In questi ultimi giorni Ethereum sta facendo parlare di sé, in parte per l’importante crescita del proprio valore, che in poco più di 48 ore è incrementato del 12% circa, in parte perché la rete ha recentemente registrato il proprio record di utilizzo, oltre ad aver innescato una lenta ma costante crescita dell’hashrate.
Proprio in queste ultime ore, infatti, uno dei parametri chiave relativi all’utilizzo della rete di Ethereum ha registrato il proprio valore massimo. Si tratta del GAS di ETH, un parametro legato alle attività che vengono eseguite sul network decentralizzato della criptovaluta: quando si intende eseguire una transazione di ETH, di un token ERC20 o una operazione all’interno di uno smart contract occorre utilizzare il GAS per pagare le commissioni di rete (fee).
Di recente Vitalik Buterin ha proposto di aumentare il limite del GAS per ovviare temporaneamente il problema legato alla congestione della rete di ETH. A riprova di quanto registrato in questi giorni, infatti, il network di ETH sta venendo utilizzato sempre più e, a quanto pare, non è tutta colpa della stablecoin Tether (USDT) verso cui in molti puntavano il dito.
Osservando il grafico preso da Etherscan è possibile notare come nella giornata di martedì 17 settembre 2019 è stata toccata la soglia delle 50miliardi di unità di GAS utilizzate, un valore mai raggiunto prima d’ora. Anche la statistica inerente la percentuale di utilizzo della rete conferma il recente picco di attività, che ha portato il network di ETH al 96% della propria capacità.
Rete Ethereum: il 20% delle transazioni provengono da Tether
Analizzando il picco di utilizzo emerge che il principale utilizzatore della rete di ETH non è la stablecoin Tether, anche se lo smart contract del token ERC20 USDT ha comunque raggiunto un picco del 20% di tutte le fee pagate alla rete.
Negli ultimi giorni è stato registrato un picco di attività in diversi smart contract ERC20, mentre le regolari transazioni di ETH hanno subito un generale calo, lasciando spazio ai movimenti di token ERC20 ed alle operazioni dei vari smart contract.
1/ Gas usage on #Ethereum hit ATH.
How is it being used?#Tether has been on the rise, with a recent peak of 20% of all network fees used to transfer $USDT.
While less gas is used to move $ETH, the bulk is consumed by non-standard contracts, that require heavier computations. pic.twitter.com/fKcC4m8GL1
— glassnode (@glassnode) September 16, 2019
Analizzando infatti i grafici relativi alle transazioni, si scopre che solo il 30% di quelle eseguite riguardano la moneta ETH, mentre USDT ha recentemente toccato un volume prossimo al 25% di tutte le transazioni eseguite sul network di Ethereum.
Il restante 45% delle operazioni deriva invece dagli smart contract, di cui buona parte delle quali sarebbero strettamente legata alla DeFi.
2/ Transaction activity paints a similar picture.
More than 25% of transactions were used to move #Tether last week, up from less than 1% in June.
While $ETH transfers are at around 30%, smart contract interactions make up ~45% of recent transaction counts (many in #DeFi). pic.twitter.com/EByTbOupry
— glassnode (@glassnode) September 16, 2019
In lenta crescita anche l’hashrate di Ethereum
Non solo transazioni e smart contract, anche l’hashrate di Ethereum sta lentamente risalendo, proseguendo il trend di crescita intrapreso nella prima parte dell’anno.
A ridosso del mese di agosto, infatti, la lenta risalita si era infatti fermata, con una lieve correzione dell’hashrate verso i livelli di luglio 2019. A settembre, invece, il valore dell’hashrate ha lentamente ricominciato a crescere, sino ai valori attuali, pari al massimo di quest’anno.
Nonostante questi timidi segnali incorragianti, attualmente l’hashrate è ancora assai inferiore al picco di 295 TH/s registrato nell’agosto 2018.