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Crypto e retail, la carica degli 11.000
Crypto e retail, la carica degli 11.000
Criptovalute

Crypto e retail, la carica degli 11.000

By Giancarlo Donadio - 22 Apr 2018

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Il terreno di sfida delle crypto non è un mistero.

Il retail è il punto dove si concentrano gli sforzi degli innovatori delle valute digitali. È proprio qui che si attende la killer app, quella destinata a favorire l’adozione di massa delle criptomonete e della blockchain, come è stata Google per la diffusione di Internet. Qual è lo stato attuale del rapporto tra crypto e retail?

Facciamo il punto per delineare quelle che sono le battaglie da affrontare nel futuro.

Crypto e retail, qualche numero

L’adozione è ancora lenta, ma continua nel tempo. “Eppur si muove”, per dirla alla Galileo. Secondo uno studio di NetCents il numero di negozi che accettano le criptomonete è cresciuto del 30,3%, nel 2017.

Oggi sono oltre 11mila le attività che consentono ai clienti di pagare i loro beni e servizi in crypto. Numeri in crescita che si aggiungono a un’altra indagine di NetCents, che evidenzia come la conoscenza delle valute digitali sia cresciuta tanto in uno dei mercati di punta, come quello americano: il 40% degli intervistati ha familiarità con il tema.

A questi incrementi ha contribuito l’esempio di alcune big company che sono state pioniere nel settore.

A Overstock nel 2014 – passata alla storia come la prima ad accogliere criptomonete – si sono aggiunti negli anni Expedia, Microsoft, Shopify, Subway, solo per citare i casi più noti.

Il ruolo del mobile payment

L’accessibilità ai servizi è uno dei nodi da sciogliere per convincere sempre più retail ad accettare le crypto e favorire così la “mass adoption”. Non è un caso che le soluzioni più frequenti degli innovatori siano proprio nel mobile payment, nella creazione di app per rendere l’esperienza utente più facile e immediata.

È su questo terreno che si gioca la sfida del B2C. Nascono sempre più piattaforme che consentono agli utenti di effettuare tutte le operazioni, dall’acquisto di cripto, alle transazioni e alle conversioni, nello stesso ecosistema che diventa “completo”, evitando doppi passaggi e lungaggini.

Anche nel B2C si aprono prospettive interessanti, con app che permettono in automatico di convertire le transazioni in criptomoneta in euro (o in altre valute) e inserirle direttamente nella contabilità aziendale.

Il panorama è in fermento e tutto si gioca sul terreno dei servizi dell’e-payment. Più saranno accessibili, più crescerà la possibilità di vedere più utenti e retail, scambiarsi transazioni in criptomoneta.

Il food delivery come terreno di conquista

Come fa notare NetCents, l’accessibilità non è l’unico terreno di sfida. Anche se favorire la user experience è una priorità, ne esistono altre da affrontare, come la volatilità del prezzo, il tempo troppo lungo per effettuare una transazione e le fee sugli scambi che sono cresciute contiguamente all’aumento del valore dei bitcoin.

Tuttavia, sono situazioni più che normali per una tecnologia così giovane e sviluppatori talentuosi in tutto il mondo sono ogni giorno alla ricerca di soluzioni per risolvere ognuno dei punti.

In attesa della killer app intanto, si aprono scenari interessanti, soprattutto nel mondo del food delivery, un terreno di conquista delle cripto e della blockchain. È notizia di qualche giorno fa che Walmart, per esempio, sta depositando un brevetto per inserire la blockchain nel suo sistema di pagamento.

Walmart, come altre grandi catene, ha capito i vantaggi della blockchain nel food. Innanzitutto, la possibilità di tracciare la provenienza degli alimenti e garantire qualità, riducendo così le perdite (valutate in migliaia di milioni di dollari, ogni anno) degli alimenti che tornano al mittente per la scarsa qualità. Diminuisce, poi, il numero dei passaggi di documenti tra retailer, aziende di trasporto  ed authority. Tutto verrebbe registrato sulla blockchain.

Non solo Walmart. Il food delivery ha già attirato altri big player, come IBM che sta lavorando con alcuni grandi retail del food proprio per testare una blockchain che aumenti la sicurezza e la qualità degli alimenti.

Giancarlo Donadio
Giancarlo Donadio

Giancarlo inizia a scrivere di business con Millionaire. Con la rivista di Milano collabora alla realizzazione di "Startup. Sogna, credici, realizza. Dall'idea al successo” per Hoepli. Dal 2016 collabora con Startupitalia! dove si specializza su fintech, blockchain, criptovalute, all'interno della rubrica SmartMoney. Oggi è cofondatore di Pandant, web agency focalizzata su content marketing e personal branding

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