Singapore: la nuova regolamentazione crypto sulle tasse
Singapore: la nuova regolamentazione crypto sulle tasse
Regolamentazione

Singapore: la nuova regolamentazione crypto sulle tasse

By Marco Cavicchioli - 20 Apr 2020

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L’autorità che si occupa della riscossione delle tasse a Singapore (IRAS) ha pubblicato una nuova regolamentazione crypto

Si tratta del cosiddetto “Income Tax Treatment of Digital Tokens“, una guida alle e-tax che fornisce indicazioni sul trattamento fiscale dei redditi provenienti da transazioni che coinvolgono token digitali. 

Innanzitutto l’IRAS distingue i token in tre categorie, seguendo la strada lanciata dalla FINMA svizzera più di due anni fa: token di pagamento, utility token e security token. 

Inoltre specifica che le norme contenute nella guida si applicano a: 

  • Ricezione di token digitali come pagamento per beni e servizi;
  • Ricezione di token digitali come remunerazione del lavoro;
  • Utilizzo di token digitali come pagamento per beni e servizi;
  • Acquisto e vendita di token digitali;
  • Emissione di token digitali tramite Initial Coin Offering (ICO).

Per quanto riguarda il trattamento dei token ad esclusione delle ICO, la nuova regolamentazione distingue il trattamento fiscale a seconda della tipologia del token. 

Per quanto riguarda i token di pagamento, come ad esempio bitcoin, questi sono considerati beni immateriali, pertanto le transazioni che coinvolgono l’uso di questi token per il pagamento di beni o servizi sono visti come uno scambio commerciale basato sul baratto, pertanto il valore dei beni o dei servizi trasferiti deve essere determinato al momento della transazione.

Per quanto riguarda gli utility token l’IRAS sostiene che è improbabile che gli scambi possano generare reddito imponibile, mentre d’altra parte potrebbero dare origine a spese che potrebbero essere detratte. 

Infine, per i security token la tassabilità deriva dalla natura dell’eventuale ritorno, ad esempio in caso di interessi, dividendi, e simili. 

La regolamentazione crypto per le ICO

Per quanto riguarda invece le ICO, la tassabilità dei proventi dipende dai diritti e dalle funzioni dei token emessi, che possono essere tassabili a seconda delle specifiche circostanze. 

Una prima conseguenza di queste nuove norme è che ad esempio non sono previste tasse sui token di pagamento ricevuti gratuitamente tramite airdrop, o creati da quegli hard fork che splittano la blockchain. 

Nel caso in cui, invece, i token vengano ricevuti come pagamento per una vendita, l’IRAS lascia al contribuente il compito di determinare il tasso di cambio per la registrazione dei proventi, utilizzando ad esempio servizi ampiamente noti come Coinbase o Binance.

Altra conseguenza è che gli emittenti di security token tramite ICO non dovranno pagare tasse, perché l’atto viene equiparato ad un aumento di capitale, mentre invece chi emetterà utility token dovrà pagare le tasse perché l’atto viene equiparato ad entrate differite.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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