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Ethereum diventa sempre più centralizzato? La proposta di Buterin per migliorare lo staking sulla rete

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L’asset manager JPMorgan ritiene che l’aumento dello staking di Ethereum abbia causato una maggiore centralizzazione della rete e portato rendimenti minori.

L’aumento è stato innescato dall’aggiornamento Merge, lanciato nel settembre del 2022 e che ha cambiato la rete Ethereum da proof-of-stake a proof-of-work.

Oltretutto, con l’aggiornamento Shanghai di aprile è stato abilitato il prelievo dei token ETH, cosa che ha fatto crescere la richiesta di staking.

La proposta di Buterin

Il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha presentato una proposta per perfezionare il meccanismo di staking della piattaforma.

Buterin ha individuato diversi problemi di decentralizzazione che riguardano il processo di selezione degli operatori dei nodi nei vari pool di staking. Il fondatore ha anche evidenziato le inefficienze del meccanismo di consenso del Layer 1 (L1).

Attualmente, i vincoli del sistema di staking in solo, combinati con i problemi legati allo staking liquido, consentono alla piattaforma di elaborare solo da 100.000 a 1 milione di firme BLS per slot.

Inoltre, se Ethereum dovesse scalare a livello globale, l’utilizzo del danksharding completo per l’archiviazione potrebbe rivelarsi insufficiente, con soli 16 MB per slot in grado di ospitare circa 64 milioni di staker.

Ispirandosi ai modelli di Rocketpool e Lido, Buterin suggerisce di adottare un sistema di staking a due livelli, una struttura che pone al centro operatori e delegatori.

Il livello ad alta complessità prevede attività frequente, ma partecipanti limitati (circa 10.000), mentre nel livello a bassa complessità ci sarà un’attività sporadica, con un rischio di slash minimo o nullo.

Questo modello comporterebbe la modifica del limite massimo di saldo dei validatori e l’implementazione di una soglia di saldo per classificare i validatori nei due livelli.

Decentralizzando il processo di staking e integrando reti di sicurezza, Buterin vuole dare più spazio allo staking dei singoli utenti, garantendo una maggiore partecipazione e ridurre il carico di elaborazione delle transazioni, per facilitare la gestione della convalida dei nodi.

I miglioramenti proposti sottolineano l’urgente necessità di modifiche minime e strategiche del protocollo, per rendere Ethereum una rete più equilibrata, decentralizzata e altamente funzionante.

Le migliori criptovalute per lo staking alternative a Ethereum

Nonostante sia molto interessante, quella di Vitalik Buterin resta ancora una proposta. Infatti, i trader stanno puntando su tre nuovi progetti che consentono lo staking dei token con rendimenti più elevati di Ethereum.

Wall Street Memes

Wall Street Memes (WSM) è la meme coin del momento, nonché una delle criptovalute più popolari del mese di ottobre. Dopo una presale di successo, sostenuta da una community di più di 1 milione di utenti, Wall Street Memes ha scalato le classifiche non appena è stata lanciata sul mercato.

Al momento, la meme coin si trova in fase calante, dopo la crescita esplosiva post lancio. Tuttavia, Wall Street Memes rimane una criptovaluta molto interessante per gli investitori, inoltre il 4 ottobre ha ottenuto il listing sugli exchange Gate.io e CoinW, il 7 ottobre su BingX e l’8 ottobre su Digifinex. In futuro potrebbero arrivare i listing su altri importanti exchange come Binance, Kucoin, Coinbase a Bybit.

Uno dei vantaggi di Wall Street Memes è la possibilità di mettere i token in stake. Attualmente sono stati messi in stake 474.049.736 token, con un APY pari al 42%. Lo staking è stato uno dei motivi del successo della meme coin, in quanto ha dato utilità al token e ne ha ridotto la pressione di vendita al lancio.

Bitcoin Minetrix

Bitcoin Minetrix (BTCMTX) ha raccolto più di 800.000 dollari in presale, grazie alla promessa di rendere il cloud mining del Bitcoin più accessibile e sicuro. I trader si sono interessati alla particolare meccanica Stake-To-Mine che consente di effettuare il mining del Bitcoin tramite lo staking dei token BTCMTX.

La piattaforma verrà sviluppata al termine della presale, tuttavia lo staking è stato abilitato sin dalla presale, per dare agli utenti la possibilità di ottenere un reddito passivo in token BTCMTX. Al momento l’APY è del 741%.

Una volta allestito il servizio di cloud mining, il team abiliterà anche lo Stake-To-Mine. A quel punto gli utenti potranno mettere in staking il BTCMTX e ottenere token ERC-20 non scambiabili. Questi crediti si dovranno bruciare in cambio di hash rate, ovvero la potenza di mining necessaria per ricevere ricompense in Bitcoin.

A differenza di altri servizi di cloud mining, Bitcoin Minetrix garantisce la massima trasparenza e sicurezza, dando agli utenti la piena gestione dei token che potranno prelevare e vendere liberamente.

Meme Kombat

Meme Kombat è una piattaforma di gaming in presale che unisce lo staking con il P2E (Play To Earn). I giocatori potranno scommettere su battaglie gestite da una IA che vedranno come protagonisti i personaggi delle più famose meme coin, come ad esempio Pepe, Floki e Shiba Inu.

Gli utenti possono mettere i token MK in staking e usarne una parte per scommettere contro altri giocatori (PvP) o contro il gioco (PvGame). L’esito di ogni battaglia verrà deciso da una IA, in base alle caratteristiche dei combattenti e delle meccaniche in-game.

Al momento, la presale del progetto ha raccolto più di 400.000 dollari, inoltre è possibile mettere i token MK acquistati in stake con un APY del 112%.

 *Questo articolo è stato pagato. Cryptonomist non ha scritto l’articolo né testato la piattaforma.

Massimo De Vincenti
Massimo De Vincenti
Laureato in Economics and Business presso l’Università Luiss di Roma, Massimo ha conseguito anche un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. Trader e analista esperto nel campo delle criptovalute e della finanza decentralizzata, è consulente tecnologico appassionato di innovazione ed evoluzione digitale, relatore anche per seminari o approfondimenti tematici nell'ambito fintech e crypto.
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