Come funziona il modello di consenso di EOSio
Come funziona il modello di consenso di EOSio
Blockchain

Come funziona il modello di consenso di EOSio

By Alfredo de Candia - 15 Giu 2020

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Ogni blockchain ha un suo tipo di consenso, ovvero una serie di regole che stabiliscono come viene creato un blocco e come vengono confermate le transazioni, e ovviamente anche EOSio ha un suo modello di consenso specifico.

In questo articolo ci concentreremo così sul funzionamento di EOSio, analizzando nel dettaglio il suo protocollo di consenso e cercando di capire in cosa sia diverso dagli altri sistemi PoS (Proof of Stake).

Il modello di consenso di EOSio

La blockchain di EOSio utilizza una variante diversa della Proof of Stake (PoS) 

In un sistema PoS il validatore, ossia colui che mette in sicurezza la rete e produce i blocchi, mette in stake dei token per dimostrare di essere intenzionato a mantenere in piedi la rete e non agire in modo malevolo.

La quantità di token per diventare validatore è sempre elevata per scoraggiare i piccoli holder o chi fosse malintenzionato a prendere parte al sistema. Chi infatti dovesse operare in maniera poco efficiente subirebbe il cosiddetto slashing, ovvero una quota dell’importo messo in stake gli verrebbe sottratta.

La Delegated Proof of Stake

Una volta capito il funzionamento della PoS tradizionale, cerchiamo di capire il modello di consenso di EOSio che usa la DPoS (Delegated Proof of Stake).

In questo caso non sono i validatori a mettere in stake i propri token, ma gli utenti che delegano il voto a coloro che ritengono siano i migliori a produrre e mantenere la blockchain. 

In questo modo non abbiamo un’imposizione dall’alto di chi debba detenere i vari nodi, ma una scelta dal basso per avere una maggiore decentralizzazione della decisione.

Inoltre, su EOSio non si ha un sistema di slashing come sulle altre PoS, ma la scelta è in mano all’utente perché se i Block Producer (BP) in EOSio dovessero operare in maniera errata, per esempio non aggiornando il sistema o non partecipando attivamente, gli utenti potrebbero rimuovere il propri voto e cambiare la scelta.

Chi produce i blocchi su EOSio?

Diversamente dalle altre blockchain che si basano sulla PoW (Proof of Work), su EOSio non abbiamo miner ma i BP.

La blockchain di EOS prevede una sessantina di BP, ma solo i primi 21 ad essere più votati sono quelli attivi e dediti a produrre i blocchi.

I BP ruotano a seconda di alcuni parametri ben precisi (i dettagli su come avviene la rotazione dei BP li possiamo trovare nel libro gratuito Mastering EOS, disponibile su Amazon anche in inglese) mentre gli altri rimangono in standby nell’eventualità in cui un BP abbia un imprevisto.

Come guadagnano i BP?

Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro e spiegare che, generalmente, le blockchain a base PoS prevedono un sistema inflazionistico: ogni anno, in pratica, bisogna produrre un certo numero di token che saranno distribuiti tra coloro che mantengono la rete.

Per quanto riguarda EOS, si è passati dal 5% all’1% attuale, quindi ogni anno ci sono 10 milioni di token in più da distribuire come premio tra i BP attivi e quelli in standby in base alla classifica per numero di voti (maggiore è il numero di voti e la posizione del BP, maggiore sarà il premio).

Il premio può essere di un massimo di 1000 EOS giornalieri ad un minimo di 100 EOS giornalieri, un ritorno importante e non indifferente.

Un BP guadagna proprio da questo tipo di sistema e quindi ha tutto l’interesse ed è incentivato ad operare nel migliore dei modi possibili per non perdere questo premio e la fiducia degli utenti.

Quanto è veloce la blockchain di EOSio?

La velocità è misurata in TpS (Transaction per Second).

Su bitcoin abbiamo 7 transazioni al secondo, Ethereum 25, la PoS dovrebbe arrivare ad un migliaio, mentre con EOS si superano tranquillamente le 4000 TpS ed in testnet si sono superati senza problemi le 9000 TpS, a dimostrazione che la dPoS è un sistema vincente di consenso.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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