Tron chiede alla community di testare le transazioni private
Tron chiede alla community di testare le transazioni private
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Tron chiede alla community di testare le transazioni private

By Alfredo de Candia - 17 Dic 2019

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In una serie di tweet, il CEO della Tron Foundation, Justin Sun, ha fatto sapere che è ora possibile iniziare a fare i test delle transazioni private, invitando la community a dare il proprio parere.

I lavori per l’introduzione delle transazioni private sulla blockchain di Tron (TRX) erano stati avviati già da diversi mesi. Questa modalità permette di nascondere l’indirizzo del mittente e del destinatario, la transazione di input ed output ed anche il totale trasferito.

Tron ha deciso di puntare sull’implementazione della tecnologia zk-SNARK (Zero-Knowledge Succinct Non-Interactive Argument of Knowledge), che viene già utilizzata anche sulla blockchain di Zcash (ZEC) per effettuare transazioni cosiddette shieldate (da shield; in inglese, che significa scudo).

Inoltre, Tron utilizzerà un protocollo MPC (Multi-Party Computation) che serve per determinare i parametri con cui questa tecnologia si attiva e per evitare che venga utilizzata per fare attacchi alla blockchain utilizzando proprio transazioni anonime.

Visto che attualmente il sistema è in fase di test, è necessaria la collaborazione di utenti selezionati: mandando una email al team dedicato di Tron si potrà essere scelti per testare questo nuovo tipo di transazioni. Tutta la procedura viene spiegata su GitHub.

I numeri relativi alla blockchain di Tron sono impressionanti sia per quantità di account, oltre 4 milioni, sia per la mole di transazioni che gestisce: solo nell’ultima settimana ci sono state 6,4 milioni di nuove transazioni, che si vanno ad aggiungere alle oltre 800 milioni totali.

È comunque da tener presente che nell’ultimo periodo Tron sta vivendo momenti di alti e bassi: dopo l’acquisizione da parte di Justin Sun dell’exchange Poloniex ed il successo della di Tether (USDT) che ha sfiorato il miliardo di dollari, Tron e Sun stanno comunque avendo problemi tanto da essere stati definiti il più grande scam della storia dal fondatore del progetto DigiByte.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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