HomeCriptovaluteRevolut, la mano tesa delle crypto agli investitori di SVB

Revolut, la mano tesa delle crypto agli investitori di SVB

Con il fallimento della Silicon Valley Bank (SVB) la fuga di capitali si è riversata su alcune aziende fintech tra cui la società oltremanica Revolut legata a doppio filo al mondo crypto. 

A seguito di verifiche della PRA (Prudential Regulatory Authority) la SVB UK Limited ha dichiarato l’insolvenza dando il via alla fuga di capitali che già era partita il giorno prima in direzione crypto, o meglio verso società come Wise e Revolut. 

Revolut, la mano tesa dal mondo crypto

Le autorità americane dello stato della California hanno chiuso SVB l’altro ieri e la stessa società 24 ore fa ha dichiarato insolvenza. 

Chi ha fiutato il disastro e chi è riuscito a salvare il salvabile nelle ore precedenti alla chiusura e al blocco delle operazioni ha tratto in salvo quanto ha potuto. 

Cifre importanti si sono riversate su società fintech come Wise e come Revolut

Secondo alcuni insider della società co-fondata da Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko (Revolut), la società ha ricevuto solo nella giornata di sabato sedici volte i versamenti di una normale giornata. 

Questa discrepanza enorme rispetto ai numeri di Revolut deriva proprio dalla fuga di capitali da SVB. 

Revolut LTD è una società fintech inglese che si è affermata come exchange affidabile con servizi bancari, crypto, peer-to-peer e prepagate. 

Ieri le operazioni sia in entrata che in uscita del ramo del Regno Unito di SVB sono state bloccate. 

Il blocco è stato ordinato dalla Banca d’Inghilterra a tutela di eventuali contagi e degli stessi risparmiatori.

Fred Destin, della società di risk management Stride, ha affermato che anche dalla sua percezione c’è un flusso di capitali dalle società che avevano capitali in SVB verso altre società. 

I fondatori beneficiari dei versamenti secondo Destin sono proprio Wise, Revolut ed altre società fintech. 

Per il super manager di investimenti è prudente non depositare i propri capitali su un’unica banca come fatto da alcuni con Silicon Valley Bank. 

“Potrebbe essere che la Banca d’Inghilterra dica che congelerà i beni di SVB per evitare una fuga. Quindi, se sei una startup, le persone non hanno altra scelta che assicurarsi che la loro liquidità sia al sicuro: è una questione di sopravvivenza. Wise e Revolut sono facili da configurare e sono istituzioni autorizzate in modo da poter trasferire una discreta quantità di denaro in esse.”

Un investitore in capitali di rischio della Triple Point, Mr Seb Wallace, a tal proposito ha dichiarato quanto segue:

“La procedura operativa standard nelle attività di venture back sarebbe quella di aprire un conto da uno tra Starling, Revolut, Monzo e altri [e] la maggior parte delle startup ha un conto Wise. Ma questo [crollo] ha spinto a casa un approccio prudente alla gestione della liquidità e le aziende hanno un chiaro bisogno ora di avere più conti bancari per ripartire il rischio”.

Già questo autunno, precisamente a novembre dello scorso anno SVB aveva passato il timone delle operazioni a una società consociata. 

SVB voleva depistare gli osservatori dal momento di difficoltà in cui riversava e al tempo stesso tranquillizzare tutti. 

Sabato la stessa SVB era intervenuta per spiegare di avere una posizione finanziaria senza problemi ma la farsa è durata 24 ore giusto il tempo di fare dietrofront. 

Domenica SVB nel Regno Unito ha dichiarato insolvenza ammettendo di essersi sbagliata nei fatti. 

La banca di è espressa con rammarico con queste parole:

“Annunciamo che a seguito di conversazioni con la Prudential Regulatory Authority, c’è l’intenzione, salvo qualsiasi evento intervenuto, di mettere in insolvenza la Silicon Valley Bank UK Limited da domenica sera”.

Non solo Revolut 

L’uomo più ricco del mondo è tornato a far parlare di sé e non poteva scegliere diversamente dal suo palcoscenico preferito, Twitter. 

Sul social Elon Musk è intervenuta in risposta ad un tweet proprio sul tema Silicon Valley Bank. 

dopo il recente crollo della banca, ma almeno un investitore di Tesla ritiene che Twitter dovrebbe essere quello a effettuare l’acquisizione, come riportato per la prima volta da Insider sabato 3 marzo

Il CEO di Razer, Min-Liang Tan, con un tweet ha suggerito ad Elon Musk un investimento interessante. 

Per Tan, Musk dovrebbe investire in SVB salvandola. 

L’acquisto dovrebbe essere fatto da Twitter che diverrebbe poi anche una piattaforma di scambio e di deposito. 

Musk, che non è nuovo a leggere e rispondere a chi lo chiama in causa sul suo social, ha risposto al Tweet con un diretto “Sono aperto all’idea”. 

Se Musk comprerà o meno le ceneri di SVB è ancora una strada lunga e incerta ma vedremo se nei prossimi giorni ci saranno mosse in questa direzione. 

George Michael Belardinelli
George Michael Belardinelli
Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata
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