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Crollata la profittabilità del mining di bitcoin
Crollata la profittabilità del mining di bitcoin
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Crollata la profittabilità del mining di bitcoin

By Marco Cavicchioli - 17 Mar 2020

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Con il crollo improvviso del prezzo è crollata anche la profittabilità del mining di bitcoin. 

Questa si misura confrontando il costo del mining con il valore di mercato dei BTC che si possono estrarre e si misura in USD al giorno per 1 THash/s. 

THash/s è l’unità di misura della potenza di calcolo per il mining di bitcoin ed il dato di questi ultimi giorni riguardo la profittabilità è crollato sotto gli 0,08 $ al giorno per THash/s. 

Il calcolo è una stima, visto che il costo del mining varia da luogo a luogo. Infatti, non solo variano anche di molto i costi dell’energia elettrica, ma anche dei costi per il raffrescamento dei macchinari, più alti in luoghi caldi e più bassi in luoghi freddi. 

Tuttavia, se 0,08 $ è solamente una stima, il confronto con le settimane precedenti è impietoso. Fino al 6 marzo questo dato era quasi il doppio, ovvero sopra 0,15 $, mentre l’11 febbraio era superiore a 0,18 $. 

In passato è stato anche molto più alto, come ad esempio a fine giugno 2019, quando era schizzato a quasi 0,50 $, mentre a metà dicembre 2017 aveva addirittura sfiorato quota 5,00$. 

La quota attuale è di fatto la più bassa mai registrata, sia perché il valore di mercato di BTC è crollato molto, e molto velocemente, sia perché nel frattempo invece l’hashrate è aumentato in vista probabilmente dell’halving di maggio. 

Ai primi di marzo si è verificato il picco massimo di sempre per quanto riguarda l’hashrate e da allora è sceso solo di poco. 

Basti pensare che il massimo storico si è toccato il 5 marzo, con circa 133 milioni di THash/s, sceso poi a 110 il 14 di marzo. Dopo il crollo è ancora sceso, ma fermandosi tra 95 e 100 milioni di THash/s, ovvero solamente circa il 25% in meno. Il prezzo invece è sceso da circa 9.000 $ a circa 5.000 $, ovvero di oltre il 40%, e questo ha fatto crollare la profittabilità del mining. 

Infatti, a causa dell’hashrate rimasto elevato, i costi del mining non si sono ridotti di molto, mentre a causa del crollo del prezzo si sono ridotti significativamente gli introiti generati da questa attività. Il risultato è un inevitabile crollo del profitto per i miner, che però potrebbe tornare a salire nei prossimi giorni, se il prezzo di BTC dovesse nuovamente salire, o se l’hashrate dovesse diminuire ulteriormente. 

Visto però che, con l’avvicinarsi dell’halving, molti miner stanno adeguando il loro parco macchine sostituendo quelle vecchie meno performanti, con nuove macchine più efficienti e produttive con maggiore potenza di calcolo, l’hashrate potrebbe non ridursi drasticamente, obbligando i miner a cercare di ridurre i costi per rimanere profittevoli. 

Resta però da dire che, anche nel caso in cui il prezzo non salisse, alcuni miner potrebbero iniziare a smettere di minare a causa della ridotta profittabilità. In questo caso l’hashrate finirebbe per diminuire e quindi farebbe incrementare la profittabilità per chi riuscirà a continuare a minare.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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