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Bitcoin: l’attuale bull run 2020 è diversa da quella del 2017
Bitcoin: l’attuale bull run 2020 è diversa da quella del 2017
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Bitcoin: l’attuale bull run 2020 è diversa da quella del 2017

By Marco Cavicchioli - 10 Feb 2020

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La bull run del 2020 di bitcoin è molto diversa da quella che ci fu nel 2017. 

Questo è quanto sostiene il giornalista finanziario Billy Bambrough che ha recentemente pubblicato un articolo sul suo blog su Forbes in cui confronta l’andamento del prezzo di bitcoin nel 2017 con quello attuale. 

Nel 2017, infatti, il prezzo ad inizio anno era inferiore ai 1.000 $, mentre a dicembre toccò il picco massimo di sempre a quasi 20.000 $, con un incremento superiore al 2.000% in 12 mesi. 

Inoltre, negli ultimi due mesi dell’anno si verificò una vera e propria bolla speculativa perché, dal minimo di novembre 2017, sotto quota 6.000 $, al massimo di dicembre, si verificò un aumento superiore al 200% in poco più di un mese. 

Bambrough parte dall’incremento superiore al 40% delle ultime settimane, cioè da metà dicembre 2019 fino ad oggi, evidenziando inoltre che molte persone in realtà si aspettano che il prezzo di bitcoin nei prossimi mesi continui a salire. 

I dati, tuttavia, dimostrano come i recenti aumenti siano molto differenti rispetto a quelli del 2017. 

Innanzitutto i BTC conservati sugli exchange sono diminuiti negli ultimi 6 mesi, suggerendo il fatto che questo recente rally non sia affatto stato guidato dagli investitori retail, e che gli investitori a lungo termine in questo momento abbiano davvero poche intenzioni di vendere.

Durante il picco di fine 2017, invece, i depositi di BTC sugli exchange avevano raggiunto livelli di gran lunga superiori, aumentando all’aumentare del prezzo, l’esatto opposto rispetto a ciò che sta avvenendo ultimamente, con i depositi in calo nonostante l’incremento del prezzo. 

Secondo alcuni analisti l’attuale mancanza di importanti volumi di scambio derivanti dalle operazioni degli investitori retail suggerisce che i recenti aumenti siano dovuti agli investitori istituzionali, a differenza di ciò che accadde a fine 2017. 

Pertanto i recenti aumenti di prezzo non sarebbero assolutamente da considerare come generati da una nuova bolla speculativa, ma da un incremento strutturale dell’interesse nei confronti dell’asset. 

Bambrough cita anche il recente report di Grayscale Investments che dimostra come siano proprio gli investitori istituzionali a guidare la raccolta di fondi da investire in BTC in questo momento. 

A ciò va aggiunto che molti si aspettano che l’halving di maggio potrebbe innescare un’altra ondata di interesse degli investitori retail riguardo bitcoin e le criptovalute, anche in virtù del fatto che il volume delle ricerche su Google della query “bitcoin halving” sia in costante aumento, procedendo di pari passo con l’aumento del prezzo dello stesso BTC. 

Anzi, secondo gli analisti di Arcane Research ci si potrebbe anche aspettare nel corso dei mesi un recupero dell’interesse pubblico nei confronti di Bitcoin simile a quello che a fine 2017 ne portò il prezzo a quasi 20.000 $. 

D’altronde già nell’anno del precedente halving, il 2016, accadde qualcosa di simile, quindi queste ipotesi non possono essere considerate azzardate, sebbene d’altro canto non possano nemmeno essere considerate certezze. 

L’unica cosa certa è che il contesto in cui si sta muovendo il prezzo di bitcoin ora è nettamente differente rispetto a quello in cui si impennò a fine 2017.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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