Nuovo record per l’hashrate di Bitcoin
Nuovo record per l’hashrate di Bitcoin
Bitcoin

Nuovo record per l’hashrate di Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 13 Lug 2020

Chevron down

È stato raggiunto un nuovo record storico per l’hashrate di Bitcoin. 

Stando infatti a quanto stimato da blockchain.com, l’8 luglio 2020 l’hashrate ha raggiunto quasi i 126 EH/s, superando il precedente record pre-halving. 

In realtà, altre fonti calcolano stime differenti, ma tutte concordano che negli ultimi giorni l’hashrate di Bitcoin sia tornato sui livelli massimi di sempre. 

Come previsto, l’halving ha indotto una riduzione significativa dell’hashrate, ma questa riduzione è durata decisamente poco. 

Si è trattato di una flessione di circa il 30% rispetto ai picchi massimi raggiunti prima dell’halving, ma a partire dalla riduzione della difficulty del 20 maggio, e poi grazie soprattutto all’ulteriore diminuzione di inizio giugno, l’hashrate è tornato a crescere. 

In particolare, a partire da fine giugno si è verificata una nuova piccola impennata, che lo ha portato nuovamente sui massimi storici. 

Prendendo come riferimento le stime complete di bitinfocharts.com, si evince che la redditività del mining è ormai relativamente costante a partire proprio dal giorno successivo all’halving, ovvero il 12 maggio 2020. 

È molto probabile che sia proprio questo il motivo che spinge i miner ad incrementare la potenza di calcolo allocata su Bitcoin. 

Sull’hashrate influiscono diversi fattori, come la difficulty, l’efficienza delle nuove macchine per il mining, ed il costo dell’energia elettrica, ma tutti questi alla fine convergono sulla redditività di questa attività. 

Hashrate da record ma il mining è ancora profittevole

La redditività è sui livelli minimi di sempre, a circa 0,08 $ a giorno per THash/s. A due mesi dall’halving è rimasta agli stessi livelli che aveva il 12 maggio, ovvero bassa ma ancora sufficiente a far sì che il mining possa risultare profittevole nonostante l’elevata concorrenza. 

D’altra parte è anche plausibile che molti miner stiano facendo gara ad accaparrarsi quanti più BTC possibile in questo momento in vista di una possibile crescita del prezzo nei prossimi mesi.

 Va ricordato che, sebbene il premio complessivo per i miner in BTC rimanga costante nel tempo, il suo valore in dollari americani varia, ed è possibile che alcuni miner oggi accettino di estrarre BTC con una bassa redditività nella speranza che, non vendendoli tutti subito, una certa parte la si possa accumulare e vendere più avanti nel tempo magari ad un prezzo maggiore. 

Inoltre, un hashrate così elevato sta mantenendo costante il block time sotto i 10 minuti negli ultimi giorni, e questo farebbe ipotizzare un presunto prossimo incremento della difficulty, tra circa 12 giorni. 

Se ciò avverrà, la redditività del mining scenderà ancora ed è possibile che questo indurrà alcuni miner ad allocare altrove parte della loro potenza di calcolo, o a spegnere le macchine. 

Nonostante ciò, come ormai si è capito benissimo in questi ultimi mesi, il mining di Bitcoin non è un’attività a rischio, nemmeno quando il premio per i miner si dimezza, come avvenuto due mesi fa.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.