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Bitcoin SV: continuano le controversie
Bitcoin SV: continuano le controversie
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Bitcoin SV: continuano le controversie

By Lorenzo Dalvit - 17 Gen 2020

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Rimane un dilemma che attanaglia gli addetti ai lavori nel mondo dell’informazione: dare spazio o meno alle notizie legate alle controversie di Bitcoin SV, che esse siano di stampo tecnico o folcloristico? 

La rilevanza di un progetto come BSV e la sua capacità di imporsi sulla comunità, dipende da molti fattori. La volontà di evitarlo e negarne la visibilità invece è una scelta semplice e mossa da una decisione del singolo: impedirne la crescita.

Il carattere del “deus ex machina” del progetto BSV ha reso possibile il manifestarsi palese dei paradossi legati al mondo delle criptovalute. La sua irascibile esuberanza e impareggiabile saccenza, hanno scatenato le antipatie di molti.

Ma la cosa più grave è stata l’aver toccato le fede in Satoshi Nakamoto. La mistificazione e deificazione del personaggio sono fondamentali nella creazione di un movimento che ha bisogno di de-umanizzare il suo architetto progettista, al fine di costruire una figura mitologica a cui fare riferimento. 

Il tentativo di Wright di essere considerato unico artefice del white paper, ha scatenato un inferno mediatico. È molto probabile che la sua figura fosse molto vicina a Bitcoin e allo stretto gruppo di persone che agli albori videro BTC muovere i primi passi, ma che dietro allo pseudonimo si nasconda solo lui, è messa in forte dubbio da molti.

L’ego smisurato di Craig Wright di certo non si addice a quella parte di movimento che nasce con gli ideali cypherpunk e anarchici. Per non parlare della volontà – ormai nota – dei partecipanti al network di BSV di non scontrarsi con i governi, ma di favorire un’integrazione legale di questa tecnologia.

Bitcoin SV e la posizione controversa di alcuni exchange

 Se da una parte abbiamo i grandi ideali della disintermediazione e della decentralizzazione che spingono il settore a migliorare se stesso attraverso la creazione di forme migliori di scambio come exchange decentralizzati, atomic swap e comunicazioni cross chain. Dall’altra assistiamo a scelte dei grandi attori di sistema del tutto faziose, in quella che si vanta di essere l’era della decentralizzazione

  • Coinbase;
  • Binance;
  • ShapeShift;
  • Kraken;
  • Bitflyer.

Se Coinbase ha permesso ai propri utenti di ritirare i BSV provenienti dal fork, altri come bitFlyer hanno preferito liquidare in fiat senza permettere ai propri clienti di avere libero accesso alle loro crypto. Kraken, Binance e ShapeShift hanno invece scelto di impedire lo scambio sulle loro piattaforme di ciò che considerano un progetto tossico.

Ripple (XRP) è un progetto agli antipodi rispetto ai principi della blockchain pubblica, eppure trova casa in tutti queste piattaforme, mentre un fork di bitcoin che ha caratteristiche del tutto simili al codice da cui tutto è partito, no. 

Ora che Bitcoin SV ha scalato la classifica portandosi al quarto posto e assestandosi ora al quinto, come verrà considerato dai grandi exchanger che lo hanno escluso?

L’applicazione del pensiero libertario, però, vuole che si rispettino le scelte di aziende private, le quali  non devono per forza allinearsi con il pensiero di nessuno, men che meno quello di CW.

Non va dimenticato che le difficoltà di accesso ai BSV da parte di un gran numero di utenti poco esperti e la mancanza di alcuni exchange importanti su cui scambiare questo asset potrebbe aver favorito la crescita del prezzo. 

La scarsità di BSV dipende anche dalla grande quantità di coin non ancora mosse dai loro possessori per ragioni tecniche. Certamente però le grandi balene e gli attori più consapevoli che muovono il mercato hanno già fatto le loro mosse.

La narrativa dominante in BSV 

Il prezzo in grande crescita è sicuramente un elemento che fa scattare le ricerche,  BSV e Bitcoin SV hanno subito un’impennata su Google Trend (BSV in rosso e Bitcoin SV in azzurro).

bitcoin SV

Questi di seguito sono solo alcuni dei temi cari alla narrativa di chi segue il progetto da vicino:

  1. Ritorno alle origini del codice bitcoin prima di molti interventi applicati dal team di core;
  2. Rimozione del limite di 1MB alla dimensione del blocco inserito per ragioni di sicurezza quando il network era più piccolo;
  3. Scaling on-chain senza limiti, micropayment on-chain;
  4. Privacy non significa anonimato;
  5. Nessuna modifica al protocollo base per permettere che siano le azienda a sviluppare servizi on top senza dover modificare di continuo le loro applicazioni per aggiornarsi alle modifiche del codice;
  6. Nessuna transazione è SPAM, tutto ciò che paga una fee può entrare nel blocco;
  7. L’hashing power fa valere le regole: se non mini, non decidi.

Gli effetti indesiderati che spaventano la comunità sono riconducibili ad una crescita smisurata di alcune mining farm, le quali potrebbero non essere sufficientemente distribuite per assicurare la trustlessness del progetto. La capacità di resistere ad un attacco è inversamente proporzionale alla decentralizzazione del network. 

Quali siano i livelli pratici di decentralizzazione necessaria a garantire la sicurezza è però motivo di scontro tra le comunità. 

I personalismi e le dinamiche da essi scaturite sono la cartina tornasole di un mercato molto piccolo e immaturo che si scontrerà con forze di mercato ben più devastanti di quelle mosse da queste piccole scaramucce. 

L’adozione passerà attraverso una competizione basata sull’usabilità e i fondamentali economici a sostegno dei progetti, non di certo su ciò che sarà scambiabile o meno su exchange.

 Per ora BSV ha mosso più con la pancia che con le tecnologia, ma rimane il fatto che il suo modello economico sta portando molte transazioni e qualche applicazione interessante alla sua blockchain. 

Se pur di basso valore economico, BSV è seconda sola Ripple ed Ethereum nel numero di transazioni giornaliere e ha costi bassissimi di utilizzo.

bitcoin SV

La domanda da porsi è: cosa sta sacrificando del famoso trilemma di Buterin la blockchain di Bitcoin SV? Sarà in grado di resistere agli attacchi mantenendo la resilienza necessaria per affidarci ad essa?

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Lorenzo Dalvit

Educatore appassionato di Blockchain, esperto di vendite e marketing, social community manager, direttore artistico, musicista, amante dei paradigmi dirompenti e della vita. Le mie competenze riguardano l'interazione e la connessione umana

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