Twitter hack, CEO di Binance: campagna pro Bitcoin
Twitter hack, CEO di Binance: campagna pro Bitcoin
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Twitter hack, CEO di Binance: campagna pro Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 17 Lug 2020

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Che bello essere tornati! Inizia con questa esclamazione una serie di tweet del CEO di Binance, Changpeng CZ Zhao, tra le vittime del twitter hack. Sono i primi tweet dopo che l’account è stato bloccato per oltre un giorno. E raccontano di come non tutto il male venga per nuocere, perché l’episodio può portare dei vantaggi, anche per Bitcoin.

A CZ spetta un privilegio, quello di essere stato tra i primi account hackerati, insieme ad altri esponenti del mondo crypto, ed insieme all’account dello stesso Binance.

L’hack è poi dilagato prendendo di mira persone esponenti autorevoli del mondo politico ed economico, da Joe Biden ad Elon Musk, passando per Bill Gates.

Ad ogni modo, nella sua versione dei fatti CZ non perde occasione per essere scherzoso. 

“Quando Twitter non funziona, non puoi neanche twittare per lamentarti!”

Twitter hack, la posizione del CEO di Binance

CZ entra poi nel merito degli avvenimenti esponendo il suo punto di vista.

“Hack di Bitcoin? No. Non è Bitcoin che è stato hackerato. Gli hacker volevano Bitcoin perché ha valore. Chi ruba in banca vuole i contanti, non si parla di rapina di contanti ma di rapina in banca. Truffa Bitcoin? No, Bitcoin non truffa nessuno. Lo devo spiegare tutte le volte?”

CZ passa poi a parlare del vero oggetto dell’hack: Twitter.

“Twitter hack? Sì. Ma questo incidente sottolinea un problema più grande. Con l’aumento dell’adozione crypto, le piattaforme social ed internet esistenti hanno bisogno di rinnovare la loro sicurezza. Le piattaforme internet non servono più solo a farsi i selfie ma a trasferire valore”. 

Perché, secondo CZ, la maggior parte delle piattaforme non è sicura. È stata colpita Twitter in quanto piattaforma di riferimento per la community crypto. Ma, continua, Twitter ha sicuramente dei problemi di sicurezza, di cui uno segnalato dallo stesso CZ neppure due mesi fa proprio inerente il sistema di sicurezza a due fattori. 

Pessimo il suo giudizio su altre piattaforme: 

“Google è probabilmente la più forte in termini di sicurezza dell’account, ma gli annunci di truffatori sono consentiti nella pagina dei risultati e sulla rete. Youtube è un incubo”. 

Al netto della sicurezza da migliorare per Twitter e le altre piattaforme, anche gli utenti da questo punto di vista devono imparare a proteggersi. 

Ad ogni modo, è proprio questo il lato positivo dell’hack: ha messo in luce il bisogno di maggiore sicurezza, cosa che a detta di CZ, il settore chiedeva da tempo. Inoltre, educa le persone a non cadere nelle trappole, anche se a chiedere soldi è proprio “il tuo idolo preferito”. 

Infine, la cosa più positiva in assoluto, è che di fatto è stata una campagna di massa per Bitcoin:

“Quanto spesso abbiamo visto tutte queste persone famose twittare sulle crypto? Anche se avremmo preferito che twittassero su Binance Academy”

L’ultima considerazione mette in luce quello che sui primi momenti deve essere stato un incubo:

“Mi sento privilegiato che il mio account sia stato hackerato prima di quello di altre persone famose. Ma la prossima volta spero di essere secondo. Ero pazzamente preoccupato prima che il secondo ragazzo spuntasse fuori”. 

Non è dato sapere chi si riferisce. In risposta ai suoi tweet, CZ lascia emergere un altro particolare, e cioè che gli hacker hanno usato attivamente il suo account. Stando a quanto racconta, chi ha gestito l’account al momento dell’hack bloccava gli utenti che segnalavano i post come scam. Ciò sta portando CZ a dover scorrere la lista e sbloccare persone che non è stato lui a bloccare. 

Quella raccontata da CZ sembra una storia a lieto fine: starà ora a Twitter risolvere i problemi messi in evidenza dall’hack. Ironia della sorte, la stessa Twitter di Jack Dorsey, che sognava un social network decentralizzato.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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