Fork EOS, Telos aggiusta i difetti della mainnet
Fork EOS, Telos aggiusta i difetti della mainnet
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Fork EOS, Telos aggiusta i difetti della mainnet

By Aneta Karbowiak - 22 Set 2018

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Il fork EOS è in arrivo e si sa, questo tipo di divisioni nel mondo delle criptovalute sono sempre qualcosa di controverso in quanto di solito si tratta della conseguenza di un bug del sistema o della forte divergenza di opinioni all’interno di un team o di una community.

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Le conseguenze di queste discussioni possono persistere nella comunità per anni e il miglior esempio è quello dell’hard fork di Ethereum dopo l’hack di DAO o quello di Bitcoin dopo l’incremento della misura dei blocchi.

Le comunità, parte essenziale dello sviluppo delle criptovalute, risultano quindi essere divise e si focalizzano sulle dispute, alimentando il clima di divisione.

Ma nel caso del fork EOS è diverso e infatti Daniel Larimer, CTO di Block.one, ha sempre sottolineato che supporta i fork. In effetti, lo stesso EOS è il fork della repository EOSIO su GitHub e il 28 settembre ci sarà un altro fork importante, quello di Telos.

Nell’intervista con Cryptonomist, Douglas Horn, uno dei fondatori e autore del whitepaper di Telos, parla dei motivi dietro alla necessità di forkare la blockchain di EOS. Chiestogli perché la gente non dovrebbe avere paura dei fork e perché Telos è una buona cosa per tutto l’ecosistema di EOS, Horn risponde che i fork sono un “perfetto terreno di prova per testare le varie soluzioni che possono sul tema governance, sicurezza e privacy”.

“Non siamo “EOS Cash”, non cerchiamo di lottare per il nome di EOS. Le catene sorelle sono sempre state parte del piano EOSIO. Quando Telos verrà lanciato, ci saranno improvvisamente il doppio delle catene EOSIO, il doppio della potenza e TPS. E nessuno doveva pagare nulla o fare un ICO per la rete di Telos. Penso che col tempo la gente vedrà che è davvero una buona cosa” dice Horn.

Se la comunità ritiene che una data soluzione testata in pratica migliorerebbe la mainnet, potrebbe scegliere di adottarla. Worbli, per esempio, è un fork che mira all’innovazione finanziaria, sicurezza e conformità che trova la sua applicazione soprattutto nelle applicazioni nell’industria regolamentata, Creatos, invece, spera di costruire un sistema operativo per le industrie creative e Telos è una blockchain a scopo generale.

Questi tre, sono tra i maggiori fork o meglio catene sorelle che avverranno su EOS. E ciascuna di queste catene sorelle provvederà a fornire una variante della blockchain adatta ai specifici bisogni di una startup.

Le differenze tra Telos ed EOS

Dopo il lancio della mainnet EOS, Horn ha notato alcuni problemi con la piattaforma e ha deciso che l’unico modo per risolverli era creare una nuova catena.

“Sono stato entusiasta di EOS per molto tempo. Volevo il buon governo, la possibilità per le persone di recuperare i loro token rubati o persi. Volevo poter votare su chi ha gestito la rete. Ma molte di quelle cose non erano su EOS. Volevo creare la catena che speravo fosse EOS, in cui la mia voce potesse avere importanza anche se non avessi un milione di token. Non penso che le persone con 1.000 EOS abbiano a cuore EOS meno delle persone con 1 milione” dice Horn e spiega che su EOS non esisteva un “sistema di arbitrato funzionante, nessuno strumento referendario e che la comunità non aveva voce in capitolo sul voto in quanto altamente plutocratico” e adesso, su Telos, questa sarà la realtà.

Il maggior problema che Telos cerca di risolvere sono le balene che, con il loro alto numero di token, riescono a influenzare enormemente sia la posizione dei Produttori di Blocchi (BP) sia altre decisioni che verranno prese durante il referendum.

Telos ha quindi cercato di mitigare il problema, stabilendo un tetto massimo di 40mila token per account. Anche se una whale ha 100mila token EOS, non potrà ricevere più di 40mila token TLS.

Questo serve a eliminare il rischio di manipolazione del voto per i BP e per i referendum futuri. Un’altra caratteristica importante che va a differenziare Telos da EOS è la presenza di corpo arbitrale.

Gli arbitri di Telos vengono scelti attraverso il voto, mentre in EOS gli arbitri sono nominati da una piccola parte della comunità e successivamente scelti e addestrati da un piccolo gruppo di persone. Questo vuol dire che gli arbitri su Telos non sono a vita, ma soggetti al parere dei possessori di token. Questa caratteristica aveva scatenato tante polemiche su EOS.

Anche il numero dei token è differente perché EOS ha una supply di 1 miliardo di EOS e un’inflazione del 5%, mentre Telos vuole ridistribuire 330 milioni di TLS e applicare un’inflazione del 2.5%. La distribuzione di TLS si basa sullo snapshot di EOS e ogni utente riceverà 1 TLS per ogni EOS posseduto il 2 giugno.

Telos offre anche una struttura retributiva equa per 21 Produttori di Blocchi e anche a quelli in stato d’attesa, oltre ad attuare un sistema di rotazione dei BP.

I top 21 BP riceveranno tutti lo stesso premio per produrre i blocchi mentre i 30 BP aggiuntivi avranno una retribuzione del 50%. Come meccanismo di controllo dello stato dell’hardware e della prontezza alla produzione dei blocchi, i BP Standby cambieranno il posto su base regolare che varierà tra 3 e 7 giorni.

Horn promette ancheuna soluzione per i token EOS rubati prima del lancio della mainnet” e chiede agli utenti “di fornire una prova se vogliono avere i loro token restituiti”.

Perché scegliere Telos per costruire una DApp

L’ideatore di Telos crede che costruire Dapp sulla blockchain del fork porterà alle startup più benefici di quelli di EOS.

“Con Telos, gli sviluppatori hanno il doppio delle scelte EOSIO. Alcuni sviluppatori verranno su Telos perché sono d’accordo con le nostre convinzioni sul fatto che la voce di tutti sia importante. Alcuni arriveranno perché il pubblico che vogliono raggiungere è su Telos – perché stiamo rendendo la creazione di nuovi account gratis per attirare più utenti. Alcuni arriveranno perché è molto più economico implementare un DApp su Telos – specialmente all’inizio mentre le persone lo stanno ancora scoprendo”

Horn crede anche che avere la possibilità di scelta tra un codice open source o privato sarà un incentivo per le aziende che spesso non vogliono rivelare il codice.

Anche il costo per far partire una DApp sarà più basso in quanto Telos manterrà i prezzi della RAM più bassi.

Il mercato della RAM è stato molto criticato per i prezzi proibitivi e Telos vuole risolvere questa situazione stabilendo delle regole per scoraggiare la speculazione sulla RAM.

Limitare l’allocazione della RAM, legare l’aumento della RAM alla crescita del network e incoraggiare la Fondazione di Telos nell’aiutare a stabilizzare i movimenti bruschi del prezzo sono le soluzioni proposte da Horn.

Una migliore sicurezza del network e una testnet pubblica operata dai BP sono altri fattori che potrebbero attirare i developer.

Telos nasce con lo scopo di correggere le mancanze di EOS e promuovere una blockchain in cui tutti i possesori di token abbiano voce in capitolo su ogni decisione. Per questo Horn non sostiene le balene perché sono persone che possiedono un gran numero di token e che quindi possono modificare il mercato ed influenzare i voti. Per risolvere questo, Horn vorrebbe che tutti gli utenti abbiano possibilità di voto e di scelta, ma questo non è possibile se il network è influenzato troppo dalle balene.

“Non ho nessun argomento contro le balene. Alcune balene sono i migliori sostenitori di una moneta. Ma lo sono anche per tutti gli altri che hanno una voce. Con la situazione attuale, questo non è possibile. C’è lo 0,5% di chi conta davvero e ci sono tutti gli altri. Su Telos abbiamo dato a tutti una voce molto più grande (e ancora abbiamo dato alle balene 40.000 token TLOS gratuiti) In modo che le persone possano lavorare insieme per costruire la rete che vogliono vedere. Penso che sia davvero la promessa di EOSIO” dice Horn.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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