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Cardano studia l’interoperabilità con altre blockchain
Cardano studia l’interoperabilità con altre blockchain
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Cardano studia l’interoperabilità con altre blockchain

By Eleonora Spagnolo - 21 Ago 2020

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Cardano si apre all’interoperabilità con altre blockchain e dice basta ai massimalisti. Questo in sintesi l’intervento di Charles Hoskinson sul suo canale YouTube.

È una risposta a quanti si sono stupiti dopo che il CEO di IOHK ha offerto il proprio aiuto alla community di Ethereum Classic, alle prese con diverse vulnerabilità.

Secondo Charles Hoskinson non c’è alternativa alla interoperabilità e alla collaborazione tra sistemi diversi, senza per questo sacrificare la concorrenza o gli obiettivi di rendere il proprio prodotto il migliore.

Per rendere al meglio il concetto, Hoskinson spiega quanto accade nel mondo degli smartphone: in Samsung c’è una divisione che tutti i giorni collabora con una squadra di Apple. Non per questo Samsung rinuncia a produrre dei top di gamma che fanno concorrenza agli iPhone.

Nel mondo della blockchain può succede la stessa cosa, a maggior ragione in un ecosistema come IOHK dove, aggiunge, lavorano 250 persone di cui la metà si dedica a Cardano, e l’altra metà ad altri progetti. 

In Cardano non c’è posto per i massimalisti: 

“Per le persone che hanno sviluppato una mentalità massimalista, uscite fuori questa mentalità. C’è un posto per il massimalismo, si chiama Bitcoin. Se vivete lì, andate lì e va bene che create in quel progetto e in quella catena. Ma questo è l’ecosistema di Cardano. E andrà letteralmente a lavorare con centinaia se non migliaia di standard diversi nel corso della sua esistenza, dalle banche centrali ad altre criptovalute fino a operatori finanzieri, dai vari (Morgan, ndr) Chases o Goldman Sachs del mondo”

E aggiunge: 

“Saranno adottate misure per costruire agganci speciali per questi sistemi, compresa l’interoperabilità con i sistemi autorizzati (permissioned). È molto probabile che nei prossimi 24 mesi Cardano comunicherà con un’istanza di Hyperledger Fabric di IBM. È molto probabile che avremo delle consultazioni su un progetto che lo faccia, e questo non sminuirà in alcun modo la tabella di marcia o renderà in qualche modo Cardano meno competitivo”.

Cardano, l’interoperabilità all’opposto del massimalismo

In pratica, aprirsi ad altri sistemi non vuol dire rinunciare al proprio progetto. Al contrario, in Cardano sarà l’esatto opposto. Collaborare con altre piattaforme vuol dire diventare più competitivi e acquisire più valore. E soprattutto vuol dire aumentare i casi d’uso e l’adozione della blockchain. 

Dalle sue parole si capisce che il progetto di rendere Cardano interoperabile è più che reale, tanto che, aggiunge Hoskinson, Daedalus, il wallet di Cardano, potrebbe ospitare altri token. 

Che sia Ethereum Classic, o Litecoin o Bitcoin Cash, succederà se la blockchain sarà multi asset. Ma Cardano multi asset, sostiene Charles Hoskinson, sarà sinonimo di un maggiore utilizzo di ADA. 

Lo scopo sarà sempre e solo il successo di Cardano. 

Charles Hoskinson si dice stanco di un mondo crypto dove ci sono i fan, i troll, i massimalisti, coloro che se non sono d’accordo con altri, li accusano di essere truffatori o criminali. 

È ora di crescere come industria” 

E conclude:

“Vorrei che ci capissimo l’uno con l’altro e ci divertissimo ad avere grandi competitor, qualche volta lavorando con loro e qualche volta combattendoli nelle battaglia del mercato delle idee, e alla fine, penso che noi come comunità abbiamo l’opportunità di essere un modello per tutti gli altro. Lo saremo”. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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