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Pioggia di dollari su Robinhood
Pioggia di dollari su Robinhood
Blockchain

Pioggia di dollari su Robinhood

By Giancarlo Donadio - 15 Mag 2018

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Ha raccolto ben 363 milioni dollari il nuovo round di una delle fintech più interessanti del panorama mondiale.

Stiamo parlando di Robinhood, l’app che piace tanto ai millennial americani per investire in Borsa e in valute virtuali, senza pagare commissioni.

A partire da quest’anno, l’azienda ha lanciato un exchange che cresce di mese in mese.

L’obiettivo, tra gli altri, è quello di conquistare maggiori fette del mercato, arrivando a fare concorrenza agli altri exchange, a partire da Coinbase, una delle piattaforme più importanti al mondo con 20 milioni di utenti solo negli Stati Uniti.

Ma quali sono i punti di forza di Robinhood?

L’app per investire senza fee

Robinhood può contare su una valutazione di 5,6 miliardi di dollari, numero che la porta al secondo posto nella classifica delle fintech americane più valutate: al primo posto c’è Stripe, la startup degna erede di PayPal che vale oggi circa 10 miliardi.

Robinhood è nata in California nel 2013 dall’incontro tra due matematici cresciuti a Stanford, Vlad Tenev e Baiju Bhatt.

L’idea rivoluzionaria è di consentire a tutti di investire in Borsa, eliminando i costi di commissione, facilitando l’accesso agli investimenti via mobile (l’app ha anche vinto l’app Design Award per la qualità dell’interfaccia).

I numeri per ora danno ragione alla loro idea: finora l’app ha registrato ben 150 miliardi di dollari di transazioni, con circa 1 miliardi di fee risparmiate dagli investitori.

E ad ora sono quattro milioni gli account attivi.

Il boom di Robinhood Crypto

La Borsa non è l’unico ambito di conquista per la startup americana.

Nel febbraio di quest’anno ha lanciato Robinhood Crypto, un exchange sul quale vige la stessa regola degli investimenti in azioni: nessuna commissione.

In quattro giorni dal lancio più di un milione di persone ha fatto accesso all’app.

Per ora Robinhood Crypto è utilizzabile in soli 10 Stati americani, ma entro la fine del 2018 dovrebbe allargare l’accesso a ogni cittadino statunitense, per poi espandersi all’estero.

Sulla piattaforma a oggi è possibile scambiare bitcoin ed ether, oltre ad avere informazioni su altre 16 criptovalute (incluse Ripple e Zcash).

Su Coinbase, per utilizzare un metro di paragone, si possono scambiare bitcoin, bitcoin cash, ether e anche litecoin.

Oltre all’assenza di commissioni, Robinhood offre un altro vantaggio.

L’azienda è già registrata presso la Security and Exchange Commission, come broker dealer (intermediazione finanziaria).

Modello di business

A differenza dei suoi competitor Robinhood ha un modello di business diverso.

Il guadagno non arriva dalle commissioni, ma dall’offerta premium di Robinhood Gold.

Tra i servizi a chi sottoscrive un abbonamento, la possibilità di avere prestiti per investire più soldi e quella di poter fare trading oltre gli orari standard.

Inoltre, la startup, al pari di una banca, guadagna sugli interessi che maturano dalla liquidità rimasta sui conti correnti, non investita in azioni o ETF.

Big player entrano negli exchange

Certo Robinhood potrebbe presto trovarsi a competere con i big player che stanno decidendo di investire in propri exchange.

Tra questi Goldman Sachs, che negli scorsi mesi ha acquistato l’exchange Poloniex, e a Intercontinental Exchange, la compagnia proprietaria della Borsa di New York che per Fortune ha intenzione di progettare un suo exchange.

Giancarlo Donadio
Giancarlo Donadio

Giancarlo inizia a scrivere di business con Millionaire. Con la rivista di Milano collabora alla realizzazione di "Startup. Sogna, credici, realizza. Dall'idea al successo” per Hoepli. Dal 2016 collabora con Startupitalia! dove si specializza su fintech, blockchain, criptovalute, all'interno della rubrica SmartMoney. Oggi è cofondatore di Pandant, web agency focalizzata su content marketing e personal branding

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