Craig Wright, accuse nei messaggi delle transazioni bitcoin
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Craig Wright, accuse nei messaggi delle transazioni bitcoin

By Alfredo de Candia - 26 Mag 2020

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Nelle ultime ore sono state fatte alcune transazioni in bitcoin, oltre 100, che riportano tutte lo stesso messaggio contro Craig Wright, definendolo un “bugiardo e un truffatore”, smentendo nuovamente la sua tesi di essere Satoshi Nakamoto.

Questo il messaggio apparso in tutte le transazioni:

“Craig Steven Wright è un bugiardo e un truffatore. Non ha le chiavi usate per firmare questo messaggio. Il Lightning Network è un traguardo significativo. Tuttavia, dobbiamo continuare a lavorare per migliorare la capacità della catena. Sfortunatamente, la soluzione non è semplicemente cambiare una costante nel codice o permettere ai partecipanti più potenti di costringere gli altri. Siamo tutti Satoshi”.

Se controlliamo i vari indirizzi da cui sono state fatte queste transazioni in BTC, possiamo vedere che questi sono molto vecchi, risalenti al 2009 e, anche se non appartengono a Satoshi Nakamoto, come ha ribadito anche BitMEX su Twitter, uno di questi era stato usato da Craig Wright come prova di essere Satoshi.

Le accuse contro Faketoshi

Tra i vari indirizzi, infatti, uno in particolare lo ritroviamo nei documenti che aveva fornito proprio Craig Wright in tribunale e questo contiene i presunti indirizzi di cui deterrebbe le chiavi private che fanno parte della sua fortuna da 1 milione di bitcoin (BTC).

Se li inseriamo su un explorer blockchain, i dati sono sorprendenti, come si può vedere nella seguente immagine.

Craig Wright non è Satoshi Nakamoto

È proprio uno di questi indirizzi ad aver inviato la transazione in cui si accusa Craig Wright di frode, di non essere Satoshi e di aver sempre testimoniato il falso.

Questa è quindi la prova inconfutabile, immodificabile e certa, che Craig Wright non solo non è Satoshi Nakamoto, come più volte ha provato ad affermare, ma ha anche fornito delle prove false in tribunale, commettendo un reato.

Con questi elementi possiamo chiudere definitivamente l’argomento sul fatto che sia lui o meno il misterioso creatore di bitcoin.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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