Estonia: con la e-residency rischio riciclaggio per le società crypto
Estonia: con la e-residency rischio riciclaggio per le società crypto
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Estonia: con la e-residency rischio riciclaggio per le società crypto

By Marco Cavicchioli - 2 Feb 2019

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Il programma estone per la e-residency è entrato nel mirino della lotta al riciclaggio di denaro sporco in Estonia, soprattutto per le società crypto.

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Il programma prevede la possibilità per chiunque di richiedere una sorta di “cittadinanza elettronica” in Estonia e questo consente a costoro di accedere anche ad alcuni servizi online come ad esempio quelli bancari.

L’Estonia è membro sia dell’Unione Europea che dell’Eurozona e chiunque può richiedere la sua e-residency, compresi i cittadini di Paesi soggetti a sanzioni USA come Iran e Corea del Nord.

Quindi le banche estoni, tra cui anche il principale istituto di credito locale LHV, consentono agli stranieri dotati di e-residency di aprire conti correnti bancari nel Paese, se dimostrano di avere interessi commerciali con l’Estonia.

Ad oggi sarebbero 50.000 gli stranieri dotati di e-residency in Estonia, ma non ci sono dati disponibili sul numero di conti correnti bancari aperti da queste persone.

Tuttavia Erki Kilu, amministratore delegato di LHV, ha dichiarato che, sebbene solo un piccolo numero di e-residenti abbia aperto un conto bancario personale in Estonia, molte delle 6.000 società registrate nel Paese da e-residenti invece lo hanno fatto.

Questi clienti sarebbero stati controllati e ufficialmente, almeno ad oggi, in Estonia non risulterebbero problemi con le attività finanziarie di quei conti. Tuttavia Madis Muller, Vicegovernatore della banca centrale dell’Estonia, ha dichiarato a Reuters:

“Esiste un rischio di riciclaggio di denaro con gli operatori in criptovalute. L’abbiamo reso troppo facile per questi operatori: ottengono un vantaggio reputazionale dal loro collegamento con l’Estonia”.

Il risultato è che i legislatori stanno valutando di chiedere alle forze di polizia di controllare le compagnie con sede nel Paese che si occupano di crypto e di ritirare loro le licenze qualora falliscano i test di verifica di reputazione e di capacità di svolgere effettivamente il loro lavoro.

Secondo alcune proposte presentate al Parlamento estone potrebbe essere richiesto a queste società anche di avere una presenza commerciale fisica nel Paese.

Lo stesso Muller ammette che la maggior parte probabilmente non sarebbe in grado di rispettare questi nuovi requisiti e non potrebbe pertanto mantenere la propria licenza.

Madis Reimand, a capo dell’Unità di intelligence finanziaria estone (FIU), ha dichiarato che i proprietari dell’e-residency non rappresentano “grossi rischi”, ma è comunque molto critico nei confronti delle crypto, ritenute da lui una potenziale grossa minaccia per rischi legati alle frodi ed al riciclaggio di denaro.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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