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Sondaggio: la DeFi è roba per millennial
Sondaggio: la DeFi è roba per millennial
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Sondaggio: la DeFi è roba per millennial

By Marco Cavicchioli - 21 Mag 2020

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CoinGecko a marzo 2020 ha condotto un sondaggio riguardo la DeFi su 694 persone, dal quale ha tratto quattro conclusioni chiave. 

La prima è che in questo settore esiste un evidente divario di genere, con una netta maggioranza di uomini, in particolare con un’età compresa tra 20 e 40 anni. 

In totale su 694 intervistati dal sondaggio ben 619 hanno dichiarato di aver già sentito parlare di DeFi, pertanto il campione sembra essere rappresentativo. 

Di questi 619 solo il 9% erano donne, mentre il 91% erano uomini. Inoltre, il 68% erano millennial con un’età compresa tra i 20 ed i 39 anni. La Gen-Z, ovvero le persone con età inferiore ai 16 anni, erano meno dell’1%, dimostrando come la DeFi non abbia ancora presa sui più giovani.

La stablecoin della DeFi

La seconda conclusione invece riguarda le stablecoin, che risultano essere la porta di ingresso principale al mondo della finanza decentralizzata. 

Infatti, il 90% dei 619 intervistati che hanno sentito parlare di DeFi possiede almeno una stablecoin, con DAI che risulta essere la più popolare, e la seconda più posseduta. 

Anzi, le 5 stablecoin più possedute risultano essere anche quelle con maggiore capitalizzazione di mercato: USDT, USDC, TUSD, Pax e ovviamente DAI. A dominare entrambe le classifiche comunque è USDT (Tether). 

DAI, invece, pur essendo quella con capitalizzazione inferiore, risulta essere al secondo posto tra quelle più possedute, probabilmente perchè nativa della DeFi, e l’unica ad essere decentralizzata.

CoinGecko afferma che sia in atto una tendenza interessante riguardante le stablecoin, che stanno svolgendo un ruolo chiave nella crescita della DeFi. 

Sondaggio: le piattaforme DeFi sono ancora poco usate

La terza conclusione è che i protocolli DeFi, pur avendo un’elevata brand awareness, hanno ancora un utilizzo limitato. 

Secondo CoinGecko il motivo potrebbe essere dovuto o ad un problema di fondo che scoraggia le persone ad utilizzarli, oppure a scarsa conoscenza da parte degli utenti con conseguente difficoltà di utilizzo. 

Ad esempio, Metamask è l’unico protocollo con un’elevata brand awareness ed un utilizzo diffuso, visto che il 53% degli utenti ha dichiarato di averlo utilizzato almeno una volta negli ultimi 3 mesi. 

Per quanto riguarda gli altri protocolli invece, tutti sono stati utilizzati da meno del 50% degli utenti. 

La DeFi come soluzione contro le banche

La quarta conclusione è che una delle motivazioni più forti che spinge gli utenti ad utilizzare i protocolli DeFi è quella di poter fare a meno delle banche. 

Alcuni addirittura affermano che vorrebbero sbarazzarsene del tutto, mentre altri sono disposti ad accettare di sbarazzarsene anche solo in parte. 

Il 31% di coloro che vorrebbero sbarazzarsi completamente delle banche dichiara di provare profonda sfiducia nei confronti del sistema bancario, mentre il 21% dichiara che vorrebbe farlo per approfittare dei vantaggi offerti dagli strumenti DeFi rispetto a quelli offerti dal sistema bancario. 

Invece, tra coloro che sarebbero disposti a sbarazzarsene solo in parte, i principali ostacoli individuati per sostituire gli strumenti bancari con quelli DeFi sono l’attuale dipendenza dalle banche, la giovane età e la scarsa adozione degli strumenti DeFi, ed un insufficiente grado di sicurezza della DeFi rispetto agli strumenti bancari. 

Gli intervistati tuttavia in larga parte concordano sul fatto che la DeFi sia più efficiente e conveniente del banking.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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