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CEO di JP Morgan: blockchain, non Bitcoin

Secondo il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, Bitcoin non è interessante, mentre la tecnologia blockchain lo è. 

Lo ha affermato pubblicamente in un’intervista rilasciata l’altro ieri alla CNBC a Davos. 

JP Morgan: Bitcoin, non blockchain

Di fatto ha ribaltato il concetto molto caro ai bitcoiner del fatto che sia proprio Bitcoin ad essere interessante, e non la tecnologia con cui è realizzato. 

Secondo molti bitcoiner ad essere interessante è proprio l’asset finanziario BTC, con la sua natura deflattiva ed una supply non manipolabile, mentre la blockchain è solo un mezzo per arrivare al fine. 

Invece Jamie Dimon riprende un concetto in voga qualche anno fa secondo cui ad essere interessante è la tecnologia di base, e non l’asset finanziario Bitcoin

Dice infatti che loro usano la blockchain con successo, e che bisogna distinguere tra criptovalute utili che ad esempio si usano per gli smart contract, ed altre che invece non servono a nulla. 

Secondo Jamie Dimon Bitcoin rientra in questa seconda categoria, ovvero non serve a nulla, mentre ad esempio seguendo il suo ragionamento la fallita criptovaluta Luna, che serviva per poter utilizzare gli smart contract sulla blockchain di Terra, sarebbe stata da considerare utile. 

Criptovalute e token

Dimon cita la tokenizzazione come tecnologia interessante da utilizzare in ambito finanziario. 

La tokenizzazione però non si basa sull’emissione di criptovalute, ma sull’utilizzo di criptovalute per emettere token. 

Tokenizzare un asset significa per l’appunto creare dal nulla dei token, e non una criptovaluta. Qualcosa di simile ad esempio agli NFT, il cui crollo nel 2022 e 2023 ha dimostrato su quali basi fragili si regga un sistema simile. 

Quello che Dimon non ha detto è che di Bitcoin non se ne possono creare quanti se ne vuole, mentre di token sì. È proprio questo che dà valore a BTC, mentre di fatto non consente alla stragrande maggioranza dei token di averne uno. 

Dimon di JP Morgan contro Bitcoin

Secondo il CEO di JP Morgan gli unici veri utilizzi di Bitcoin sono come moneta per attività o transazioni illecite. 

Quello che però non ha detto è che per questo tipo di attività al giorno d’oggi il dollaro americano è ancora enormemente più utilizzato di BTC, ma evidentemente questo aspetto da alcuni viene tollerato quando riguarda le valute fiat centralizzate emesse da una banca centrale, ma non tollerato quando riguarda una moneta decentralizzata non emessa e gestita da nessuno. 

Allo stesso tempo però Dimon ha affermato che non vuole e non chiede il divieto di utilizzare Bitcoin, ma si limita a sconsigliarlo. 

Non molti si ricordano che il primo grosso attacco di JP Morgan a Bitcoin avvenne a settembre del 2017, quando un BTC valeva circa 4.000$. È facile immaginarsi che gli investitori che seguono i suoi consigli non siano tanto felici di vedere il prezzo di Bitcoin a 40.000$ ora, a meno di sette anni di distanza, a fronte del suo consiglio di allora non investirci. 

Dimon però almeno dimostra di aver compreso il concetto libertario alla base di Bitcoin affermando che ognuno è libero di fare ciò che vuole, investirci o non investirci. Semplicemente non lo ritiene un buon investimento. 

BlackRock

JPMorgan Chase è una banca vera e propria, sebbene dal 2017 sia diventata anche in grosso gestore patrimoniale. 

BlackRock, invece, è proprio un gestore patrimoniale, il maggiore al mondo, e non propriamente una banca commerciale. 

Quindi per certi versi sono concorrenti, mentre per altri no. 

Quando l’intervistatore della CNBC ha chiesto al CEO di JPMorgan di esprimere la sua opinione sul nuovo ETF su Bitcoin di BlackRock, Dimon ha risposto semplicemente che non gli interessa. Anzi, ha definito “shit” queste cose. 

Va ricordato che lo sbarco in borsa degli ETF su Bitcoin spot negli USA è stato complessivamente il maggiore di sempre, per volumi scambiati nel primo giorno per un singolo asset di riferimento (BTC in questo caso). 

Inoltre in una settimana gli ETF su Bitcoin sono diventati i secondi al mondo per AUM complessivo per una singola commodity, superando quelli sull’argento. 

JPMorgan ha deciso di rimanerne fuori, ed il fatto che ora minimizzi l’enorme ed immediato successo che hanno riscontrato ricorda vagamente la favola esopiana della volpe e dell’uva. 

JPMorgan e Bitcoin

JPMorgan utilizza da tempo transazioni su blockchain

Tuttavia utilizza una tecnologia che non è una vera e propria blockchain, dato che non è decentralizzata. Si tratta di una loro finta blockchain centralizzata e permissioned, ovvero una tecnologia non particolarmente performante e soprattutto per nulla rivoluzionaria. 

Ha anche creato una sorta di stablecoin, che tuttavia non risulta abbia riscosso un grande successo sui mercati. 

Va detto che Jamie Dimon non è un giovane rampante con idee innovative, anche se a dire il vero il CEO di BlackRock, Larry Fink, è persino più vecchio di lui. 

L’approccio di Dimon e JPMorgan al settore crypto sembra rimasto indietro di qualche anno, quando si credeva che la blockchain avrebbe superato per importanza Bitcoin, salvo poi scoprire che è proprio sulla blockchain che si compiono i crimini maggiori (vedi Terra/Luna), e non su Bitcoin. 

Molto probabilmente JPMorgan ha perso un treno storico che non passerà mai più, mentre su quel treno ci sono saliti BlackRock e Fidelity. La storia, si sa, premia gli audaci, e non i conservatori. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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