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Stripe reintroduce le transazioni in crypto dopo lo stop del 2018: al via i pagamenti in USDC

La società di pagamenti virtuali Stripe ha re-introdotto il supporto crypto sulla propria piattaforma tramite la stablecoin USDC, dopo aver interrotto la feature nel 2018.

In quell’anno decise di stoppare le transazioni in Bitcoin per le aziende ad essa affiliate, visto l’insorgenza di una lunga serie di problematiche a livello tecnico.

Oggi, dopo ben 6 anni di stop, Stripe sta tornando sul mercato degli asset crittografici.

Questa volta però si servirà di USDC e delle blockchain Ethereum Solana e Polygon.

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

La società di pagamenti virtuali Stripe e l’esperienza del settore crypto dal 2014 al 2018

Stripe, famosa società di pagamenti digitali con sede San Francisco, sta per abbracciare l’innovazione tecnologica delle crypto grazie alla stablecoin USDC.

In realtà però l’azienda visionaria aveva già intravisto il potenziale di questo settore già nel 2014, quando decise di aggiungere il supporto Bitcoin per le transazioni dei propri clienti.

In quel contesto apparve come una delle prime grandi società a livello globale a sposare le logiche della blockchain e della decentralizzazione.

A distanza di soli 4 anni però, Stripe smise di accettare Bitcoin citando il cambiamento del panorama crittografico con l’insorgenza di una serie di problematiche.
Nel 2018 infatti Bitcoin aveva appena raggiunto uno dei suoi limiti di dimensione di blocco, diventando difficoltoso da spostare da un indirizzo all’altro.

Una transazione in criptovaluta iniziava a diventare eccessivamente costosa a livello di commissioni e con tempi di attesa drammaticamente lunghi.

Questo quanto citato testualmente da Stripe all’epoca nell’annunciare la dura decisione:

“Empiricamente, ci sono sempre meno casi d’uso per i quali accettare o pagare con Bitcoin ha senso.

Non si trattava del fallimento di Bitcoin in sé, ma piuttosto della legittimazione della moneta come asset store of value invece che gettone di scambio.

A malincuore vista la lungimiranza che l’azienda aveva dimostrato nello scommettere nell’industria crypto, Stripe aveva abbandonato temporaneamente il settore.

Con un lungo blog post, i fondatori avevano ribadito di essere alla ricerca di una soluzione più smart per ospitare la rivoluzione dei pagamenti digitali.

Fa sorridere pensare che 6 anni fa gli occhi erano puntati su catene e reti che oggi risultano poco apprezzate dall’intera crypto comunità. Stripe, infatti, stava monitoranto l’attività su OmiseGo, Stellar, Bitcoin Cash, Litetcoin e qualche altra variante da rimpiazzare a Bitcoin stesso.

Oggi, con USDC ed il supporto multicatena, Stripe torna a far parte della grande famiglia delle criptovalute.

Stripe torna sui suoi passi con la stablecoin USDC: supporto per le reti Ethereum, Solana e Polygon

Dopo una lunga attesa, le aziende statunitensi possono tornare ad eseguire pagamenti in crypto su Stripe servendosi della stablecoin USDC.

La moneta dal valore stabile, esente dalla volatilità tipica di BTC e di altri asset, verrà movimentata tra società attraverso le reti Ethereum, Solana e Polygon.

Il supporto sarà attivo in oltre 150 Paesi, con i commercianti che non dovranno neanche preoccuparsi di calcolare il tasso di cambio effettivo (essendo 1 USDC uguale a 1 USD).

L’integrazione funziona  già con checkout, elementi o intenti di pagamento e sarà presto disponibile per la funzione di abbonamenti dell’azienda.

La feature è stata ampliata anche ad un’altra stablecoin, ovvero USDP emessa da Paxos.

Stripe aveva inizialmente pianificato distribuire pagamenti USDC negli Stati Uniti già da quest’estate ma ha riscontrato alcuni intoppi che hanno ritardato il lancio.

A giugno la società aveva anche collaborato con Coinbase per integrare il layer-2 Base all’interno della propria suite di prodotti crittografici.

A luglio invece la divisione EU di Stripe stava abilitando alcuni venditori online all’acquisto di Bitcoin ed Ethereum tramite un widget.

È chiaro che Stripe fosse focalizzata sull’inclusione di un accesso on-ramp fiat-to-crypto in grado di accogliere la crescita mainstream dell’industria.

Ora l’azienda può festeggiare il suo ritorno nel settore crypto, con i pagamenti in USDC che hanno già preso piede a poche ore dall’avvio del supporto.

Pensate che la funzione è stata già sfruttata da commercianti provenienti da 70 Paesi differenti.

Jeremy Allaire, CEO di Circle (società che gestisce USDC), ha mostrato pubblicamente tutto il suo entusiasmo per la bella notizia:

USDC guadagna terreno mentre USDT affronta problemi di compliance con le regolamentazioni internazionali

Grazie alla nuova integrazione da parte di Stripe, USDC potrebbe guadagnare importanti quote di mercato nel settore delle stablecoin crittografiche. La criptomoneta potrà essere scambiata tra una vasta gamma di commercianti sulle reti Ethereum, Polygon e Solana, aumentando la sua partecipazione a livello mondiale.

Dopo il crollo del biennio 2022/2023, USDC si è mossa sulla strada giusta per recuperare il terreno perso. L’ultima notizia di Stripe non può solo che migliorare l’outlook positivo della stablecoin.

Ad inizio anno la supply totale della moneta era di 26 miliardi di dollari mentre oggi conta ben 37 miliardi di dollari. 

Nonostante alcune difficoltà riscontrate in passato, con un problematico depeg e con il crollo di SVB, la stablecoin è riuscita ad affermarsi come soluzioni solida e sicura.

USDC appare inoltre come una delle opzioni preferite da clienti istituzionali e da grandi società, vista il modo in cui si integra con le varie regolamentazioni internazionali.

I vari quadri normativi come il MiCA in Europa identificano USDC come una moneta che rispetta le nuove norme crypto-finanziarie emesse.

Per questo Circle ha ricevuto pochi mesi fa l’approvazione dell’istituto della moneta elettronica (EME), presso l’Autorità di vigilanza prudenziale e Risoluzione (ACPR).

Il suo competitor diretto, ovvero USDT, sta riscontrando, invece, gravi problemi di compliance sebbene vanti una supply maggiore.

Proprio in Europa USDT affronta diversi problemi di regolamentazione e viene attaccata dai regolatori. 

Grandi Exchange come Kraken ed Okx (che hanno importanti quote di mercato in EU) hanno programmato il delisting di USDT nel continente.

Pochi giorni fa è arrivato anche il turno di Coinbase, che in linea con le norme europee ha deciso anch’esso di fare a meno della liquidità della stablecoin USDT.

Probabilmente questo è uno dei motivi per cui Stripe ha deciso di affidarsi ad USDC piuttosto che ad una risorsa ampia e distribuita come USDT.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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