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Valuta digitale vs. criptovaluta
Valuta digitale vs. criptovaluta
Criptovalute

Valuta digitale vs. criptovaluta

By Marco Cavicchioli - 4 Lug 2020

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Che differenza c’è tra una criptovaluta ed una valuta digitale? 

Innanzitutto va detto che anche le valute fiat tradizionali ormai vengono utilizzate soprattutto con strumenti digitali. Ma non essendo nativamente digitali, non hanno tutte le caratteristiche che può avere una valuta nativa digitale. 

Le valute native digitali emesse dalle stesse banche centrali che emettono le tradizionali valute fiat vengono dette CBDC, ovvero Central Bank Digital Currency (valuta digitale della banca centrale). 

Queste non sono altro che versioni digitali delle tradizionali valute fiat. 

In altre parole, dal punto di vista finanziario sono valute fiat a tutti gli effetti, e si differenziano da quelle classiche solo per la tecnologia con cui vengono emesse, scambiate e gestite. 

Tuttavia non è nemmeno necessario che una CBDC sia basata su blockchain. Anzi, solitamente non lo è, perchè con blockchain si intende un registro distribuito decentralizzato basato su una catena di blocchi, ed i registri su cui si basano le valute digitali delle banche centrali non sono affatto decentralizzati. 

A questo punto dovrebbe già essere evidente che le valute digitali non sono affatto criptovalute, e a dire il vero non hanno nemmeno poi molto a che fare con le vere criptovalute. 

Hanno però qualcosa in comune, ovvero una parte della tecnologia su cui sono basate. 

Le valute tradizionali ad esempio non vengono emesse registrandole su un unico registro. Sicuramente quelle emesse direttamente dalle banche centrali vengono registrate nel bilancio delle medesime banche, ma ad esempio quelle emesse dalle banche commerciali come credito ai loro clienti vengono registrate in separata sede. 

Inoltre non esiste nemmeno un registro unico di tutte le transazioni, perchè ad esempio le transazioni che avvengono con scambio fisico di banconote possono anche addirittura non essere proprio registrate. 

Le valute digitali delle banche centrali invece hanno un registro unico su cui vengono registrate tutte le emissioni e tutte le transazioni. Da questo punto di vista – ma solo da questo punto di vista – sono più simili alle criptovalute che non alle valute tradizionali. 

Infatti, per legge, tutte le transazioni elettroniche in valuta fiat devono essere gestite da un intermediario che verifichi l’identità dei soggetti coinvolti, e molto probabilmente sarà così anche per le CBDC. 

In altre parole le transazioni elettroniche in valuta fiat non sono, e non possono essere, anonime, tanto che l’unico modo per eseguire transazioni realmente anonime con valute fiat è quello di utilizzare le banconote fisiche. 

In teoria anche con le CBDC potrebbe essere possibile effettuare scambi anonimi direttamente tra utenti, ovvero senza intermediari, ma non è molto probabile che le banche centrali accetteranno di consentirlo. 

Anzi, la lotta al contante che sta imperversando un po’ in tutto il mondo rivela che le banche centrali sono decisamente molto più interessate ad impedire l’utilizzo anonimo del denaro fiat. 

D’altro canto invece le criptovalute, sia che siano basate su blockchain, sia che siano basate su altre tipologie di registri distribuiti (come ad esempio DAG), differiscono dalle valute fiat per entrambi questi aspetti. 

Ovvero nascono anonime, e consentono l’utilizzo anonimo con scambi diretti tra utenti senza intermediari. Inoltre sono decentralizzate, e quindi non controllabili da nessuno. 

In realtà esistono anche valute digitali private che non sono decentralizzate, e che spesso vengono impropriamente chiamate criptovalute, tuttavia questa distinzione non è netta a tal punto da suddividere in modo drastico le vere criptovalute da quelle che ci assomigliano. 

Ad esempio XRP gira su un registro decentralizzato, ma una gran parte dei token è ancora nelle mani dell’azienda che l’ha creata, Ripple. D’altra parte USDT gira su Ethereum, ed i suoi token sono quasi tutti in libera circolazione sui mercati, ma il collaterale a garanzia del suo valore è totalmente controllato da un unico soggetto, Tether. 

Eppure sia XRP che USDT vengono comunemente chiamate “criptovalute”. 

Il quadro pertanto è leggermente complesso, sebbene in teoria la distinzione dovrebbe essere chiara: sono criptovalute solo se sono decentralizzate, e quindi anonime, mentre se non sono decentralizzate sono solo valute digitali. 

Le valute digitali a loro volta si possono suddividere tra quelle private, emesse ad esempio da aziende (come Libra), oppure pubbliche, come il Petro venezuelano, anche se sarebbe meglio definirle “statali” onde evitare confusione con le criptovalute pubbliche decentralizzate. 

Quello che però è certo è che la tecnologia messa a punto per la prima volta nel 2008 da Satoshi Nakamoto, che creò la prima criptovaluta (Bitcoin), si sta rivelando talmente migliore rispetto a quella delle tradizionali valute fiat che le stesse banche centrali stanno valutando di applicarla anche alle valute gestite da loro, sebbene queste non siano affatto criptovalute perchè non decentralizzate.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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