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Le principali differenze tra gli smartphone crypto
Le principali differenze tra gli smartphone crypto
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Le principali differenze tra gli smartphone crypto

By Marco Cavicchioli - 3 Mar 2019

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I due smartphone più conosciuti adatti al mercato crypto e già in commercio sono il Finney di Sirin Labs e l’Exodus di HTC. Ma vediamo le differenze tra questi cosiddetti smartphone crypto.

Read this article in the English version here.

Lo smartphone Finney

Il Finney è realizzato dalla società israeliana Sirin Labs, e la sua produzione è stata finanziata con una ICO da 150 milioni di dollari.

La sua particolarità sta nel “display sicuro”, ovvero un secondo schermo che si attiva tramite interruttore hardware emergendo dalla parte superiore del dispositivo. Inoltre è dotato di cold storage per la conservazione sicura dei token.

È basato su Android e costa 999 dollari, ma ad una prova sul campo non risulta avere performance paragonabili a quelle di altri smartphone della stessa fascia di prezzo.

Exodus e crypto

L’Exodus invece è prodotto dalla celebre azienda taiwanese HTC, ed ha raccolto apprezzamenti sia da Vitalik Buterin che da Charlie Lee. È stato espressamente progettato per supportare al meglio le dApp.

Il dispositivo è dotato di diverse soluzioni per la sicurezza, tra cui il Trusted Execution Environment che protegge le chiavi private.

Costa 699 dollari, ed è acquistabile pagando in criptovalute. Le prestazioni sono paragonabili a quelle del Finney, visto che monta un processore simile. Anche per quanto riguarda display, fotocamera e batteria è paragonabile al precedente.

Entrambi questi smartphone utilizzano Android come sistema operativo.

Gli altri smartphone crypto

Oltre a questi due dispositivi, che sono già attualmente in commercio, ne sono anche stati annunciati altri.

Innanzitutto Pundix, chiamato anche XPhone, che dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine del 2019. La sua particolarità è che supporta sia le app di Android 9.0 sia le Dapp basate su blockchain, con la possibilità di “switchare” dall’uno all’altro protocollo.

L’XPhone supporterà anche le chiamate dirette peer-to-peer che non richiedono di dover passare attraverso un operatore telefonico.

Un altro telefono che è stato annunciato è lM1 di Electroneum, che costa solo 80 dollari e promette di far guadagnare ai suoi utilizzatori fino a 3 euro al mese in token ETN. Come performance però questo dispositivo si annuncia come leggermente inferiore ai precedenti.

Infine, anche se non è in senso stretto uno smartphone crypto, bisogna ricordare il nuovo top di gamma di Samsung, il Galaxy S10, che monterà un wallet crypto nativo protetto con sistemi di sicurezza avanzati.

Essendo un top di gamma il suo prezzo non sarà contenuto, ma le performance dovrebbero essere notevoli. Va però detto che non essendo stato specificatamente pensato per il mercato crypto, i livelli di sicurezza che garantisce probabilmente non saranno all’altezza degli altri smartphone crypto.

Sarà disponibile a marzo e solo allora si potrà realmente verificare quanto possa essere considerato sicuro per chi ad esempio lo usa come wallet per criptovalute.

Esiste anche l’X-Crypto, che però non è uno smartphone per il mercato crypto: è un telefono ad alto livello di privacy pensato specificatamente per comunicazioni criptate. Dato il nome non va confuso con gli smartphone pensati per gli utenti di criptovalute.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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