Libra: alcuni partner starebbero abbandonando Facebook
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Libra: alcuni partner starebbero abbandonando Facebook

By Marco Cavicchioli - 2 Ott 2019

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Alcuni dei 27 partner di Facebook per il progetto Libra starebbero prendendo in considerazione l’ipotesi di abbandonare l’associazione.

Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui sarebbero Visa e Mastercard i membri più a rischio. 

Domani, giovedì 3 ottobre, a Washington i dirigenti delle società partner dell’Associazione Libra si riuniranno per discuterne, mentre il 14 ottobre sarebbe in programma un incontro a Ginevra per redigere e discutere la Carta fondante dell’associazione e per nominare il consiglio di amministrazione. 

Il Wall Street Journal riferisce di dubbi in merito agli eventuali contraccolpi che le società coinvolte potrebbero ricevere dai governi e dai regolatori qualora questi volessero osteggiare il progetto. 

Infatti, il Dipartimento del Tesoro ha inviato delle lettere alle società americane coinvolte nel progetto, tra cui proprio Visa, Mastercard, PayPal e Stripe, chiedendo loro di esibire una panoramica completa dei loro programmi di conformità alle norme contro il riciclaggio di denaro e di come Libra si adatterà a questi. 

La prima conseguenza concreta è che alcuni membri dell’associazione hanno rifiutato le richieste di Facebook di sostenere pubblicamente il progetto Libra, ma circolano voci di possibili defezioni. 

Il fatto è che se venissero a mancare proprio Visa e Mastercard, ovvero i due principali partner finanziari operativi del progetto insieme a PayPal, l’intero progetto potrebbe anche essere messo a rischio. Il Wall Street Journal ipotizza: 

“Senza una rete di partner finanziari che potrebbero aiutare a trasferire valute in Libra, ed a promuoverne l’accettazione come forma di pagamento, la sua portata sarebbe limitata”. 

Ma probabilmente non sono solo le critiche ricevute dai funzionari governativi e dai banchieri centrali ad aver generato queste preoccupazioni. 

Infatti, recentemente è trapelato un discorso fatto dal CEO di Facebook Mark Zuckerberg in azienda, che ha generato molti contraccolpi. 

In questo discorso a briglia sciolta Zuckerberg si scaglia pesantemente contro uno dei principali candidati alle primarie presidenziali democratiche USA, Elizabeth Warren, grande sostenitrice della necessità di un intervento pubblico mirato ad arginare l’espansione e l’influenza delle grandi aziende tecnologiche come Facebook. 

Le accuse rivolte alla Warren sono pesanti ed esplicite, e visto che Zuckerberg non è nuovo a questo genere di atteggiamenti, qualcuno è arrivato addirittura ad ipotizzare che, qualora fosse proprio lei a sfidare Trump alle prossime elezioni, Facebook potrebbe aiutare l’attuale Presidente a venire rieletto, nonostante i rapporti tra i due soggetti siano tutt’altro che idilliaci. 

A dire il vero in questo stesso discorso Zuckerberg invoca anche esplicite preoccupazioni per la salute della democrazia, facendo presumibilmente presagire che l’ipotesi che Facebook possa schierarsi con Trump sia un po’ troppo azzardata. 

Il fatto è che non sono molte le grandi aziende americane che abbiano piacere ad essere coinvolte in questo genere di diatribe politiche, pertanto il rischio è che alcuni partner di Facebook possano decidere di volersi sganciare per non essere coinvolte, neppure indirettamente o marginalmente, nelle inevitabili conseguenze che questo atteggiamento potrebbe causare.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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