San Marino emette la sua “criptovaluta”: il Titano
San Marino emette la sua “criptovaluta”: il Titano
Criptovalute

San Marino emette la sua “criptovaluta”: il Titano

By Eleonora Spagnolo - 17 Giu 2020

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Era già nell’aria ma a quanto pare la Repubblica di San Marino sta accelerando il rilascio della sua “criptovaluta”. Non sarà infatti una vera e propria crypto, quanto piuttosto un CCF: credito di compensazione fiscale.

San Marino è uno degli stati più piccolo del mondo, situato in Italia, tra l’Emilia Romagna e le Marche con circa 34mila abitanti. 

Attualmente è alle prese con la crisi post Coronavirus e con un debito da  360 milioni. Per sanare questo debito, secondo quanto riporta Milano Finanza, il segretario delle Finanze Marco Gatti ha un piano: emettere titoli di stato per 500 milioni da collocare sul mercato internazionale. C’è anche un piano B: emettere il Titano, un credito, caricato sulla Smac card, una carta elettronica molto utilizzata sul territorio. 

Nel progetto della piccola repubblica, il Titano servirà a pagare stipendi e pensioni per una quota inferiore al 30%.

Il Titano servirà solo a “generare liquidità” per aiutare famiglie e imprese che rimangono sotto una certa soglia. Sarà spendibile solo a San Marino, e se la sua circolazione sarà eccessiva, verranno ritirati dal mercato. Un Titano avrà il valore di un euro.

L’emissione di questa criptovaluta o per meglio dire, denaro elettronico, è dovuta al fatto che San Marino non può emettere una sua moneta. Il Titano punta a sopperire a questa difficoltà.

Almeno da quanto sta circolando in queste ore, il Titano non sembra essere una vera e propria criptovaluta, in quanto manca qualsiasi riferimento alla tecnologia blockchain.

Sarà anche piuttosto centralizzata, visto che sarà lo Stato a stabilire quanta supply di Titani potrà circolare, arrivando perfino a ritirare la moneta elettronica dal mercato se raggiungesse un ammontare superiore al previsto. 

La criptovaluta di San Marino pioniera del denaro elettronico

Mentre paesi molto più grandi a partire dalla Cina sono alle prese con l’emissione della loro valuta di Stato, San Marino potrebbe aver fatto un passo in avanti scavalcando tutti. L’emissione del Titano sembrerebbe precedere quella dello Yuan digitale, in fase di test a Pechino. 

C’è da dire che San Marino è un micromondo in confronto alla Cina e forse proprio la sua ristrettezza permette di far avanzare progetti più celermente. 

Ma il Titano di San Marino sembra anche una versione “light” di quello che è l’approccio alle cosiddette CBDC, acronimo che sta per central bank digital currency. 

In comune con questo approccio, il Titano ha la centralizzazione. Per il resto sembra essere solo una sorta di token che non a caso finirà dentro una tessera, la Smac Card, utilizzata per accumulare punti e avere sconti nei negozi convenzionati della Repubblica. 

Non c’è traccia neppure di un wallet digitale, né si parla di scambi tra utenti. Insomma, sarà un mezzo di pagamento sui generis, utile però in un paese dove non è ammessa ulteriore iniezione di liquidità nel suo sistema più classico, che è quello di stampare denaro.

Il Titano un titolo di Stato

L’Istituto per l’innovazione di San Marino ha precisato in cosa consiste il Titano:

“I Certificati di Compensazione Fiscale non hanno nulla a che vedere con le criptovalute né tantomeno con i bitcoin. Non verrà infatti utilizzata la tecnologia blockchain per la realizzazione del progetto dei CCF e, soprattutto, si tratta di uno strumento strutturalmente e funzionalmente diverso: i CCF hanno funzione di titoli di credito emessi dallo Stato con i quali lo Stato garantisce un equivalente  sconto fiscale sul valore nominale del titolo, circolanti su un sistema di scambio interno”.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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