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Visa: niente valuta digitale di Stato per i consumatori
Visa: niente valuta digitale di Stato per i consumatori
Criptovalute

Visa: niente valuta digitale di Stato per i consumatori

By Marco Cavicchioli - 18 Mag 2020

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Il capo della sezione Crypto di Visa, Cuy Sheffield, sostiene che le banche centrali potrebbero non rilasciare la loro valuta digitale ai consumatori. 

Ha pubblicato i suoi ragionamenti in 14 tweet in cui tenta di rispondere alla domanda su come le banche centrali vogliono che i consumatori percepiscano la value proposition delle CBDC (Central Bank Digital Currency). 

Sheffield propone due diverse risposte a questa domanda: 

  1. prodotto o marchio rivolto al consumatore, come il denaro contante 
  2. infrastruttura di pagamento fintech o banca back-end come i real time payment rails (RTP). 

A questo punto rivela che le CBDC sono comunemente considerate come “contante digitale”, ovvero come una passività diretta della banca centrale che i consumatori e le imprese possono detenere così come fanno oggi con il contante fisico, al contrario invece dei “depositi digitali” che sono passività delle banche commerciali. 

In fondo il cash è un prodotto finanziario di enorme successo, rivolto proprio soprattutto ai consumatori, che le banche centrali offrono come una rappresentazione fisica del denaro che fornisce fiducia, anonimato, pagamenti offline e settlement immediato. 

Sheffield però fa anche notare che probabilmente la maggior parte dei consumatori, pur sapendo che i contanti provengono da una banca, non comprende la differenza tra una banca centrale e una banca commerciale, e che quando preleva contanti ad esempio da un ATM converte una promessa della propria banca commerciale in una emessa dalla banca centrale. 

A questo punto la domanda che si pone Sheffield è: 

“Se una banca centrale emette “contanti digitali”, come spiegano poi ai consumatori finali che le CBDC sono diverse dai depositi digitali che detengono oggi presso le banche commerciali?”

In effetti nel caso in cui una CBDC non consentisse ad un consumatore di fare qualcosa di diverso da quello che potrebbe fare con una comune App per i pagamenti collegata al proprio deposito digitale presso una banca commerciale, spiegarne la differenza risulterebbe particolarmente difficile, se non realisticamente impossibile. 

In altre parole una CBDC rischierebbe di fare concorrenza diretta alle banche commerciali, spostando i depositi dei loro correntisti in wallet digitali di proprietà. 

A questo punto Sheffield suggerisce che le CBDC potrebbero invece essere solamente un’infrastruttura basata su wallet digitali emessi da aziende fintech, che consentano a consumatori e imprese di detenere e negoziare una passività della banca centrale sia all’interno che all’esterno del paese di emissione. 

In altre parole la banca centrale metterebbe sul mercato solo l’infrastruttura, mentre i wallet sarebbero emessi da banche commerciali, o similari. 

A quanto pare ad esempio la valuta digitale cinese, già in fase di sperimentazione sul campo, sembra che sia basata proprio su questa dicotomia. In questo modo i consumatori non avrebbero alcun rapporto diretto con la banca centrale, ma solo con il wallet fintech, che sceglieranno sulla base del brand e delle caratteristiche tecniche del wallet stesso, piuttosto che sulle caratteristiche e sulla struttura del denaro sottostante su cui sarà basato. 

Sheffield poi conclude dicendo: 

“Se una banca centrale decide di offrire un wallet digitale direttamente ai consumatori, per impostazione predefinita la CBDC e la banca centrale dovrebbero diventare un brand familiare, ma è improbabile che questo approccio venga preso sul serio dalla maggior parte delle principali banche centrali a causa di sfide operative”. 

Non bisogna dimenticarsi che probabilmente Visa sta già lavorando a qualcosa del genere, e che pertanto potrebbe essere una delle principali società al mondo nell’emissione di un wallet fintech come quello immaginato da Sheffield. 

Il fatto che Sheffield sia a capo proprio della divisione di Visa che si occupa di criptovalute rende questo scenario ancora più probabile, e visto che in Cina sembra proprio che la valuta digitale stia assumendo queste forme, è plausibile immaginare che tale dicotomia sarà proprio la caratteristica alla base anche delle valute digitali occidentali.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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