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Brasile: passi avanti per Bitcoin e real digitale

Il Brasile sta provando a fare alcuni passi in avanti per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie legate a Bitcoin e criptovalute, e per il real digitale. 

Per ora non si tratta ancora di una vera e propria svolta, ma di piccoli passi in avanti concreti. 

L’apertura alla tokenizzazione

Il primo passo in avanti concreto è l’apertura nei confronti della tokenizzazione. 

Infatti il sovrintendente alla supervisione degli investitori istituzionali della Comissão de Valores Mobiliários (CVM) del Brasile, Daniel Maeda, ha affermato che il regolatore esplorerà il lancio di una nuova sandbox normativa proprio per i casi d’uso legati alla tokenizzazione. 

L’ipotesi avanzata da Maeda è che a partire dal 2024 il Brasile lanci un secondo programma sandbox normativo dedicato specificatamente agli asset tokenizzati, facendo così seguito alla prima esperienza positiva in tal senso che ha consentito la tokenizzazione di circa 36 milioni di dollari in asset.

Il fatto è proprio che tale esperienza positiva, lanciata a maggio del 2022, ha convinto il CVM a pianificare una seconda sandbox, che si concentrerà sull’esplorazione di alcuni specifici casi d’uso in ambito agroalimentare e ESG. 

Regolamentazione ed infrastruttura 

Lo stesso Maeda ha poi anche rivelato che l’anno prossimo il mercato crypto brasiliano potrebbe evolvere in modo sostanziale, grazie al lancio di nuove regole crypto da parte della Banca Centrale e del cosiddetto Drex. 

Drex è proprio un’infrastruttura progettata dalla Banca Centrale per le valute digitali che consente pagamenti interamente su blockchain.

Secondo Maeda, Drex porterà il mercato della tokenizzazione su un altro livello, perchè eliminerà molte frizioni che attualmente persistono in entrata ed uscita dai mercati crypto, in particolare per quanto riguarda i cambi in valuta fiat. 

Con questa nuova infrastruttura invece le transazioni finanziarie potranno avvenire interamente in ambito crypto, compresi i cambi in fiat, con maggiore velocità ed una nuova gamma di prodotti. Tutto ciò potrebbe portare addirittura ad un ripensamento alla base dei prodotti finanziari, e ad un momento normativo molto propizio. 

Il confronto con la SEC

Maeda non ha risparmiato alcune frecciatine alla SEC statunitense. 

Infatti ha dichiarato che, pur avendo molto rispetto per il regolatore statunitense, vede il CVM come più propenso nei confronti dell’innovazione, dato che hanno concentrato la loro attenzione ai vantaggi del mercato crypto, e non ai problemi. 

Si riferisce in particolare alla tokenizzazione, ma indirettamente anche alla posizione punitiva della SEC nei confronti delle società crypto.

Ad esempio il CVM ha consentito ai fondi di investimento di allocare fino al 10% del loro patrimonio netto in criptovalute, grazie alla cosiddetta Risoluzione 187. 

Secondo Maeda, i maggiori rischi nel settore crypto sono quelli legati agli investitori ed agli speculatori retail, quindi una modalità di intervento che si concentri sugli aspetti tecnici sarebbe meno a rischio. 

Non solo real digitale: l’adozione crypto in Brasile

Attualmente in Brasile si registra una significativa impennata riguardo l’adozione delle criptovalute. 

Infatti la banca centrale del paese ha appena annunciato un inasprimento delle normative a riguardo, in particolare per ciò che concerne l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro sporco. 

Inoltre a giugno il presidente Lula aveva firmato un quadro di legge che stabiliva i diversi ruoli che la banca centrale del paese ed il CVM avrebbero dovuto avere in merito alla regolamentazione degli asset digitali. 

Quindi da un lato sembra sia in atto un fenomeno, difficilmente arrestabile, di migrazione di massa verso il mondo crypto, mentre dall’altro al posto che esserci un tentativo di arrestarlo ci sono autorità governative che stanno provando per l’appunto a governarlo. 

Il real digitale e l’interesse per Bitcoin in Brasile 

In tale contesto si inserisce anche la discussione in merito all’opportunità di lanciare una versione nativamente digitale della moneta nazionale, il real brasiliano. 

A dire il vero dato che due degli esperimenti attivi di maggior rilievo in tal senso al mondo (Cina e Nigeria) non stanno dando risultati confortanti, lo sviluppo di nuove CBDC ha subito forti rallentamenti. 

Di sicuro il Drex, che dovrebbe divenire operativo l’anno prossimo, potrebbe aiutare non poco a livello tecnico per quanto riguarda l’eventuale emissione di un real digitale. Ma il vero problema non è di carattere tecnico. 

Ad esempio sia in Cina che in Nigeria l’ostacolo maggiore si è rivelato essere l’atteggiamento dei cittadini nei confronti dello yuan digitale o della eNaira. 

Tuttavia l’approccio della CVM brasiliana sembra aver fatto tesoro di questi problemi, e sembra pertanto volersi concentrare soprattutto su un utilizzo prettamente tecnico di una CBDC brasiliana. 

Questo approccio in realtà è stato ideato dalla Corea del Sud, che ha deciso di sospendere momentaneamente i test sul won digitale retail, e concentrarsi invece sull’utilizzo interbancario di una valuta digitale emessa dalla banca centrale. 

Se l’utilizzo a livello retail delle CBDC facilmente continuerà ad essere fortemente ostacolato soprattutto dalla paura di perdita di privacy delle transazioni finanziarie dei cittadini, a livello interbancario questo problema semplicemente non esiste. 

Brasile: Bitcoin, criptovalute e real digitale

A questo punto è facile intuire che tutto ciò alla fine possa portare giovamento anche all’utilizzo di Bitcoin e criptovalute. 

D’altronde l’incremento dell’adozione in Brasile da questo punto di vista è già in atto, e se il quadro normativo ed istituzionale diverrà permissivo ma chiaro, l’adozione non potrà fare altro che aumentare. 

Va detto che piattaforme come il Drex potrebbero anche imporsi come forti competitor di alcune piattaforme crypto, ma di sicuro il real digitale non potrà mai essere un competitor di Bitcoin, come non lo è nessun’altra CBDC. 

Le CDBC sono solamente versioni digitali delle normalissime valute fiat, quindi paradossalmente competono proprio con le vecchie valute fiat nativamente non digitali. 

Invece la possibilità di eliminare gran parte delle frizioni in entrata ed in uscita dai mercati crypto (le cosiddette transazioni crypto-to-fiat) potrebbe finire per aiutare moltissimo lo sviluppo ulteriore dei mercati crypto stessi. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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