Da tempo si attende sui mercati finanziari delle criptovalute l’arrivo dei cosiddetti “investitori istituzionali”.

Un fatto in parte già accaduto, anche se in forma molto modesta.

Come conferma Arthur Hayes, CEO dell’importante exchange BitMEX, “Non c’è molta presenza istituzionale nel settore delle criptovalute, ora è più un fenomeno di vendita al dettaglio“.

Fatto sta che Coinbase, il più importante exchange americano, ha appena annunciato il rilascio di una serie di strumenti rivolti proprio agli investitori istituzionali.

Nel comunicato ufficiale si fa riferimento agli oltre 100 hedge fund nati negli ultimi mesi che investono esclusivamente in criptovalute.

Inoltre, proprio di recente, alcune delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo hanno annunciato i loro piani per iniziare a negoziare criptovalute.

Il primo passo è stato fatto qualche mese fa con il lancio di Coinbase Custody, una soluzione di archiviazione crittografica estremamente sicura, creata appositamente per conservare miliardi di dollari in criptovalute.

Custody, inoltre, è stato realizzato in collaborazione con un broker regolamentato dalla SEC.

Il prossimo passo sarà il lancio di Coinbase Prime, una nuova piattaforma progettata specificamente per fornire una suite di strumenti e servizi su cui gli investitori istituzionali potranno fare affidamento quando negozieranno criptovalute.

Nei piani di Coinbase questo strumento riempirà una parte mancante dell’infrastruttura necessaria per le istituzioni.

Nel corso dell’anno verranno aggiunti prodotti di finanziamento e di ri-finanziamento per clienti qualificati, servizi di esecuzione high-touch e low-touch come il trading OTC (over the counter), ordini algoritmici e prodotti di ricerca.

Verranno inoltre introdotti miglioramenti della piattaforma come autorizzazioni multiutente e indirizzi di prelievo autorizzati.

Questi nuovi strumenti potrebbero consentire davvero l’ingresso in massa dei grandi investitori istituzionali, che fino ad ora sono rimasti ai margini proprio a causa dell’assenza di strumenti così sofisticati.

Inoltre è facilmente immaginabile che, qualora questi nuovi strumenti dovessero raccogliere il favore del mercato, altri operatori potrebbero seguire l’esempio di Coinbase (Nasdaq in primis).

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