Il Venezuela ha iniziato a regolamentare le rimesse in criptovaluta che arrivano nel Paese, in modo da imporre su queste imposte pari al 15% degli importi.

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Il Venezuela è sempre più in prima linea per l’adozione delle criptovalute e infatti nel Paese queste vengono usate molto per le cosiddette rimesse, ovvero il denaro che viene inviato dall’estero ai venezuelani, spesso da parenti che lavorano in altri Stati.

L’annuncio è stato dato venerdì dalla Soprintendenza nazionale delle attività crypto (Sunacrip): il nuovo regolamento è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è già in vigore.

Il decreto stabilisce quali siano i requisiti e le procedure obbligatorie da seguire per l’invio e la ricezione di rimesse in criptovalute a persone che risiedono in Venezuela e poi introduce una commissione fino ad un massimo del 15% dell’importo totale da pagare a Sunacrip come imposta sulle rimesse.

Fonti venezuelane aggiungono che le attuali norme per ora però sono solo generali e che il Sunacrip stesso si occuperà di stabilire in seguito i dettagli dei tassi e delle soglie di applicazione delle imposte.

A questo punto non è difficile immaginare che criptovalute con livelli di privacy superiori alla media, come ad esempio Dash, possano diffondersi sempre di più in Venezuela, ad esempio con l’obiettivo di aggirare queste imposte.

Nel frattempo su LocalBitcoins si è registrato un nuovo record assoluto di scambi tra bitcoin e bolivar venezuelano: quasi 2.500 BTC scambiati in una sola settimana, con un incremento del 22% rispetto al precedente record assoluto della settimana scorsa. In bolivar si tratta di quasi 24 miliardi di BEF scambiati in una settimana.

Questo conferma il Venezuela come il secondo Stato al mondo per volume di scambi di BTC su LocalBitcoins, davanti agli USA e dietro solo alla Russia.

Insomma, l’utilizzo delle criptovalute nel Paese sudamericano si sta realmente diffondendo sempre di più ed il desiderio di aggirare le normative interne per evitare di pagare imposte potrebbe spingerne ulteriormente l’uso.

Tra l’altro, dopo i recenti problemi tecnici, LocalBitcoins ha annunciato un giro di vite sull’anonimato, introducendo nuovi requisiti che verranno resi obbligatori a breve. In particolare ha rivelato di stare collaborando con le agenzie di regolazione per l’attuazione delle più recenti norme antiriciclaggio della UE, ovvero la nuova quinta direttiva antiriciclaggio (5AMLD).

La notizia era già nell’aria da mesi, ma ora c’è la conferma ufficiale che le nuove regole potrebbero essere introdotte a breve.

Questo ridurrà drasticamente l’utilizzo della piattaforma in modo anonimo, e non è da escludere che ciò possa causare anche una riduzione dei volumi scambiati.