da un lato, invece, nessun’altra ebbe poi problemi seri, dall’altro lato quel crollo ha innescato molti movimenti, dovuti soprattutto allo spostamento di fondi tra le diverse stablecoin, e da stablecoin a dollari. 

Stando ai dati di Statista, ad aprile 2022 la capitalizzazione di mercato complessiva delle dieci principali stablecoin era di circa 163 miliardi di dollari, mentre a maggio crollò a 155 miliardi. 

A giugno scese anche fino a 152 miliardi, evidenziando così che la causa non era soltanto la scomparsa di UST. 

Nei mesi seguenti il calo è proseguito, fino ai 133 miliardi attuali. In altre parole le stablecoin nel loro complesso hanno continuato a perdere capitalizzazione di mercato anche dopo l’implosione di UST, a favore ovviamente del dollaro USA. 

La stablecoin Binance USD (BUSD) delistata da Coinbase 

Attualmente quella che ha maggiori problemi da questo punto di vista è proprio Bilance USD, meglio conosciuta come BUSD. 

Sebbene non abbia mai perso il peg con il dollaro, visto che ogni token BUSD è riscattabile alla pari in USD, la sua capitalizzazione di mercato è scesa dal picco massimo di 23,5 miliardi di dollari ad inizio novembre fino agli attuali 10,6, ovvero più che dimezzandosi in poco più di tre mesi. 

Il fatto è che l’emittente di BUSD, Paxos, ha avuto problemi con le autorità governative statunitensi, ed ha pertanto deciso di smettere di emettere nuovi token, limitandosi a consentire il riscatto di quelli esistenti. 

Dato che Coinbase è coinvolta con l’emissione della seconda stablecoin al mondo, USD Coin (USDC), non stupisce affatto che sia il primo grande exchange ad aver deciso di delistare BUSD. 

Se Binance non dovesse trovare una soluzione assegnando a qualcun altro il compito di emettere e gestire BUSD, è più che lecito attendersi che l’iniziativa di Coinbase sia prsto seguita anche da altri exchange. 

In questo momento BUSD sembra un progetto senza futuro, sebbene non del tutto morto visto che tutti i token potranno ancora essere riscattati. Per questo motivo, sebbene non vi sia nulla di particolarmente preoccupante nel delisting su Coinbase, è assolutamente probabile che anche altri exchange optino per la stessa soluzione. 

Un problema potrebbe esserci nella DeFi su BNB Chain, dove BUSD è la stablecoin di riferimento. 

In teoria i protocolli DeFi su BSC potrebbero semplicemente continuare ad utilizzare BUSD, dato che è comunque sempre riscattabile, ma è più probabile che con l’andare del tempo venga trovata una soluzione alternativa. 

Le soluzioni potrebbero essere due. 

La prima, banale, è che Binance sia in grado di rilanciare il progetto BUSD affidando a qualcun altro l’emissione e la gestione di questa stablecoin. 

La seconda, un po’ più complessa, è che qualche altra stablecoin prenda il posto di BUSD come riferimento all’interno della finanza decentralizzata su BSC. 

Le stablecoin algoritmiche

La DeFi è per definizione decentralizzata, ma nessuna stablecoin collateralizzata in valuta fiat, come BUSD, USDC o USDT, può realmente essere decentralizzata. 

Infatti, il collaterale in fiat può essere custodito solamente da intermediari finanziari a norma di legge, e questo non facilita affatto l’utilizzo di token di questo tipo all’interno di protocolli decentralizzati. 

Tuttavia le stablecoin algoritmiche, ovvero collateralizzate in criptovalute e gestite grazie ad algoritmi grazie ai quali il loro valore rimane abbastanza stabile, hanno rischi ancora maggiori. UST, ad esempio, era una stablecoin algoritmica collateralizzata in Luna, e non appena il prezzo di Luna iniziò a crollare UST di fatto implose. 

Tra le principali stablecoin ancora esistenti ce n’è una sola algoritmica, DAI, collateralizzata prevalentemente in ETH. Nonostante questo la stablecoin più utilizzata nella DeFi su Ethereum è USDC. 

Quindi ad oggi non sembra che le stablecoin algoritmiche siano in grado di dominare i mercati di scambio della finanza decentralizzata, ancora basati su classiche stablecoin collateralizzate in fiat ed emesse e gestite da enti centralizzati. 

USD Coin (USDC)

La mossa di Coinbase sembra proprio voler aiutare USD Coin (USDC) a rafforzarsi. 

USD Coin è emessa da Circle, in partnership con Coinbase che è l’exchange principale utilizzato per mettere sul mercato i token USDC. 

Nonostante tutto, anche per USDC il 2022 non è stato affatto un anno buono. 

Pur non perdendo mai il peg con il dollaro, dopo il massimo storico di 55,8 miliardi di dollari di capitalizzazione toccati a giugno dello scorso anno, dopo l’implosione di UST, ha iniziato un lento declino. 

Attualmente capitalizza poco più di 42,5 miliardi, dopo essere scesa anche sotto i 41 miliardi un paio di settimane fa.

Il problema è che, secondo alcuni, USDC rischierebbe problemi simili a quelli che sta avendo BUSD, in particolare accuse di essere una security. 

Va tuttavia evidenziato che l’attuale capitalizzazione è in linea con quella di inizio 2022, quindi semplicemente ha perso la capitalizzazione che aveva acquisito nel corso della prima metà dell’anno scorso. 

Ancora più netto il confronto con fine 2020, ovvero prima dell’inizio dell’ultima grande bull run, quando capitalizzava meno di 3 miliardi di dollari. Si tratta pertanto di una stablecoin ancora decisamente in ottima salute. 

Tether (USDT)

Alla fine la vera vincitrice di questa guerra, per ora, sembra essere Tether (USDT)

Basti pensare che la sua dominance nel mercato delle stablecoin è salita al 52%, quindi da sola capitalizza più di tutte e altre stablecoin messe assieme. 

La cosa curiosa è che dopo il crollo di UST era stata la prima ad andare in sofferenza. Pur non perdendo mai il peg con il dollaro, se non per brevissimi momenti e solo su alcuni exchange, era scesa da 83,2 miliardi di dollari di capitalizzazione fin sotto i 66 miliardi. 

Però nel momento in cui hanno iniziato ad avere problemi BUSD, ed in parte USDC, è tornata sopra i 70 miliardi, ed ora sfora i 71. 

In questo momento infatti non circolano più i grossi timori di tenuta che fino a pochi mesi fa erano molto diffusi, probabilmente a torto. 

La vita di Tether è stata travagliata, ed in passato ha avuto problemi anche grossi che però è sempre riuscita a risolvere. 

Dopo quello che è successo nel 2022, e quello che sta succedendo in questo inizio di 2023, USDT sembra essersi riaffermata come la stablecoin più forte e più utilizzata, con un volume di scambio giornaliero complessivo che continua a superare anche quello di Bitcoin. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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