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Cina: la TV di Stato parla di Bitcoin
Cina: la TV di Stato parla di Bitcoin
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Cina: la TV di Stato parla di Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 11 Mag 2020

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In Cina un articolo pubblicato sul sito della TV di Stato China Central Television ha parlato dell’halving di Bitcoin e della sua recente crescita di prezzo. 

L’articolo cita il terzo halving come il probabile motivo della recente crescita del prezzo, facendo riferimento al livello di 10.000 $ superato l’8 maggio. 

Inoltre, cita anche Paul Tudor Jones, che recentemente ha rivelato in una lettera agli investitori che uno dei suoi fondi sta acquistando Bitcoin.

Un passaggio interessante di questo articolo è quello in cui dice:

“Nel 2012 il premio per i miner è passato da 50 BTC a 25 BTC, ed il prezzo è aumentato di quasi l’8.200% in un anno. Nei 18 mesi successivi alla seconda metà del 2016, il prezzo di bitcoin è aumentato di oltre il 2.200%”.

Questo passaggio suona un po’ strano in un articolo della TV di stato cinese, perché la Cina ufficialmente è contraria alla speculazione su bitcoin, ed in particolare al fatto che i suoi abitanti possano investire valuta fiat locale in BTC. 

Visto che la TV di stato cinese è di fatto controllata direttamente dal governo, questo articolo sembra smentire la diffidenza del governo stesso nei confronti di Bitcoin. 

Certo, potrebbe anche trattarsi di un articolo anomalo, oppure sfuggito alla censura governativa, ma queste sono ipotesi forse un po’ azzardate. 

Addirittura in calce al medesimo scrivono: 

“L’halving di bitcoin previsto per il 12 maggio si verifica circa ogni quattro anni. Quando attivato, ridurrà il numero di bitcoin dati in premio ai miner per il loro mining. Poiché i miner introducono sul mercato nuovi bitcoin vendendoli, l’halving riduce il tasso di introduzione di nuovi bitcoin [sul mercato]. Data la natura deflattiva di bitcoin, qualsiasi evento che influisca sulla sua offerta avrà un impatto significativo sui prezzi dell’asset”. 

Questo altro passaggio risulta essere in netto contrasto con quanto sempre sostenuto dal governo di cinese, che non ha mai accettato che i suoi cittadini investissero in bitcoin per la sua presunta natura deflattiva. 

Viene addirittura da pensare che forse potrebbe essere in atto un cambio di atteggiamento da parte della Cina nei confronti di Bitcoin, sebbene anche questa ad oggi andrebbe considerata un’ipotesi azzardata. 

Il fatto che si tratti di un’anomalia viene evidenziato anche dal capo del marketing di HashKey Hub che, su Twitter, rivela:

“Wow, è la prima volta che ho visto un media nazionale cinese parlare del pump di bitcoin”. 

Tuttavia, la Cina si appresta a lanciare la sua valuta digitale e non è assurdo immaginare che, così come accadde ad esempio in Venezuela al momento del lancio del Petro, una parte dello scetticismo riguardo le criptovalute venga messo da parte proprio per favorire il lancio della valuta digitale di Stato.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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